9 buoni motivi per non leggere libri

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giornata libro favino
Pierfrancesco Favino nella réclame della Giornata Mondiale del Libro, pubblicizzata con l’hashtag #ioleggoperché

Io non leggo perché se pure in tivù mi dicono che devo leggere vuol dire che c’è qualcosa sotto, anzi, che me lo vogliono mettere nel didietro, il libro.

Io non leggo perché mia zia mi obbligava a leggere Zanna bianca e a ripetergli il capitolo pomeridiano che avevo letto. Le raccontavo quello che mi veniva in mente. Tanto lei, semianalfabeta, Zanna bianca non lo aveva letto.

Io non leggo perché vogliono farmi leggere quello che vogliono loro, gli scrittori allevati nel pollaio per essere cucinati in casseruola, ma io in Feltrinelli e in Mondadori non metto piede perché chiunque legga davvero sa che lì dentro c’è di tutto. Tranne i libri.

Io non leggo perché se a dirmi che devo leggere è Pierfrancesco Favino, che non è Franz Kafka né Rainer Maria Rilke ma neppure Cormac McCarthy, perché dovrei leggere? Meglio evitare di leggere per evitare di diventare come lui.

Io non leggo perché non voglio diventare come Fabio Volo, come Antonio Scurati, come Marco Missiroli. Ma questi, cosa hanno letto?

Io non leggo perché preferisco scrivere. E nulla di quello che ho letto è pari a quello che desidero scrivere.

Io non leggo perché leggo troppe str***ate in giro.

Io non leggo perché quelli che mi spiegano perché dovrei leggere dicono un mucchio di str***ate. Mi hanno convinto che è meglio non leggere.

Io non leggo perché leggere fa male alla salute, non rende più buoni, divora. Se leggo Omero penso che sia onesto coltivare la vendetta; se leggo Sade penso sia lecito ostinarsi nella lussuria; se leggo Shakespeare penso sia giusto riconoscere che il mondo è retto dal caso; se leggo Leopardi penso che solo un cretino non riconosce che è il male il motore dell’universo; se leggo la Bibbia riconosco che è un atto necessario uccidere Dio, di certo non in suo nome.

17 Commenti

  1. Io trovo interessantissimi gli aforismi: la lettura di qualche buon aforisma mi è corroborante per la giornata! Magari qualche racconto fulminante, ma breve, come ‘Lo scivano Bartleby’ di Melville o ‘Un vecchio foglio’ di Kafka. Se si ha qualcosa da dire, bastano poche frasi!

  2. Brullo non legge, ma evidentemente non gli dispiace essere letto. Mi domando cosa significhi…

  3. Sì, certo, continuate a non leggere perché siete stati traumatizzati dalla zia e da Zanna Bianca, perché lo dice la TV (che guardate proprio perché non leggete), perché non mettete piede in Mondadori e Feltrinelli (forse non vi è noto, ma esistono le librerie indipendenti), perché ve lo dice Favino, o perché non volete diventare come Fabio Volo, Scurati o Missiroli (che cosa avranno letto questi? E che cosa volete che abbiano letto? Forse nulla, e proprio per questo scrivono così? Mah…), perché preferite scrivere anziché leggere (infatti non a caso in Italia ci sono più scrittori che lettori), o perché fa male alla salute, o perché non vi interessano “i cavoli privati” degli scrittori, o per tutti i motivi che volete. Continuate a non leggere felicemente. Poi non lamentatevi se dicono che la cultura è appannaggio della sinistra, e che la destra rifiuta la cultura e baggianate del genere. Continuate a stare nel vostro serafico, ottuso e soprattutto malleabile analfabetismo, che problema c’è?
    Orbene? Le fiaccole per bruciare le biblioteche non sono ancora pronte? E i bei roghi di libri nelle piazze come ai bei tempi? Suggerimento: Pol Pot aveva avuto una bella idea: perseguitare tutti quelli non iscritti al partito che portassero gli occhiali (e che quindi fossero anche solo lontanamente degli intellettuali – orribile dictu! – che sicuramente troppo avevano letto e troppo poco prodotto).

