I ritratti di Sesia: la follia ricompare dall’oltremondo

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Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica
Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica

Fotografie, pennelli, tavolozze, cavalletti e colori a olio: lo studio di Magenta – sua città natale nel 1955 –  dove Giovanni Sesia lavora, è un reale laboratorio artigianaleNon è un fotografo come lo si intenderebbe comunemente, ma usa la fotografia, la scrittura e la pittura perché pensiero e materia, assieme, diventino una rappresentazione completa.

Dal nero immenso e infinito dell’oblio emergono gli spiriti ritratti, a cui Giovanni Sesia ha ridato esistenza, conquistando luce e diritto di ascolto. Sono storie che non avrebbero neanche dovuto esistere. Invece ci sono state e continuano a esserci, ce lo dice incontestabilmente e “oggettivamente” la fotografia.
A tenerle sospese nel tempo accordando loro una piccola e unica speranza, è stata la fotografia, che le ha create e fissate per semplice documentazione in origine, riesumandole anni dopo per renderle arte.

Giovanni Sesia, Demenza senile pellagrosa,  tecnica mista su base fotografica
Giovanni Sesia, Demenza senile pellagrosa, tecnica mista su base fotografica

Si tratta di volti bellissimi e affascinanti che avrebbero potuto bene appartenere a scrittori, attori o personaggi di nobili famiglie. Solo andando oltre quelle figure e conoscendo l’origine di quelle lastre antiche, si scopre che si trattava di uomini e donne scomparsi, cancellati dalle strade e dalle piazze perché inadatti alla società. Internati di un manicomio di inizio Novecento, fotografati al solo scopo di catalogarli.

In queste opere c’è il riscatto timido, sommesso, al tempo stesso dirompente di persone che adesso possono finalmente parlare ed essere ascoltate; lo fanno chiedendoci se sia vero quello che c’era scritto sulle cartelle cliniche e che ora si trova sulle loro facce riscritto: coincide davvero con quello che dicono i loro occhi e con l’umanità negata che questi ci lasciano ancora intuire?

Credo che ogni autore metta nel proprio lavoro una parte, piccola o grande, reale o immaginaria di se stesso, piuttosto che una analisi di qualcosa di alieno alla propria vita; per questo trovo che il riflesso di Giovanni nelle sue opere sia quello della timidezza, evidente fin dal primo momento in cui lo si incontra di persona, della voglia di comunicare pensieri profondi e importanti, con garbo e voce bassa e pacata.

Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica
Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica

 

Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica
Giovanni Sesia, senza titolo, tecnica mista su base fotografica