Polvere Mundi, la disabilità è poesia

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Come guardare il mondo attraverso una prospettiva davvero inattesa. Il primo aprile al Teatro Carignano di Torino andrà in scena  Polvere mundi – Il viaggio, una piece che fa parte del progetto più ampio, Polvere, condotto con gli ospiti della Casa della Divina Provvidenza del Cottolengo di Torino.  La regista Barbara Altissimo ci racconta come tutto sia nato dall’invito della Scuola del Teatro Stabile di Torino per un corso di teatro danza, per poi evolversi in un lavoro spontaneo.

Spesso gli artisti dicono che sono le storie a cercare loro, e questo incontro ne è un esempio. Nel 2011, dalla sinergia tra Liberamenteunico (l’associazione nata nel ’98 da un’idea della Altissimo) e l’Ass. Outsider Onlus (operante all’interno del Cottolengo), in occasione dei 150 anni dell’Unità prende corpo Polvere d’Italia: il nostro Paese visto attraverso gli occhi di persone con handicap fisici e mentali.

Polvere d'Italia 2
Un momento dello spettacolo “Polvere d’Italia”

Ne è seguita una seconda tappa, Polvere – La vita che vorrei, in cui si è continuato a «portar fuori il messaggio di cui sono depositari- aggiunge la Altissimo-: questi uomini e donne son riusciti a sopravvivere a esperienze atroci e hanno la capacità di accettare le cose per come sono». In questo secondo spettacolo è messa in scena «la vita che non hanno vissuto». Dalle parole dell’artista si comprende come lei e i suoi collaboratori vogliano essere un aiuto a servizio di quell’«atroce normalità, occupandoci di ciò che non si vede, della loro anima, della loro testa», di ciò che noi “normali” non vediamo ed è qui che l’arte entra in azione. Colpisce l’espressione usata dalla Altissimo: “atroce normalità” più che disabilità, perché molti, in altri tempi e forse con altre situazioni, «avrebbero potuto condurre una vita “normale”». Ci spiega come sia stata propria questa molla a farla rimanere lì e come quel titolo del progetto le sia venuto «pensando alla polvere che cresce quando si dimentica qualcosa».

Anche per quest’ultimo spettacolo – una partenza immaginaria verso terre lontane – si è lavorato cominciando da un’idea di riscatto e dando dei temi. La materia viva è costituita dalle risposte di ognuno, è una bellezza insita in loro, a cui è stata data una «bella cornice» (tra cui spunti shakespeariani). «Credo che il mio compito sia quello di rendere poetico ciò che c’è»: afferma con pudore la regista.
Teme di poter risultare retorica, ma dalle sue parole e dalle performance si percepisce con quanta sensibilità e onestà di intenti l’Altissimo e l’equipe artistica si approccino, con la consapevolezza che il guadagno maggiore lo ricevono loro, e gli spettatori. Ed è così che le rappresentazioni diventano delle fasi di un cammino più lungo grazie a cui si è messo in atto «un processo di riconoscimento e appartenenza» per gli ospiti del Cottolengo «a cui viene riconosciuto un valore». Finalmente. 

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Polvere mundi – Il viaggio
In scena: Renato Alessandria, Giovanni Bina, Gian Luca Colombelli, Erika Di cresenzo, Remo Gardano, Gilberto Girotto, Paolo Mantovani, Ivana Messina, Antonio Negro, Virginio Peano, Speranza Sottomano

Collaborazione artistica: Gian Luca Colombelli, Erika Dicresenzo, Ivana Messina
Creazione e regia: Barbara Altissimo

al Teatro Carignano di Torino il 1° aprile 2015