Milano è M.I.A.

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Mario De Biasi, Balletto, 1953, stampa d'epoca ai sali d'argento, cm 18x18,7, ed. aperta, courtesy Admira - ©Archivio De Biasi
Mario De Biasi, Balletto, 1953, stampa d'epoca ai sali d'argento, cm 18x18,7, ed. aperta, courtesy Admira - ©Archivio De Biasi
Mario De Biasi, Balletto, 1953, stampa d’epoca ai sali d’argento, cm 18×18,7, ed. aperta, courtesy Admira – ©Archivio De Biasi

E’ “Mia”, ovvero è di chi si troverà a Milano dall’11 al 13 aprile a girare per la zona di Porta Nuova, nel quartiere appena rimodernato delle ex-Varesine, tra grattacieli che svettano e giovani studi d’arte o “hub” di start-up che aprono: la “Milan Image Art Fair” inaugurerà la sua V edizione per la prima volta in The Mall, il centro polifunzionale che sorge fra le costruzioni ultime che hanno cambiato lo skyline della città tra Garibaldi e l’Isola.

“Mia”è la fiera della fotografia d’artista ideata e diretta da Fabio Castelli, e conta quest’anno 145 espositori per raccogliere le opere di centinaia di giovani artisti italiani, ma anche polacchi, olandesi, tedeschi, spagnoli, inglesi, giapponesi, francesi e americani, per tre premi in tutto (quello Mia Fair 2015 che ha per titolo “Il Tempo ritrovato. Fotografie da non perdere”, il riconoscimento di “My Life Style” e il premio “Lavazza a Mia Fair”): una Fiera che è anche “un’anomalia privata”, in cui diverse gallerie portano i propri artisti a esporre, ma in cui si organizzano anche vari incontri e progetti culturali dal sapore decisamente innovativo. Primo fra tutti, quest’anno, l’approfondimento dedicato a Roland Barthes, il saggista e critico francese che già nel 1980 nel suo libro “La camera chiara” espose riflessioni sulla fotografia di ampio valore culturale: Gianluigi Recuperati, scrittore e saggista, ha organizzato durante la Mia vari momenti d’incontro e dialogo che partono appunto da Barthes (il primo è sabato 11, ore 14.30-15.30, dal titolo “Le grain de la voix. Pensare a Roland Barthes nel XXI Secolo”, intervengono il critico e curatore Hans-Ulrich Obrist e Alice Rawsthorn, critica di design. Modera Recuperati).

Oltre agli approfondimenti dedicati al critico francese, durante tutte le giornate della fiera sono stati invitati vari curatori e direttori di museo da tutt’Europa che racconteranno la propria esperienza in un ricco calendario di appuntamenti che affronteranno tanti diversi argomenti (come, domenica 12, alle 11.30 il polacco Krzysztof Candrowicz, fondatore dell’International Festival of Lodz, in Polonia, e Direttore artistico Triennale di Amburgo, parlerà della “Breve storia e il futuro dei festival di fotografia in Europa”).

Oltre ai Focus, “Mia” ha previsto anche due mostre: la prima offre un’indagine su Pellizza da Volpedo, artista dell’Ottocento che ha fatto proprie fin da subito le potenzialità della nascente arte della fotografia. Opere provenienti dall’Archivio Pellizza da Volpedo saranno ospitate nella mostra “Tempo ritrovato-fotografie da non perdere. Il Quarto Stato e il territorio di Volpedo nelle fotografie del fondo Giuseppe Pellizza” a cura di Daniela Giordi.
L’altra mostra è un vero e proprio censimento, a cura di Roberto Maggiori e Danilo Montanari, sul Libro d’artista: “Uno sguardo lento- il fotolibro d’artista in Italia” esamina i libri che gli artisti stessi si sono realizzati a partire dagli anni Settanta ad oggi (come Giuseppe Chiari, Luigi Ghirri e altri). A completare il programma della Fiera, oltre alle mostre e gli incontri, c’è anche il progetto “Economic Body”, una performance ideata e condotta dalla coreografa svedese Anna-Mi Fredriksson per la Fluzum Foundation di Ginevra. L’idea è quella di raccontare le scienze sociali attraverso forme d’arte partecipata, come la danza, nella creazione di un linguaggio non verbale che coinvolga il pubblico nella condivisione di concetti legati all’economia, la politica e la demografia.