Convertitevi alla bellezza della nostra Italia

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12Ha fatto scalpore nei giorni scorsi l’arresto di una cellula jihadista tutta italiana, dal nucleo familiare, alla provenienza geografica, ai nomi dei componenti: Maria Giulia, Sergio, Assunta. Nomi tradizionali italiani, ma persone che hanno dimenticato le proprie radici culturali, ed in nome di un altro Dio, di un’altra cultura decidono di immolare la propria esistenza.

E’ questo il punto cruciale che in pochi hanno analizzato con serietà: la scomparsa della nostra Cultura, della nostra Identità. Che paese è quello nel quale si fa togliere un crocifisso nelle scuole, si considera squadrista chi difende la famiglia naturale, si guadagna con le cooperative per ogni clandestino che entra? In quale conformismo siamo piombati, grazie ad un governo che s’inchina all’Europa dei banchieri invece di difendere quella dei popoli?

Oggi soltanto ripartendo dalla nostra Identità, dal nostro immenso e straordinario patrimonio artistico e culturale potremmo sconfiggere la pericolosa omologazione del politicamente corretto. Una sorta di mondialismo delle idee che in nome di una finta democrazia sta azzerando le tradizioni dei popoli di tutto il mondo. Con l’aiuto dei salotti buoni del pensiero unico, servi sciocchi di questo disegno che ha fatto diventare la nostra bella Italia la sgualdrina del mondo.

E allora ai tanti artisti, agli uomini di cultura, agli studenti, agli intellettuali, a tutti i lavoratori e a questa nostra classe dirigente dico: convertitevi alla nostra Cultura e alla nostra Identità. Siamo ancora la Patria della bellezza, ma dobbiamo avere il coraggio di riscoprire chi siamo e la ricchezza che ogni giorno calpestiamo. Le lotte per i nostri diritti partono dalla nostra civiltà che accoglie si, ma che difende i propri figli, senza per questo aver bisogno di invadere col finto buonismo le nostre città.

9 Commenti

  1. Pergolini dalle sue considerazioni ne deduco che lei è un estimatore del multiculturalismo e della globalizzazione sulle quali ha costruito molte delle sue certezze per cui della Civiltà Romana si è fatto un quadro che deve avvallare storicamente questo suo indirizzo di pensiero. A questo punto non ha molto senso tentare d’instillarle un sano dubbio, ponendole quesiti a cui non vuole e non può rispondere. Lei si candida ad essere un individuo senza radici. Auguri. Se questa condizione derivata (tipica di chi sa di dovere tutto ad altri), la aggrada io non posso farci nulla (del resto il nichilismo riscuote molti consensi oggi). Mia premura è denunciare (a chi vorrà prestare attenzione) che la realtà della grande Civiltà Romana, di cui siamo eredi legittimi è opposta alle sue convinzioni (come ebbe a comprendere secoli fa il nostro sommo poeta, Dante). Del resto la romanità (da non confondersi con la cittadinanza romana) è ancora presente fisicamente sul nostro territorio Nazione e non si nega a chi sinceramente la cerca, cosa che sicuramente è destinata a generare stupore. Con questo la saluto.

  2. Pergolini dalle sue risposto ne deduco che lei è un fautore convinto del multiculturalismo e della globalizzazione nelle quali crede e sulle quali ha costruito molte delle sue certezze. E’ chiaro che lei della romanità vuol conoscere solo ciò che può portare conferma alle sue convinzioni per cui non sprecherò tempo ulteriore nel suggerirle altre piste d’indagine o nel porle domande a cui non vuole e non può rispondere. Lei in questo modo si predispone ad essere un individuo senza radici perché convinto di non avere alcuna identità se non quella che ha potuto elemosinare da altri. Auguri. Se questa condizione derivata le piace e vi si ritrova io non posso farci nulla (del resto il masochismo oggi è un destino comune alla maggioranza) però è giusto che chi legge questi post sappia che la verità, almeno in merito alla nostra grande Civiltà Romana di cui siamo gli eredi legittimi è opposta alle convinzioni che lei manifesta (come sempre si è saputo, sin dai tempi del nostro grande poeta Dante) e abbia la possibilità di intraprendere un cammino di ricerca che gli consenta di rimanere saldo nella verità delle propria Tradizione. La verità, per l’appunto, è una e non teme i nostri pregiudizi. Con questo la saluto.

