UE a pezzi, gli altri si uniscono. Senza noi…

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21b3784Se Atene piange, Pechino e Mosca ridono. Mentre da un lato del grande continente eurasiatico si assiste al dramma, alla tragedia di un’Europa unita che collassa sulle fondamenta d’argilla della finanza speculativa, dall’altro si fa la storia. Quella con la “s” maiuscola. Mentre gli euroburocrati di Bruxelles si leccavano le ferite per il “no” del popolo greco, a Ufa, città di poco più di un milione di abitanti e capitale della Repubblica di Baschiria, in Russia, fervevano i preparativi per un incontro destinato a spingere ulteriormente a est il baricentro geopolitico mondiale.

Proprio a Ufa infatti si terrà, da mercoledì a venerdì, il meeting congiunto dei Paesi del Brics, il blocco delle potenze emergenti comprendente Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa e contemporaneamente quello della Shanghai Cooperation Organization, organismo intergovernativo per la sicurezza e lo sviluppo economico che vede coinvolti ancora Cina e Russia e alcuni Paesi dell’Asia centrale come il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tajikistan e l’Uzbekistan. Questi ultimi sono grossomodo gli stessi Paesi facenti riferimento anche all’Unione Economica Eurasiatica guidata dalla Russia di Putin.

L’evento è di portata storica per diversi motivi. In primis perché in apertura si terrà il primissimo forum congiunto, organizzato dalla russa Vnesheconombank, dei Paesi del Brics e della Sco, che finora erano rimaste due entità rigidamente separate, nonostante la comunione di interessi in ambito geopolitico. In secondo luogo perché, durante la tre giorni di Ufa, verrà ufficialmente avviato il processo di adesione, in qualità di stati membri, dell’India e del Pakistan alla Sco. Un fatto storico anche questo, che vede messe da parte antiche divergenze per il comune obiettivo di un mondo multipolare, che vada verso il superamento dell’egemonia statunitense a livello globale.

“L’adesione dell’India e del Pakistan alla Sco, contribuirà allo sviluppo dell’organizzazione e al miglioramento delle loro relazioni bilaterali”, ha infatti ammesso il Vice Ministro degli Esteri cinese Cheng Guoping. India e Pakistan fino ad ora facevano parte degli Stati “osservatori” della Sco, insieme ad Afghanistan, Iran e Mongolia. E’ chiaro che, dopo il “sì” definitivo di indiani e pakistani, la Sco punterà ora ad allargarsi a questi altri tre Paesi, ma non solo. Perché alla Sco sono affiliati, con il particolare status di “partner” anche Turchia, Bielorussia e Sri Lanka. Il progetto di una crescente integrazione della Sco era del resto stato già definito come prioritario dal presidente russo Putin già nello scorso settembre. Così, mentre a Mosca si svolge la riunione congiunta dei Ministeri delle Finanze cinese e russo e mentre nella giornata di martedì si attende la partenza della Brics Bank, una banca per lo sviluppo da 100 miliardi di dollari che va ad aggiungersi alla recentemente costituita Asian Infrastructure Investment Bank cinese, questa settimana si annuncia come decisiva nello spostamento degli assetti geopolitici globali.

La tragedia di Atene e il volto tirato di Angela Merkel nelle interviste dopo i risultati del referendum greco, simbolo forte del declino dell’Occidente, fanno da contraltare alla trionfale ascesa dell’Eurasia che si trasforma definitivamente in un progetto politico, militare ed economico. Alexis Tsipras che chiama al telefono Vladimir Putin subito dopo lo schiaffo inflitto alla Troika è solo un altro segnale del cambiamento in atto. Un cambiamento che pare inarrestabile.

4 Commenti

  1. La UE non si rifiuta di esportare nulla verso la Russia, solo armi che peraltro la Russia non ha mai importato nel passato. Le sanzioni UE verso la Russia sono rivolte solo a specifici individui, alle armi e ad alcuni prodotti di finanza internazionale e non a interi settori dell’economica e/o aziende. E’ bensì la Russia ad aver stabilito un embargo sull’importazione di alcuni prodotti UE (alimentari in gran parte) che però continuano a passare tranquillamente tramite le repubbliche Baltiche.
    Certamente il BRICS è interessante a livello economico internazionale ma ricordo che, esclusi gli Stati della CIS, tutti gli altri hanno già accordi simili con la UE e hanno in corso trattative ben più ampie con la stessa, fino ad arrivare ad accordi “free trade” e comunque, almeno per ora, il valore delle economie di questi Paesi è distantissimo da quelle dei Paesi occidentali ed è un dato di fatto che, prima o poi, dovranno fare i conti con i problemi legati alla libertà e al progresso sociale.
    Peraltro questa riunione del BRICS non pare aver fatto molta impressione, anzi, la borsa Cinese ha perso oggi alcune migliaia di miliardi di USD di controvalore.

  2. Il Resto del Mondo dimostra d’essere molto più “pacifico” di quanto sia la “riottosa” Europa. E’ un gran bene che le sorti del pianeta si spostino dall’Europa al R.d.M. La Russia e la Cina potranno essere catalizzatori di quell’emisfero. Obama sta facendo accordi con il C.S.America. Quanto prima l’Europa verà esautoriata della sua egemonia nel monto tanto prima ci guadagnerà la pace mondiale.

  3. Grave problema. Anche chi è contrario a questa UE (pur essendo sempre strato europeista) come il sottoscritto comprende perfettamente che il mondo oggi non è più alla portata delle singole unità statali ma noi europei sembriamo proprio sotto ricatto: costretti ad accettare una tecnocrazia-finanziaria per non morire orfani. Il caso greco sembra quasi uno spauracchio creato a doc affinché nessuno si azzardi ad alzare il capo con fisime democratiche ormai desuete. Chi ha voluto tutto questo?

  4. Quando leggo in alcune parti della crisi della Russia, mi chiedo : ma i governanti europei dove hanno il cervello??? La federazione russa che avrebbe dovuto fare parte integrante dell’Europa, sta facendo accordi con le economie emergenti. E quella coglioncella della merkel neanche se ne rende conto!!!
    Non lo capisce neanche Obama ma gli americani non hanno mai brillato per soverchia intelligenza in politica estera. Il fatto è che Putin invece di essere stato messo da parte, è in piena attività: ha un accordo con la Cina per forniture di gas e petrolio , fa accordi col Brasile, l’India ed il Sud Africa per importare quello che l’UE si rifiuta di esportare. A perderci è solo l’UE che non ha capito niente!!!!! Forse sarebbe meglio che questa UE fosse destinata a finire ignominiosamente, come merita!!!

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