Il vero liberale? Un eretico e un dissidente

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OCONE
Il filosofo Corrado Ocone

Il titolo non poteva essere più azzeccato: Il liberale che non c’è (a cura di Corrado Ocone, Castelvecchi, pp. 126, 16 euro). Richiama Giuseppe Prezzolini, il quale scriveva di una “destra che non c’è”. Ma il diapason lo dà Ennio Flaiano, “In Italia ci sono due fascismi: il fascismo e l’antifascismo”: una freddura in cui è racchiuso il libro. Perché qui si gira il coltello nella piaga che ammorba la mentalità italiana: la divisione tra tifoserie pseudo-politiche avvelenate da incapacità di confronto e di dibattito.

 Il liberale ha costantemente bisogno del negativo, della critica”, spiega il curatore. Filosofo attento al neoidealismo italiano, studioso di Benedetto Croce, Ocone riunisce qui un parterre di tutto rispetto per una critica all’assenza che condanna l’Italia all’eterna lotta tra guelfi e ghibellini: il liberalismo. Una cultura e un’impostazione mentale contraria ai “dogmi” poiché si fonda su un sano realismo politico in grado di spazzare via categorie obsolete come l’antifascismo, lo statalismo, il politicamente corretto.

Corrado Ocone, Il liberale che non c’è, Castelvecchi, 2014

Esperti in vari settori esaminano le nostre miserie da altrettanti punti di vista. Tra gli altri Giovanni Sallusti, giovane direttore de L’intraprendente, lamenta il servilismo dell’informazione; lo storico delle dottrine politiche Luigi Marco Bassani stigmatizza le ideologie pauperiste e anticapitaliste responsabili della tassazione soffocante; Giuseppe Bedeschi, docente di storia della filosofia alla Sapienza, condanna il mancato garantismo di una giustizia premoderna. Ci sono tutte le mancanze che ci inchiodano a utopie passatiste e demagogie più o meno ridicole. Se ne può uscire coltivando “ la dissidenza e l’eresia”. La strada da fare è lunga, queste poche pagine indicano il percorso.