MetroCapitale: la Metro C di Roma

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La mala gestione di Roma opera da anni senza sosta per diversificare le proprie attività e incrementare  il volume di affari. Dopo Mafia Capitale, il nuovo capitolo si chiama Metro C di Roma, ennesimo caso di Cultura “a delinquere” del Palazzo.

Il cantiere romano della metro C rispecchia l’andamento italico delle opere pubbliche che non vedono luce: spreco di denaro, corruzione e infiltrazioni negli appalti, varianti d’opera.

Il sospetto aleggiava da anni: la MetroCapitale è l’opera pubblica incompiuta più costosa d’Europa. Prevista e finanziata sin dagli anni ’90, doveva terminare entro il Giubileo del 2000; iniziata nel 2007, non è ancora ultimata; costo complessivo iniziale di 1 miliardo e 925 milioni, cresciuti a 2 miliardi 600 milioni nel 2006 al momento della stipula del contratto con Metro C spa (consorzio appaltatore), successivamente lievitati a 3 miliardi e 379 milioni; costo chilometrico doppio rispetto alla media europea (273 milioni di euro contro i 120 – 150 nei Paesi UE).

Scavi Metro C a Piazza Venezia
Scavi Metro C a Piazza Venezia

La grande incompiuta. Il passaggio su siti che presentano notoriamente beni archeologici poteva essere evitata da sopralluoghi preventivi: ma meglio accorgersi degli ostacoli a lavori già iniziati, rende molto di più. Sono 45 le varianti in corso d’opera,  con dilatazione dei termine di realizzazione dei lavori e lievitazione dei costi. Tutti gli appalti sottostanno alla stessa regola: aggiudicarsi la gara al ribasso, salvo poi chiedere, a lavori iniziati, incrementi del 40% per gli imprevisti incontrati.

Emblematiche l’inchiesta della Procura di Roma su presunti illeciti negli appalti,  sui tempi di consegna e sull’aumento dei costi, e le  tre inchieste  della Corte dei Conti che denunciano uno  “scandalo nello scandalo”: anomalie degli impianti e rischi di malfunzionamento.

Si aggiunge ora il rapporto dell’Authority anticorruzione: mancanza di trasparenza, sprechi,  progetti carenti e più volte rielaborati, indagini archeologiche superficiali, consulenze d’oro, ritardi nelle decisioni dell’amministrazione pubblica, rilevanti modifiche contrattuali, slittamento delle tempistiche di realizzazione. Tutto ciò ha comportato maggiori oneri per la pubblica amministrazione e un consistente contenzioso favorevole alle ditte costruttrici.

Il comune di Roma ha una partecipazione del 17% di Roma metropolitane (società appaltante i lavori della Metro C) e per completare l’opera dovrà accollarsi per questa quota percentuale i tre miliardi causati dalla malaffare. Il sindaco “per mancanza di prove” Marino sta chiedendo alla città un sacrificio economico immenso, 440 milioni di tagli alla spesa pubblica in tre anni e aumento delle aliquote della tassazione locale.

MetroCapitale è un’opera piena di sorprese che mettono in dubbio la sua complessiva fattibilità: la soppressione, per mancanza di risorse, di alcune stazioni centrali e l’abbandono di qualificanti opere integrative e complementari nelle tratte centrali pregiudicano l’effetto rete e la funzionalità della linea.

Capolinea Metro B nei pressi del carcere di Rebibbia
Capolinea Metro B nei pressi del carcere di Rebibbia

E’ amara la conclusione dei magistrati della Corte dei Conti: “La tormentata e lunghissima vicenda progettuale ed esecutiva della linea C rischia di inficiare l’efficacia dell’investimento e la qualità finale di un’opera pensata oltre 25 anni prima della sua messa in esercizio”. Cosa dire? Niente male come primato.

La cultura politica, la sana gestione, l’oculatezza non abitano più a Palazzo: sono in viaggio nei cunicoli della rete metropolitana di Roma in un tragitto senza ritorno: Linea B, direzione “Rebibbia”.

Geniale, previdente e ironico aver inaugurato nel 1990 il capolinea di una metro nei pressi del carcere romano…  Qui vi aspettano a braccia aperte: Welcome to Rebibbia