L’arte, il teatro, il food color Nero Norcia

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La Basilica di San Benedetto a Norcia
La Basilica di San Benedetto a Norcia
La Basilica di San Benedetto a Norcia

Se c’è una cosa che mette d’accordo tutti i pubblici di tutte le latitudini è il food: cibo. Se poi si abbina cibo e cultura il risultato, di pubblico e spesso anche di critica, è garantito. Ecco che, da un po’ di anni a questa parte coniugare prodotti tipici e spettacoli; neuroni e papille gustative, è diventato un dovere. Non si sfugge al binomio: dalle manifestazioni sul territorio, elle trasmissioni televisive, alle librerie con enoteca.

E non c’è niente di male, a patto che la commistione abbia una ragion d’essere e sia fatta bene: con cura, fantasia, curiosità (anche) intellettuale, contenuti. E succede esattamente questo a Nero Norcia, la mostra mercato che si tiene nella città umbra fino all’8 marzo. Il tartufo nero è il tesoro nascosto dell’Umbria, ricercatissimo, esportato in tutto il mondo, oggetto di culto e di tifoserie (tartufisti bianchi contro neri). Nero Norcia lo celebra attraverso un calendario di eventi molto vario. Si va dai convegni specialistici, alla musica, al teatro; e tutto a livello.

Moms-foto-1-Teatro-Belli_dal-25-Nov-al-14-Dic-1000x641Per esempio, l’apertura del festival, ieri, è stata affidata a un seminario del genetista di fama (oltre che traduttore dei lirici greci), Edoardo Boncinelli, e da un convegno di medici nutrizionisti, esperti di ricettività alberghiera, esperti di produzioni alimentari. Poi ci sono naturalmente gli assaggi gli assaggini, le serate al ristorante, i vini. E la riscoperta degli antichi mestieri, esempi di promozione turistica realizzata con cura e attenzione ai particolari: da questo punto di vista la strategia del sindaco Nicola Alemanno risulta vincente. E poi ci sono gli spettacoli. Per esempio una divertentissima piéce teatrale, Moms (stasera, ore 21, Teatro Civico) in cui va in scena il dramma eroicomico dell’essere madri, interpretato da Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi e Silvia Siravo, per la regia di Ferdinando Ceriani. E la rappresentazione In alto mare (domani, ore 19, replica domenica 8 marzo, piscina dell’Hotel Salicone), da un testo di Slawomir Mrozek per la regia di Stefano Alleva, nella quale tre naufraghi su una zattera diventano metafora grottesca del potere e del gioco spietato tra vittime e carnefici. Insomma, se c’è un modo non scontato di coniugare marketing territoriale e cultura, Nero Norcia l’ha trovato.