Cartografia e bibliografia del grande Ezra Pound

0
314
ezra pound

pound tavoloCartografia poundiana. Qualche giorno fa Gioenzo Renzi (vade retro ogni parentela o affinità politica con l’attuale premier), consigliere comunale a Rimini, ha lanciato la provocazione, anzi, l’interrogazione: ha chiesto al Sindaco «di intitolare al poeta Ezra Pound, nel 130° anniversario della sua nascita, il Campone di Castel Sismondo, un luogo congeniale, per ricordare il suo legame amorevole con la Storia di Rimini e l’opera enciclopedica dei Cantos». La virtuosa proposta è cascata come un granata a rendere indigesta la festa della Liberazione. Negli stessi giorni, infatti, una proposta simile è stata avanzata al Comune di Catanzaro.

Certo che l’Italia non è stata generosa con il più importante poeta del secolo scorso, l’uomo che si è inventato dal nulla Thomas S. Eliot, che ha galvanizzato William Butler Yeats e ha insegnato l’alfabeto a Hemingway. Pur benedetto da Pound, che sbarca a Rimini nel 1922, poi si stabilisce a Rapallo dal 1925, il Belpaese ignora l’italianità del genio (che tra l’altro è sepolto a Venezia) inginocchiandosi al cospetto dei “liberatori”, gli americani, a cui un manipolo di partigiani consegnò il poeta, internato fino al 1957 in un carcere criminale, che vergogna. Di spazi pubblici intitolati a Pound, infatti, ce ne sono pochissimi: una “via Ezra Pound” è a Roma, una a Fontanella (Bergamo), una a Zoagli (Genova), una a Montefano (Macerata) e una ovviamente, a Tirolo (Bolzano), dove si erge il castello di Brunnenburg, dimora poundiana dal 1958, adesso casa della figlia e di un “Ezra Pound Center for Literature”.

E più della cartografia conta la bibliografia. Su Ezra Pound regna l’ipocrisia e un alone politico francamente osceno. Per dire, al di là dei Cantos e delle Opere scelte, incapsulati nei ponderosi “Meridiani” Mondadori, sostanzialmente Pound non è pubblicato nel nostro Paese. I libri ancora in giro sono sporadici, sparsi, introvabili (Carta da visita per Bietti, Il carteggio con Enrico Pea per Pacini Fazzi, i Radiodiscorsi per il Girasole), per gli editori di peso resistono testi innocui come L’ABC del leggere (Garzanti) o L’ABC dell’economia (BollatiBoringhieri). A pubblicare con un progetto editoriale serio Ezra Pound, restano i piccolissimi: le Edizioni Ares a Milano (la collana di studi “Poundiana”, curata da Luca Gallesi e Andrea Colombo, ma non si stampa più nulla dal 2011) e l’editore Raffaelli a Rimini, che di Pound ha pubblicato alcuni diamanti (la rubrica Angolo Sperso, progettata per “il Caffè”; l’antologia della letteratura italiana Ritorna Età dell’Oro; le Indiscrezioni e il saggio su Orazio), l’imponente biografia Ezra Pound. Bellum perenne di Piero Sanavio e la collana dei “Quaderni poundiani”, dove precipitano saggi (da segnalare quello di Boris de Rachewiltz su L’elemento magico nella poesia di Ezra Pound) e approfondimenti (gli atti del convegno La conca del tempo. Ezra Pound e Sigismondo Malatesta). Proprio a Raffaelli, però, la storia dell’intitolazione non convince. «Si finisce soltanto per fare di Pound un pretesto per dire che era fascista e poi metterlo contro i comunisti. Non bisogna dedicare a Pound una piazza o una via, bisogna semplicemente leggerlo. E leggerlo con attenzione».

Mary de Rachewiltz
Mary de Rachewiltz

Galeotta fu la figlia. Raffaelli, il cui viso, occhi profondi, faccia triangolare, barbetta rossa, ricorda terribilmente quello di Ezra, ha iniziato a occuparsi del poeta nel 1993. «Mi ha cercato la figlia, Mary de Rachewiltz. Voleva pubblicare una sua raccolta di poesie, Gocce che contano. Da allora è nato il mio interessamento per Pound. Mi colpì, soprattutto, la passione folgorante che Pound aveva per il filosofo neoplatonico bizantino Giorgio Gemisto Pletone, la cui tomba giace ancora nella facciata destra del Tempio Malatestiano di Rimini, traslata lì da Sigismondo Malatesta. Come si sa, Pound fa del Malatesta, l’ultimo grande condottiero, il suo eroe, insieme a Confucio e a Thomas Jefferson, mentre Pletone è, di fatto, la fiaccola che accende il Rinascimento italiano. Questi legami hanno dato impulso alla mia attività editoriale». Beh, ma allora cosa dovrebbe fare Rimini per onorare Pound? «Occuparsi della sua storia. Ma bisogna attendere una classe dirigente illuminata, che capisca l’utilità di un simile studio. Insomma, i Cantos “malatestiani” sono famosi in tutto il mondo, perché da noi non li conosce nessuno?». Già. Infatti pare che in consiglio comunale tutti si siano guardati sbigottiti: Ezra Pound? Chi è costui? Una marca di patatine? Intanto, nel Comune di Rimini il divo Ezra giace nel sepolcro di una sezione del sito Internet dedicata ai “Visitatori”, dove, con stolta acribia, ci ricordano che il Malatesta dei Cantos «ha poco a che spartire col personaggio storico». Beati i tonti.