LA FASE ANALE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

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Ce ne faremo una ragione, anche se speriamo in fondo al cuore che sia solo una bufala ad usum giornali. A Castelbosco, nel piacentino, sta per sorgere (testuale) il Museo della Merda, per iniziativa di Gianantonio Locatelli, proprietario di un’azienda che ospita 2500 bovini destinati alla produzione di latte per il Grana Padano. L’intento è nobilitare la cacca, non solo raccontandone il ciclo ecologico ad essa collegato, ma collezionando i reperti, i manufatti, le opere che ne evidenzino i lati estetici e scientifici.

paul mccharty

La cosa non sorprende poi tanto. L’arte contemporanea ha un versante scatologico denso e fitto di “sgunz” da indagare a naso tappato: Manzoni e la celeberrima Merda d’artista; Wim Delvoye e la Cloaca maxima, macchina per produrre stronzi la cui versione “mini” è oggi esposta in bellavista alla Triennale di Milano; la teoria di foto di deiezioni animali di Andres Serrano dal titolo Shit; la recente mostra a Torino di Cattelan Shit and die il cui marchio è stato ripreso dal famoso slogan al neon di Bruce Nauman.

cloaca

I motivi di tanta festante coprifilia sono oscuri e riguardano, crediamo, uno svilimento nichilista dei valori etici ed estetici, una dimenticanza della Bellezza come principio ordinatore. L’idea che per non essere kitsch bisogna esaltare l’insensato fino al limite della provocazione corporea da un secolo fa proseliti a schiere e produce sterco a non finire. Un tempo manutenere i propri escrementi era una perversione condannata, oggi un modo per emergere. La nostra civiltà tra le tante stravaganze per la quale verrà ricordata dovrà annoverare anche questa passione olezzante. Il Rinascimento ci ha lasciato la Cappella Sistina, noi lasceremo in eredità ai posteri il museo della merda.

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9 Commenti

    • Cara Clara, non vorrei ammorbarla citando le mie precedenti esperienze giornalistiche e di insegnamento della deontologia della professione giornalistica.
      Ho ben chiaro cosa significhi fare giornalismo, e netta la distinzione tra diritto di critica e cronaca (uno necessita della verità del fatto, l’altro no). Nello specifico mi appellavo al mio diritto di “critica”, prendevo spunto da una notiziola (che peraltro nell’esergo mettevo in forte dubbio come bufala) per parlare dell’arte di merda. Se lei avesse letto il mio pezzo si sarebbe accorta che citavo l’intento di nobilitare lo sterco e il ciclo biologico ad esso collegato, e in seconda battuta criticavo – come da sito – che negli “spazi del museo e nelle sale del castello – e nella loro versione digitale – trovano e troveranno spazio quelle esperienze estetiche…” cioè, essendo estetiche, legate all’arte. E da qui partivo per una solenne reprimenda sull’art system, citando opere vere ed artisti veri che hanno fatto della coprofilia il centro del loro lavoro. Ora mi ritrovo, io che pure apprezzo lo sforzo per la manutenzione degli escrementi, in una discussione – testuale – di cacca. Ma cosa vuole, mia Clara è la vita.

  1. Ma siamo sicuri che si parla di merda in senso letterale?

    io non credo, anzi. copio ed incollo da adknronos ” Dallo sterco oggi viene, infatti, ricavato metano, concime per i campi, materia grezza per intonaco e mattoni attraverso sistemi di nuova concezione che, oltre a ridurre l’inquinamento atmosferico e la distribuzione di nitrati nel terreno, seguono un principio che ridisegna il ciclo della natura in un circolo virtuoso, restituendo ad agricoltura e allevamento l’importanza di sempre. E così Castelbosco è nel suo insieme – azienda e museo – un laboratorio ecologico di anticipazione, una macchina fertilizzante, una centrale energetica e di idee, fortemente attuale alla luce delle tematiche promosse da Expo 2015.”

    Forse meglio approfondire prima di esprimere giudizi così avventati sul nascente Museo della Merda.

    • Difatti nel mio articolo cito espressamente il desiderio di nobilitare la merda (peraltro non capisco il suo dubbio se si parla di “merda in senso letterale” oppure mi dica lei in quale senso) mettendo in luce gli aspetti scientifici ed ecologici del processo ad essa legato. Ho però letto, approfondendo, che ci dovrebbe essere una sezione dedicata anche alle cosiddette belle arti. Da lì ho preso spunto per un ragionamento sull’arte contemporanea che esula dal museo della merda in sé.

  2. Scivolare sui nostri escrementi dimostra l’idiozia di una gran parte della nostra società, l’infantilismo dei nostri “intellettuali” di una certa sinistra e di una certa destra , l’imbecillità di chi non ha più valori di riferimento e, naturalmente, la totale mancanza di senso estetico e di responsabilità civile. Come potremo opporci a chi odia l’Occidente se noi disprezziamo noi stessi? Ed, a questo livello di sudiciume mentale, come possiamo sperare in una politica sana? Qualcuno può pensare che non ci sia una relazione fra le cose, ma è un errore!!Quando la “cultura” scende a livelli di tale bassezza, la politica ne è influenzata fortemente. E la dimostrazione è davanti ai nostri occhi ogni giorno. Il linguaggio è di una volgarità scoraggiante, sugli schermi si vedono solo “culi”, donne volgari che parlano del loro sesso come si parla del piatto del giorno. Il sesso è diventato ossessivo e disgustoso in tutti i dettagli. Di cosa parlano gli innamorati quando si incontrano? “ce la facciamo subito la prima? ” “Si, andiamo nel cesso del bar” ! Come può sostenersi il matrimonio, quando il livello è questo? A questo si aggiungono tutte le imbecillità che si sentono nei palazzi della politica , dove il linguaggio è lo stesso? Dove, anche sugli alti seggi siedono personaggi che esprimono considerazioni che, per la loro pochezza, fanno rabbrividire? E lo fanno con espressioni di vanità sciocca, senza avere consapevolezza della loro pochezza culturale.

  3. Siccome non sono capaci di creare opere d’arte, espongono loro stessi, cioè MERDA !
    p.s.: potete anche esaltarla, ma sempre merda rimane!

  4. Assolutamente al passo con l’attuale situazione sociale italiana, che dico italiana, europea, che dico europea, mondiale!!

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