ROMA: bel regalo di compleanno, sfrattano Dante Alighieri

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La lapide sulla Casa di Dante, in Trastevere
La lapide sulla Casa di Dante, in Trastevere

Bel regalo di compleanno: per i 750 anni della nascita di Dante il Comune di Roma pare voglia sfrattare il sommo poeta. La Casa di Dante romana è una benemerita istituzione culturale. Organizza incontri ad altissimo livello, possiede una ricca biblioteca, è situata nel palazzetto medievale degli Anguillara, ceduto nel 1920 in uso gratuito (“permanente e irrevocabile” si trova scritto sul documento) dal Comune al presidente di allora, il celebre politico Sidney Sonnino, perché se ne facesse un centro di studi e di conservazione della memoria.

Tutto bene fino al Dopoguerra quando il Comune ha cominciato a chiedere gli affitti arretrati. Tra contenziosi vari si è arrivati fin ad oggi. Una prima sentenza persa. Il Comune che, il 12 maggio, ha fatto la sua offerta all’istituzione: vuole circa 370 mila euro di arretrati. Il vice-presidente, il prestigioso italianista Enrico Malato, (il presidente è il cardinal Gianfranco Ravasi, che in quanto cittadino di uno stato estero non può trattare) non sembra disposto ad accettare: l’unico modo di recuperare quei soldi sarebbe vendere i pezzi pregiati della biblioteca donati da Sonnino. Disperdere volumi preziosi per pagare un contestato affitto sarebbe un’azione contraria a qualsiasi logica di tutela. A questo punto, forse, sarebbe bene che il sindaco di Roma, Ignazio Marino intervenisse, a meno che non voglia replicare di proposito la vicenda del poeta, privato dei beni e costretto a “scendere e salire l’altrui scale”.

1 commento

  1. Non era una risorsa traghettata, non rende nulla alle coop, era cattolico e non gay, ha citato Maometto nella Divina Commedia.
    Un personaggio indifendibile ai giorni nostri.
    Cancelliamolo dalla Storia.

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