#UPGIOTTO. Lo street game in galleria

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Le pareti della galleria Rossana Ciocca a Milano si vestono di un all over di gessetti colorati – sono i disegni sovrapposti dei visitatori chiamati a partecipare allo street game #UPGIOTTO, che per la prima volta viene realizzato in uno spazio chiuso.

Ideato nel 2010 da Alessandro Ceresoli e dal Gruppo di architetti genovesi A12 attivi a Milano (Andrea Balestrero, Gianandrea Barreca, Antonella Bruzzese e Maddalena De Ferrari), il gioco è stato realizzato alla Galeria de Comercio di Città del Messico, Peep-hole a Milano, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, al Museo MAGA di Gallarate, alla Fondazione Pastificio Cerere di Roma, all’Accademia Abadir di Catania, alla Biennale di Architettura di Venezia, al Museo di Villa Croce di Genova, ai Cantieri d’Arte di Viterbo e a Casa del Lago, di nuovo a Città del Messico.

Si tratta di una gara di disegno dettato, che prevede l’utilizzo di un mazzo di quaranta carte con relative istruzioni (in vendita presso la galleria o reperibili scrivendo all’indirizzo mail upgiotto@gmail.com), di gessetti colorati, tappi e sassolini o altri oggetti di non valore -eco dei giochi poveri del Dopoguerra come il celebre “campanaro”- e di una collettività/individualità, in quanto lo svolgimento prevede che i partecipanti disegnino sul suolo del luogo prescelto, ciascuno secondo la sua interpretazione, l’immagine sulla carta che viene descritta senza essere mostrata. Il disegno più simile all’immagine, verrà designato vincitore e all’autore assegnato il compito di descrivere la carta successiva. E’ in effetti curioso osservare come sulle pareti della galleria lo stesso soggetto sia declinato nella forma e nel colore e non risulti mai uguale a se stesso.

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Ad ogni “partita” realizzata in modo ufficiale (la galleria Rossana Ciocca si occupa del coordinamento del progetto dal 2012) corrisponde una quaruntesima carta, realizzata appositamente per la città ospitante il gioco. Le carte in questione e i timbri costruiti dagli artisti e utilizzati per imprimere l’immagine sul fronte sono pezzi unici, e sono esposti in galleria entro piccole scatole di legno, disposte sulle mappe delle città alle quali fanno riferimento. A comporre l’esposizione anche scatti fotografici realizzati nel corso delle precedenti tappe di gioco.

Il titolo #UPGIOTTO rimanda facilmente al nome del pittore che tra la fine del 1200 e i primi decenni del 1300 incideva l’iconografia dell’arte sacra di umanità, ma sembra inevitabile ricondurlo anche al G8 tenutosi a Genova nel 2001, e alle controversie relative alla scelta della città ligure come sede, giudicata da molti inadatta proprio per questioni di natura topografica. Piazze e strade coperte di disegni colorati viste dall’alto ricordano forse non a caso le piantine delle città suddivise per aree cromatiche, visto che proprio alla presa di coscienza dell’importanza dello spazio pubblico e delle sue possibilità di utilizzo vuole spingere in ultima istanza il gioco, nel continuo confronto fra il gessetto che scorre sulla pavimentazione e le crepe o fessure che incontra, che inevitabilmente diventano parte integrante del disegno.

Il risultato di questa ludica mappatura del luogo è un’opera d’arte costitutivamente effimera, destinata a scomparire dall’asfalto come dalla mente una poesia non imparata a memoria, ma comunque capace di uno strascico di delicata bellezza, come un biglietto agli amici di Tondelli.

 

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> #UPGIOTTO

Galleria Rossana Ciocca, via Lecco 15, Milano

fino al 22 maggio 2015
lunedì – venerdì h 14.30 – 18.30