#euapiedi. Storytelling digitale, da Potenza all’Europa

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@fi_sciu Lazio Cervara
@fi_sciu. Lazio. Cervara

“La Basilicata esiste, è un po’ come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi; io credo nella Basilicata” recitava Rocco Papaleo nell’incipit di Basilicata coast to coastNon per nulla, Matera sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2019, ma Sergio Ragone, giornalista potentino, ha deciso di testimoniare subito l’esistenza, ma soprattutto la bellezza della Basilicata.

Uno smartphone, un hashtag, diversi social network, un grande senso di appartenenza: quanto basta a Sergio per dare vita al progetto #euapiedi, nato per raccontare cento giorni di vita, di cammino a piedi a Potenza, ma quasi subito apprezzato da centinaia di utenti che non hanno esitato a condividere su Instagram foto da svariate città d’Italia, d’Europa, del mondo.

«Ho sentito l’esigenza di riallacciare un nodo di appartenenza con la mia città. Avrei potuto farlo in tanti modi, sfogliando le pagine dei suoi autori più illustri, ascoltando le storie delle persone più grandi di me, a partire dai miei genitori. Ma, dopo anni di lavoro lontano da casa, ho avuto l’opportunità di tornare nella mia terra. E così ho dato vita alla narrazione urbana della mia esperienza di cammino, provando a rispondere alle tante domande che questa nuova fase di vita mi ha suscitato». Così Ragone, che si definisce un “lavoratore digitale”, racconta la nascita del suo progetto #eupiedi.

“Eu”, che in portoghese significa io, rappresenta la centralità del soggetto narratore e osservatore di contesti urbani in cui vive e interagisce con migliaia di persone, ma “eu” indica anche l’Europa di cui facciamo sempre più parte.
Uno storytelling digitale che giorno dopo giorno, scatto dopo scatto, rende gli utenti promotori dei propri luoghi, immortalati da diverse angolazioni, lasciando trasparire pezzi di vita e sentimenti: dai Sassi di Matera agli scavi di Pompei sino a New York e le vie di Lisbona.
Ma in realtà #euapiedi ha un predecessore di successo, #ReStartSud, progetto più ampio nato nel 2013 con l’intenzione di offrire un viaggio tra l’innovazione del Sud, per narrare il Mezzogiorno bello e operoso, a partire dalla Basilicata: «Prendendo parte a #ReStartSud ho cercato di mettere in luce le realtà virtuose della mia terra, spesso lasciate in ombra dai media. Sono certo che lo sforzo della contronarrazione abbia generato i suoi primi frutti, ed è per questo che bisogna continuare a raccontare le eccellenze dei territori, attraversandoli» afferma Sergio, soffermandosi sul poter del web che aiuta a valorizzare città dimenticate, offuscate da avversità, come la sua Potenza che «per ragioni amministrative e politiche, non versa in un ottimo stato di salute: una beffa nel momento in cui l’altro capoluogo, Matera, diventa Capitale Europea della Cultura».

Quale miglior modo, dunque, per dimostrare l’esistenza di Potenza, mentre la stampa internazionale annuncia la rinascita della Basilicata definendola “nuova terra di cinema”? «L’effetto #Matera2019 ha offerto subito vantaggi, e una città come Potenza non può starsene ferma al bivio, aspettando che le gambe si muovano da sole. Così, ho deciso di perdere tempo ma guadagnare spazio. A piedi» aggiunge il giovane potentino, ancora incredulo del successo finora registrato con l’iniziativa che ha dato vita a una community di utenti, a volte distanti centinaia di km, ma uniti dallo stesso desiderio di scoprire insieme vicoli, monumenti e angoli suggestivi delle proprie città.

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«Camminando a piedi ho appreso molte cose che fino a prima di iniziare il percorso erano solo percepite o nascoste: lo stato precario della sicurezza in città, il mancato rispetto degli spazi urbani e dell’ambiente, le difficoltà oggettive dei disabili; soprattutto, ho avuto conferma che le leve di sviluppo del futuro risiedono nel digitale» rivela, tratteggiando il viaggio introspettivo che gli ha permesso di rivivere i luoghi della sua infanzia che, inevitabilmente, porta sempre dentro di sé.
Il termine dei cento giorni è scaduto di recente, ma l’idea intima e individuale si è trasformata in un fenomeno virale che congiungendo pezzi di borghi, strade, vite, emozioni, getta le fondamenta di un’unica città immaginaria. Così, il cammino continua, il progetto si evolve, sospinto da «l’esigenza diffusa di raccontare la propria esperienza di cammino nelle città. Un modo nuovo per “abitare” la rete, che merita una riflessione seria e approfondita, prima di ogni tipo di sviluppo» conclude Ragone, confidandomi il desiderio di «percorrere e narrare nuove città, da residente temporaneo. In particolar modo Milano, la città che più di altre sta vivendo una nuova primavera culturale e sociale. E magari, un giorno non lontano, provare a riunire la community di #euapiedi per poter condividere l’esperienza dell’incontro».