Il Collegio Venturoli, la storia di un mecenate illuminato

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È l’unico rimasto in Italia, ma forse anche in Europa, ancora aperto con le funzioni per cui nacque 190 anni fa. Il Collegio Venturoli di Bologna, fondato dall’omonimo architetto Angelo con un corposo lascito testamentario all’inizio dell’Ottocento, nasce per ospitare e formare giovani artisti italiani, è oggi ancora vivo e vegeto anche se claudicante, e festeggia i suoi quasi due secoli con la mostra Angelo Venturoli – Una eredità lunga 190 anni a cura di Roberto Martorelli e Luigi Samoggia (Museo Civico di Medicina, con ingresso libero fino al 14 giugno).

 Una ghiotta occasione per non perdersi il grande Ottocento bolognese, ormai completamente sdoganato dall’etichetta di “provinciale”, che ha avuto protagonisti internazionali proprio tra gli allievi del Collegio Venturoli: Luigi Busi, Cleto Capri, Alberto Pasquinelli, Luigi Serra, l’architetto Raffaele Faccioli e gli scultori Giuseppe Romagnoli e Farpi Vignoli.

Oltre cento opere tra dipinti, sculture, disegni, terrecotte, gessi dei maggiori artisti bolognesi del periodo, moltissimi inediti conservati negli archivi del Collegio, per la prima volta esposti al pubblico con alcune curiosità, come il libro di cucina dove si scrivevano le spese per la dispensa e i menu del Collegio, i “Diari del Segretario”, un resoconto giornaliero scritto a turno dai ragazzi, nel quale venivano annotati i principali avvenimenti della giornata: in esposizione quello dell’Alunnato 1894-1902, che in occasione della mostra sarà integralmente disponibile anche on-line insieme ad altri libri e documenti antichi.

 

Giovanni_Masotti_Frati_nel_coro_di_san_Domenico
G. Masotti, Frati nel coro di San Domenico
Giuseppe_Romagnoli_Studio_di_fiori
Giuseppe Romagnoli, Studio di fiori

Il Collegio Venturoli è un’ istituzione privata che sorge nel cuore della città felsinea, in un vecchio convento, possiede una propria biblioteca, pinacoteca, gipsoteca, una particolarissima collezione di marmi che l’architetto Venturoli utilizzava per lo studio delle decorazioni interne, animali tassidermizzati (sull’etichetta oltre al nome italiano e latino anche quello in dialetto bolognese), una cappella tutt’ora funzionante e purtroppo anche molta urgenza di restauri. Nonostante il degrado in cui versa offre ancora assistenza con una piccola borsa di studio e la possibilità di utilizzare uno spazio come atelier a una manciata di giovani promesse dell’arte e dell’architettura.

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> Info e programma completo sul sito www.amedicina.it.