Dalla Democrazia all’Eurocrazia

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L’Ellade è stata la culla di molte civiltà occidentali e mediorientali, musa e ispiratrice di ogni ambito culturale, intellettuale, estetico, baluardo alle mire espansionistiche dell’impero persiano. Tanti suoi retaggi influenzano ancora il nostro vivere quotidiano.

Gli antichi Greci sono gli inventori della demos cratos,  il governo del popolo, una forma di gestione politica delle città stato in cui la sovranità è esercitata dall’insieme dei cittadini, ognuno con eguali diritti. Una remota utopia che sopravvive nei millenni, seppur trasformata e a volte vilipesa.

Il Parlamento Europeo
Il Parlamento Europeo

In una novella guerra di Troia, per la legge del contrapasso  è Atene ad essere oggi assediata, finanziariamente e non militarmente, anche se l’esito rischia di essere ugualmente letale. L’Unione Europea, la Troika, il Fondo Monetario Internazionale (quest’ultimo tra i primi responsabili della crisi economica degli ultimi sette anni) esigono la riscossione del prestito che la Grecia ha contratto per salvare il proprio bilancio pubblico. Trattasi di lesa maestà economica, incurante del malessere del popolo, dei tagli alla spesa pubblica e alla spesa sociale, della disoccupazione, dell’economia dissestata da anni di politiche di austerity.

Alla demos cratos ellenica (l’Ettore troiano), si contrappone l’eurocrazia di Bruxelles a servizio dei Paesi economicamente più forti (l’Achille teutonico). L’Unione Europea si sta rivelando per quello che non è: non uno Stato, una lingua, una economia, una politica estera. E’ solo una sovrastruttura burocratica, una cleptocrazia  a servizio di banche e finanzieri, una moneta prodotta in laboratorio in virtù della quale calpestare il sogno dei padri fondatori,  ignorare il benessere dei popoli, cancellare ogni possibilità di speranza e solidarietà fra le genti.

Anche l’espressione massima di demos cratos, ovvero un referendum popolare sull’accettazione o meno del piano di aiuti e riforme proposto dai creditori, è stata considerata una provocazione, una sorta di sabotaggio nei confronti della moneta unica e dell’Unione europea, e non come la disperazione di una nazione sull’orlo del default, un’ultima spiaggia per salvare una dignità.  

La Falange greca
La Falange greca

E’ un Cavallo di Troia all’incontrario, lasciato nel cuore dell’Europa per salvare il popolo greco. E così politici e mass media camuffano il fallimento di una moneta mai nata parlando di grexit, evocando la spinta speculatrici della finanza, scongiurando il pericolo di contagio per altre economie deboli, paventando mire espansionistiche russe e cinesi nel cuore dell’Europa, un continente sempre più marginale nello scacchiere globale.

Per quanto l’eurozona sopravviverà ai suoi  cittadini? Per molti, la Grecia è solo un incidente di percorso nell’architettura continentale, ma guai a sottovalutare gli episodi: la falange dei  300 spartani sconfitta alle Termopili divenne mito e leggenda.

Forse quella odierna non è una guerra o forse la terza guerra mondiale è davvero iniziata da tempo utilizzando strumenti diversi: i mercati e le borse, gli sbarchi di immigrati clandestini e di profughi, gli estremismi religiosi, gli attentati.

Europea, se ci sei batti un colpo!