Intolleranti, fondamentalisti. E atei

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Amir Aczel

Si diventa noiosi a ripetere che Dio è morto. Questo dovrebbe valere anche per gli ateisti militanti, o Nuovi Atei, come li chiama Amir D. Aczel, matematico e divulgatore israeliano che ha loro dedicato l’ultimo libro: Perché la scienza non nega Dio (Raffaello Cortina Editore, pp. 216, 21 euro). A ben vedere per costoro Dio più che essere morto è il male. Ma fare militanza intorno a una teoria implica l’abiura all’intelligenza, anche perché l’arma è una divulgazione para-scientifica tendenziosa e disonesta.

Ed eccoli comparire ad uno ad uno, i mangiapreti internazionali. I nostri, gli italiani, non figurano (pesci piccoli nel panorama internazionale), ma non stonerebbero in questa carrellata di crociati al contrario per i quali Dio è un orco, se è quello del Nuovo e Vecchio Testamento, ma si guardano bene dal disturbare direttamente chi i roghi li appicca ancora.

Ci sono tra gli altri il biologo evoluzionista Richard Dawkins, risentito con il Dio geloso della Bibbia e con la Madre di Gesù, che non può certo aver concepito senza peccato. Il neuroscienziato Sam Harris, il quale dopo l’11 settembre si era scagliato contro tutte le religioni, affermando che è barbaro concedere loro un posto nel mondo contemporaneo. Non poteva mancare Christopher Hitchens, autore tra gli altri di Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa: un titolo che non richiede spiegazioni.

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Amir D. Aczel, Perché la scienza non nega Dio, Raffaello Cortina, 2015

Aczel, da buon matematico rigoroso e onesto, non li mette in ridicolo, sempre che non sia tale l’elenco delle loro rimostranze. E’ sufficiente citarne le tesi per mostrare come la scienza, per costoro, sia un culto motivato dalla volontà di cancellare il cristianesimo dalla faccia della terra: sono i neofiti di una religione rovesciata. Non a caso gli scienziati veri si occupano di ricerca, non di queste bagatelle, come il grande Stephen Hawking. Il libro di Aczel dimostra che il dio dell’ateismo è intollerante quanto quello dei fondamentalisti.

 

9 Commenti

  1. Di fatto l’ATEISMO NON ESISTE. Non esisteva neanche ai tempi dell’ateismo di stato di sovietica memoria. I c.d. ATEI FONDAMENTALISTI vogliono sostituire il DIO MONOTEISTA di ebrei, cristiani e musulmani che considerano “morto” con un’altra DIVINITA’, quella della SCIENZA. Galileo Galilei parlava di due bilance, una per pesare le cose di ordine spirituale e religioso e un’altra per pesare quelle materiali e misurabili con la scienza. Per questi fondamentalisti della scienza esiste invece una sola bilancia, quella del loro dio. Vogliono infatti ELIMINARE ogni superstizione religiosa, IMPORRE una scienza che possa modificare a proprio piacimento l’ordine naturale, senza il rispetto di nessuna regola morale.
    La RELIGIONE nasce invece per dare delle risposte sui perché dell’esistenza e in particolare della PERSONA umana. Negare questo, ossia che l’uomo possa darsi NATURALMENTE delle risposte METAETICHE significa negare l’uomo stesso. Nietzsche voleva un SUPERUOMO senza Dio e senza limiti etici, e invece ha trovato il SUICIDIO. Seguirlo su questa strada, negare l’esistenza di Dio, significa far suicidare tutta l’umanità. Ma i c.d. ATEI FONDAMENTALISTI non lo ammetteranno mai.

    • l’ateismo esiste, ma come nel cristianesimo esistono pochi veri Atei ma tanti atei. Infatti esistono troppe persone che quando tutto va bene dicono: dio?!? io me ne frego!, ma quando inizia ad andar male: oh Gesù aiutami tu!. Comunque come se rifletti bene scopri che ogni religione riflette solo le speranze di un popolo o di una cultura: il dio ebraico è forte per proteggere il suo popolo sempre perseguitato e minacciato, il India l’induismo ha “ucciso” ogni rivendicazione sociale (ti immagini una protesta/rivolta sociale con 1,5 miliardi di persone?). Prova a pensare anche della tua religione perchè esiste?

  2. e anche Hitchens e` stato uno dei piu` aspri critici dell’Islam che io conosca.
    Sono amico di atei il cui principio base di vita e` “Non causare sofferenza”
    e sarei felice che i credenti nelle varie religioni facessero altrettanto.
    Infine, se qualcuno spunta fuori domani con una religione in cui si adora “L’Unicorno Rosa”,
    sta a questa persona l’obbligo della dimostrazione che l’Unicorno Rosa esiste ed e` miracoloso,
    non ai miei amici atei l’obbligo della dimostrazione che non esiste.
    Pura questione di logica.

  3. Secondo me il vero problema degli atei è che non hanno capito niente. Non hanno capito che le religioni sono il modo per gli esseri umani di esprimere ciò che in sé non è esprimibile cioè il concetto di “principio supremo”. Molti atei dicono che il mondo non è stato creato da Dio ma dal caos universale e non si rendono conto che questo caos universale è solo Dio con un altro nome. Il fatto è che quando l’uomo non capisce una cosa è portato a modificarla in modo da capirla. Chiamiamolo big bang, chiamiamolo caos universale, chiamiamolo come vogliamo, ma all’origine di ogni cosa c’è un principio supremo che l’ha originata. Io credo nel Dio dei cristiani, credo nel Dio degli ebrei, credo anche in Allah, perché in fondo sono solo la stessa ed unica cosa.

  4. Veramente Dawkins ha avuto dei confronti esilaranti anche col mondo mussulmano.

  5. Gli atei convinti non sono solo intolleranti, sono soprattutto dogmatici. Il fatto che non ci siano prove dell’esistenza di Dio (quali prove, poi?) , non dimostra automaticamente che Dio non esiste e la prova della sua non esistenza non c’è. Bisognerebbe leggere di più e informarsi di più, non solo sfoggiare gli stereotipi contro le religioni, fra l’altro leggere di più forse insegnerebbe a scrivere senza errori ortografici e con maggiore logica.

    • Maria, tu confondi i dogmi con cose che non lo sono. Gli atei non credono, si limitano ad accettare ciò che è provato. Oltre tutto il tuo ragionamento, come scrivevo nel commento inviato tramite account facebook, può essere applicato a qualsiasi balzana idea priva di fondamento. Ma io sono certo che a gnomi e fatine non credi e che tu non difenda affatto l’idea che possano esistere.

  6. Evidentemente il pluralismo ha ragioni che la ragione non conosce.

  7. Se un ateo è intollerante rispetto alle religioni è solo perché è anacronisticamente costretto a vivere e subire ogni giorno una farsa che non ha solo risvolti culturali, e fin qui in un mondo “libero” ci sta, ma è politica, economia, violenza fisica e morale. Ogni società, più o meno, è impostata sulla religione e chi non la ritiene una attività edificante ma una semplice scelta individuale, ne viene schiacciato. Per un ateo la religione è il più grande sfruttamento della debolezza dell’essere umano inventato per soggiogare anche a fini economici e di potere le persone in cambio di risposte fondamentali che dovrebbero alleviare l’esistenza. Tutto ciò che da potere, e la religione lo da, non può che trasformarsi in uno strumento di morte, fisica o culturale, perché è sempre l’uomo che lo controlla ed è preda dei più spregiudicati. Quindi ci sarà sempre qualcuno che vuole fare i soldi con un libro contro gli atei.

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