  4. Io leggo ciò di cui ho voglia, quando mi va e se mi va.

    E non dico ad altri cosa devono fare o, ancor più, non fare…

  5. La lettura apre la mente, è cibo come il pane. Deve però essere libera, eclettica e non condizionata dalle ideologie.

  6. Io non leggo perche i cavoli privati degli scrittori non mi interessano,i loro pensieri, la loro vita,i loro giudizi,quindi niente romanzi.Leggo qualche cosa di storia soprattutto inglese,ma niente di trascendentale e sempre se appaga qualche mia curiosita’ null’altro che ciò.Odio i libri e la loro puzza di inchiostro, se mai ne hanno,mi annoio facilmente leggendo.Leggo sempre e volentieri gialli ,si, prima di dormire,se e scritto male cambio e poiché uso un kindle,posso buttar via senza sporcare a terra.A scuola ero bravino e si che ho studiato molto,ma il bravino viene dal fatto che non studiavo,ma ero attento alle spiegazioni.E se allo scrivente gli fu inculcato Zanna bianca, a me tocco I ragazzi della via Pal del quale libro non ho mai capito una mazza , e oggi so che di quella storia non mi interessava che una mazza.Vedete voi, e quanto non sopporto quelli che al mare si portano 8 kg di libro sotto il sole per poi………. chissà, deve fare cult..e molto.Altra storia e leggere di musica ,argomento affascinante perché cerchi delle risposte a delle domande, ma oltre questo … il deserto e ben venga.

  7. Io leggo di tutto, perché fin da bambino ho imparato che la lettura apre a mondi meravigliosi. Quando ho in mano un libro, non vedo parole, ma vivo e mi muovo in ambienti, in paesaggi i più disparati: sereni, terribili, affascinanti, accattivanti, realistici o fantastici… Pochi hanno la passione della lettura, perché la Scuola impone letture anacronistiche, assolutamente non coinvolgenti, che nessun ragazzo sano di mente prenderebbe in considerazione di propria iniziativa. Probabilmente, se al posto di Manzoni, Dante, Pirandello e Verga, venissero proposti Salgari, Wilbur Smith o Clive Cussler, (per le ragazze non so) i giovani avrebbero maggiori stimoli alla lettura, ed in seguito forse si accosterebbero anche alle tradizionali “proposte” scolastiche, e magari ad Autori di cui la letteratura italiana “dimenticata” (ad esempio Federico De Roberto) e straniera “classica” (Hugo, Tolstoi, Dostoiavski…) è ricchissima. Buona lettura, libera e senza costrizioni!

    • Si caro, apre ai mondi etc…….. ma un buon e dico buon documentario fa lo stesso senza dover dopo dormire….ciao!!

      • Un buon documentario è valido, certamente. Ma non puoi tornare indietro, rileggerlo, soffermarti, pensare, prendere appunti scrivendoli sul bordo.

    • Si rilegga signor Roberto qualcosa di Dante e di Pirandello… le farebbe bene.
      Io dalla scuola ci sono appena uscita, e ho amato ogni autore che mi è stato consegnato dalle mani degli insegnanti, con gioia immensa e nuova. Di 2000 anni prima, o da qualche anno nato.Ognuno ha aperto poi strade più ampie e personali. Non si può comunque prescindere dai grandi.
      Quando parla di ragazzi allora prima li interpelli: sono sana di mente – così mi hanno detto – Dante e Pirandello sono sul mio comodino.
      Cos’è successo? Dovremmo presentare i libri come un piatto succulento e scintillante della Parodi?

  8. Si leggano gli scrittori morti (che sono ancora vivi, vivissimi) e si deprezzino gli scrittori viventi (ma da tempo decomposti).

  9. L’editore è colui che separa il grano dalla pula. E pubblica solo la pula.

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