A Pesaro il Nuovo cinema fa 50. Più uno

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21337ebfee1508300a6d5777ab3a272fCon la nuova direzione artistica di Pedro Armocida la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, la più OFF del panorama cinematografico internazionale, compie i suoi primi 50 anni. Si apre una nuova fase del Festival che declinerà in un modo diverso la storica locuzione “nuovo cinema”, legandola alle forme più giovani ed innovative del linguaggio contemporaneo.

“Da qui l’idea – dichiara il direttore – di numerare l’edizione ’50+1’, ad esemplificare una ripartenza che vuole essere profonda e innovativa. Nel solco, però, del grande lavoro svolto da chi il festival l’ha creato, come Lino Miccichè e Bruno Torri che rimane il coordinatore del nuovo comitato scientifico (Pedro Armocida, Laura Buffoni, Andrea Minuz, Mauro Santini, Boris Sollazzo, Gianmarco Torri). La Mostra è stata sempre votata alla ricerca, allo studio e alla promozione del ’nuovo cinema’ in tutte le direzioni artistiche che si sono succedute negli anni dopo quella di Miccichè, e con questo indirizzo si muoveranno tutte le sezioni del festival che quest’anno estende il suo raggio di azione nella città di Pesaro aprendo una seconda sala (’il ridotto’ dello storico Teatro Sperimentale) e coinvolgendo anche il prestigioso Centro Arti Visive Pescheria dove si svolgeranno gli incontri, le tavole rotonde e i dibattiti con il pubblico”.

Una scena del film Corpo celeste
Una scena del film Corpo celeste

La parte più ampia e articolata è quella dedicata ai film di finzione con ascendenze e/o ibridazioni documentaristiche, che include opere come Salvo (Fabio Grassadonia e Antonio Piazza), Piccola patria (Alessandro Rossetto), L’intervallo (Leonardo Di Costanzo), Sette opere di misericordia (Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio), Tir (Alberto Fasulo), Et in terra pax (Matteo Botrugno e Daniele Coluccini), Corpo celeste (Alice Rohrwacher), L’estate di Giacomo (Alessandro Comodin), Arianna (Alessandro Scippa) e La vita al tempo della morte (Andrea Caccia). Fino alle opere più recenti come N-Capace (Eleonora Danco) e Ananke (Claudio Romano), prestando attenzione anche a cineasti che lavorano fuori dall’Italia come Andrea Pallaoro (Medeas).

Un altro aspetto che merita particolare attenzione per i suoi aspetti innovativi è l’utilizzo di un genere classico come la commedia, a cui molti dei registi esordienti si rivolgono con uno sguardo diverso. Un altro capitolo sarà dedicato al peculiare fenomeno degli esordi alla regia di attori che hanno sentito l’esigenza di mettersi dietro la macchina da presa raccontando, con un taglio molto personale, vicende legate all’oggi (Miele di Valeria Golino e La città ideale di Luigi Lo Cascio). Le tradizionali proiezioni serali a “cielo aperto” nella piazza principale di Pesaro verranno inaugurate dalla proiezione di Lo squalo (Jaws) di Steven Spielberg. In collaborazione con Universal Pictures International Italia, a quarant’anni esatti dalla prima proiezione pubblica negli Stati Uniti (il 20 giugno del 1975); la Mostra presenterà, in edizione originale e nella copia utilizzata per la contemporanea pubblicazione in home video, uno dei film che ha rivoluzionato la storia del cinema sia per i destini della New Hollywood che per quelli dei blockbuster americani.

Ma in un’epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento, ci sono artisti che ancora e ostinatamente lavorano con la pellicola. La Mostra presenterà cinque registi – Helga Fanderl, Jaap Pieters, Philippe Cote, Giulia Vallicelli e Livio Colombo – che girano e proiettano le loro opere in Super8. Sarà l’occasione, assistendo a proiezioni dal vivo commentate dagli stessi autori, per conoscere tutte le potenzialità di un supporto ancora valido. La nuova edizione vedrà aumentare l’impegno del festival per garantire la visibilità alle opere proposte anche dopo l’evento con nuovi premi e rassegne, un Festival che si afferma per la sua originalità.