Barbara De Rossi: io e la mia Medea

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27Ad un concorso di bellezza “conquista” Alberto Lattuada, che la fa debuttare poi al cinema con Marcello Mastroianni e Virna Lisi. Consacra il suo talento (immenso) di attrice con La piovra accanto a Michele Placido. Interpreta dividendosi fra piccolo e grande schermo ruoli di forte impatto emotivo (La storia spezzata). Sta per tornare dopo anni di assenza sul palcoscenico con una straordinaria Medea. Bellissima, sempre elegante e dolcissima, Barbara De Rossi.

Barbara, tu conduci con grande successo il programma Amore criminale, che amo molto per il tuo stile di conduzione. Cosa ti hanno insegnato le donne, dico purtroppo, protagoniste della trasmissione, e qual è la loro bellezza?

La loro bellezza è l’essere cadute per generosità e pulizia di sentimenti nelle mani di uomini senza scrupoli, è il candore con cui vivono i loro drammi. Si può vivere una storia sbagliata e non esserne consapevole, perché non vedi il marcio, non riesci a vederlo. Ecco, Amore criminale esiste perché vuole mostrare alle donne da cosa si traveste il marcio.

Immagino che essere al timone di un programma di servizio così forte abbia cambiato il tuo senso di responsabilità verso il pubblico…

GUARDA LA GALLERY foto Corrado Ferrante Ufficio Stampa

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Assolutamente, io mi sento fortemente responsabile, non solo nel raccontare ma anche nei confronti di quelle stesse persone che si affidano con fiducia alla trasmissione. Chi ha il coraggio di raccontare la propria storia, le famiglie che vengono a ricordare il dolore per la perdita di chi non c’è più ti impone di trattare questi argomenti con grande delicatezza e rispetto. Ed io nel tempo ho cercato di farlo trovando una mia strada.

Strada assolutamente misurata e di grande professionalità. Anche perché essendo anche io un attore so bene quanto sia alto il rischio di essere protagonisti di quello che si fa

In Amore criminale non voglio e non posso permettermi di essere protagonista. Devo limitarmi ad accompagnare il pubblico in un viaggio molto particolare, cercando di trasmettere le sensazioni e la pesantezza dei casi di puntata. Io esisto solo per questo e cerco di farlo nel migliore dei modi.

So che stai per tornare in teatro con la Medea di Jean Anouilh

Ho scelto un testo complesso, straziato, dilaniato, che nella storia di tutte le Medea rappresentate è stato portato in scena solo da Anna Magnani, cinquant’anni fa. Anouilh ha raccontato una donna, follemente innamorata di Giasone, usata, lasciata. È un personaggio molto dolente, che rappresenta lo strazio dell’abbandono rendendolo straordinariamente moderno.

Hai scelto tu Medea o lei ha scelto te?

L’ho scelta io. Francesco Branchetti è un regista davvero straordinario, mi propose tre testi ed io volli questo. Insieme stiamo facendo un lavoro bellissimo.

Quando partirà la tournee?

Il 9 luglio, dal Teatro Romano di Ostia Antica. Faremo una ventina di date fra luglio e agosto, e poi da metà gennaio saremo in tutta Italia per quattro mesi.

Un ritorno importante, il tuo al teatro. E ne sono davvero felice, perché sei una delle attrici per cui più possiamo essere orgogliosi

Grazie davvero. Ritorno sul palco dopo tanti anni, avevo deciso di sospendere per crescere mia figlia. Volevo essere presente con lei, crescerla davvero. E oggi ci rimetto piede con un testo sicuramente importante e impegnativo, ma ce la sto mettendo tutta.