  3. Francesco Pergolini, ma che dice? Errore totale, necessità di rivedere completamente i concetti che supportano la propria esistenza. Lei è totalmente fuori, probabilmente non per colpa sua, ma per colpa di quella marea di idioti che dal 68 in poi ha licenza d’insegnare. Come può salvarsi l’Italia e l’Europa con generazioni di giovani sconvolte in tal modo.
    La basterebbe constatare che la nostra Nazione fu la culla dell’Impero Romano. Che sa lei di Roma Antica, lei che cita Cesare? Le suggerisco un termine da sottoporre ad indagine: Mos Maiorum. Glie ne hanno mai parlato? Non credo. Eviti wikipedia e indaghi, la prego, è nel suo interesse perché ha molto a che vedere con quella civiltà di cui siamo eredi. Quanto alle contaminazioni, guardi: proviamo a disinnescare la fregola che vuole vedere tutto il bene possibile nel mescolamento di genti idee culture e altre amenità che sono il brodo di cultura delle nuove generazioni e chiediamoci, prima di tutto: come si forma una Civiltà? Quali i suoi presupposti, quali i suoi limiti? I limiti Pergolini, nella vita esistono e contribuiscono all’essenza della varie realtà. Ancora un suggerimento da un testo di Marcello Veneziani (Contro i barbari, pagina 5): “La civiltà sussiste laddove c’è una distinzione tra luce ed ombra, perché la civiltà conosce dei limiti, oltre i quali non esiste, domina la barbarie o comincia un’altra civiltà. La civiltà conosce una soglia, una forma, una siepe, non è mai illimitata e informe”. Basta, fermiamoci qui. Quelle che lei chiama influenze sono rielaborazioni personali di ciò che ci viene dall’esterno, non certo cedimenti né capitolazioni all’altro da sé e su questo punto noi italiani non abbiamo subito nulla di più e nulla di meno di quanto ha interessato ogni altra civiltà. La Cina per fare un esempio è stata influenzata dal Buddismo che non è un’espressione diretta della sua Civiltà (come il Taoismo) ma lo ha re-interpretato secondo le sue necessità e la propria indole. Il risultato è qualcosa di assolutamente cinese, autoctono, personalissimo insomma. E Lei, che è figlio di una grandissima civiltà, che fa? La relativizza, la sminuisce? Se ne pentirà amaramente quando non sarà più giovane e le toglieranno i riflettori di dosso, vedrà.
    Non ho più tempo per lei, la saluto cordialmente anche se mi ha fatto molto arrabbiare.

    • I romani dettero “stato” ad un arte , una filosofia , una religione che non era loro. Il grande merito di Roma fu quello di fare stato , di velicolare la civilta’ ( Greca, Egiziana , Orientale ) in tutto il mondo “barbaro”. Roma era una spugna che si imbeveva dei filosofi greci ( chiedere a Marco Aurelio) , delle influenze orientali ( il cibo, l’arte) , delle truppe mercenarie ( e furono loro che la difesero fino alla fine ). Se c’e’ stata una societa multiculturale nella storia questa e’ stata proprio Roma , che tutti faceva diventare cittadini . Molti imperatori manco erano italiani . E infine Roma fu il veicolo attraverso cui il cristianesimo si affermo’ ( e manco quello e’ italiano !! ). Se proprio vogliamo estremizzare, I barbari , confrontati con i greci , erano sicuramente i romani.

      • Francesco Pergolini, lei di Roma antica ha una cultura Hollywoodiana e di genere. Le ripeto, cerchi di approfondire cosa fosse il Mos Maiorum, ma si dia il tempo di farlo. La Civiltà Romana è molto complessa da comprendere e non tollera di essere banalmente semplificata secondo il suo ristretto giudizio. La subordinazione della Civiltà Romana alla Civiltà Greca è un retaggio ottocentesco che nasce in seno allo scontro fra germanesimo e latinità: altro capitolo complesso che merita tempo ed approfondimento. (L’identità culturale europea tra germanesimo e latinità – Alberto Krali – Jaca Boock) Roma fu il centro del modo non fa meraviglia che subisse molti influssi ma fu lei ad imporre su tutti il suo sigillo non il contrario. Lo sapeva che i romani erano legati a un culto e ad una religione proprie che nulla hanno a che spartire con i culti greci? Lo sapeva che l’origine orientale degli etruschi è probabilmente un mito e comunque è tutt’altro che certa? Sa di cosa parla l’Eneide e qual’è la testimonianza di Virgilio in merito all’origine troiana di Enea e della sua stirpe. Conosce la posizione delle famiglie patrizie romane in merito alla gestione del potere politico, di casta e alla celebrazione del culto romano? Le ho dato molti spunti Pergolini, troppi, più di quanti la sua supponenza meriterebbe.

        • E’ Marco Aurelio che ringrazia i suoi filosofi greci e non e’ un copione di Hollywood . I precettori degli imperatori erano generalemente greci . Questi sono fatti scritti di pugno al tempo non sono invenzioni tarde . L’incredibile influenza dei costumi greci , l’incredibile influenza dei costumi orientali sul tardo impero , l’incredibile influenza del cristianesimo sono testimonianza di quanto poco di autoctono ci fosse nell’impero romano . Pure le divinita’ erano prese dai greci e il fatto che esistesse una ritualita’ romana poco conta . Se lei ama Roma ama tutte le sue influenze , cosi come se ama l’Italia lei DEVE amare gli austriaci che ci hanno lasciato un nord-est che funziona , le popolazioni germaniche base dei meravigliosi alto atesini , i normanni delle meravigliose rocche del sud , gli arabi/berberi per aver reso la sicilia patrimonio di cultura, arte e di grande ricercatezza culinaria , i francesi per averci permesso prima moralmente e poi materialmente di essere nazione indipendente , gli spagnoli che pure tra tanti danni ci hanno lasciato tesori enormi in tanti ambiti ….e decine di altri . Tutto ha portato qualcosa che ci ha reso una stupendo paese . Il non riconoscerlo ci riduce alla valle e al trattore .

  4. Quello che qusto governo sta facendo è semplicemente vergognosi, è il vero razzista contro gli italiano, ma anche noi non sappiamo farci sentire.

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