La satira? Roba da miliardari comunisti!

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A.A.V.V., Je suis Charlie? La satira riflette su se stessa, Sagoma 2015

La satira non ha a che vedere col dire le parolacce: pupù e pipì e pisellino e fessurina. Quella è solo (e non necessariamente) la forma dell’espressione. L’oscenità o la blasfemia non sono garanzia di buona satira, perché la satira, prima di tutto, ha a che vedere con una cosa: dire la verità. Se non dice a verità, se non svela in inedito incontrovertibile, se non apre una radura di luce tra le stecchite boscaglie del luogo comune, il lavoro del satirico è una retorica come un’altra: seriosa, doverosa, pallosa.
Ed ecco che arriva un grande e vero satirico e la verità la dice, tutta. Parliamo di Maurizio Milani. Uno che usa la maschera dell’umorismo surreale (immancabilmente definito “stralunato”, che noia!), e lombardo-padano per dire verità, anche pesantissime.
A Modena BUK Festival domenica prossima, viene presentato il libro Je Suis Charlie? La satira riflette su se stessa ma le viene da ridere (Sagoma Editore, pp. 128, 9,50 euro). Il volume ospita contributi da Dario Vergassola a Moni Ovadia, da David Riondino a Staino, Marco Carena, Rita Pelusio, gli Skiantos, Pietro Sparacino, Cochi Ponzoni, Max Pisu.

193218113-6f51a491-44f0-4044-be6d-0ccd6422fd77E poi c’è lui. Milani. Che in questo testo smonta bel bello tutta la retorica del “satiro” come eroe del nostro tempo. E per fortuna che c’è lui, Milani, che, come sempre facendo di tutto per NON essere preso sul serio scrive cose come: “In Italia la satira è sempre stata in mano ai comunisti. In trent’anni di cabaret ho partecipato a diversi show in tv e in teatro e non mi è mai capitato di conoscere un autore o un produttore della Democrazia cristiana”.
Oppure: “Adesso è saltato fuori il problema di quanto la satira debba essere libera. Benissimo! Bel dibattito, molto completo, che lascio volentieri ai miliardari comunisti nelle loro tenute agricole in campagna. Dove si fa tutto Ogm free. Tanto per loro il raccolto è lo 0,5% del reddito che incassano con l’indotto. Indotto fatto per anni a scherzare su Mara Carfagna o Sandro Bondi, tutte persone notoriamente pericolose per le reazioni sproporzionate che potrebbero avere”.
Ed è un colpo magnifico a tutto il birignao della satira di sinistra, ai “satiri” di professione, a quelli che citano etimologie latine e Dari Fo a ogni colpo di pedale sulla cyclette del già detto. Ci voleva Milani. Uno che la verità la dice davvero. E senza nemmeno un pipì-pupù-pisellino-fessurina. Senza nemmeno una parolaccia una.

 

> Leggi il testo completo di Maurizio Milani

 

8 Commenti

  1. Una volta i comici basavano il loro lavoro sull’ironia che è un dono con cui si nasce e sul quale costruivano il loro lavoro…e si rideva! Ora si chiama satira e la fa chi di suo spesso non è neanche simpatico! Cerca di far ridere esasperando difetti degli altri o vizi della società. Più che far ridere scade nel ridicolo e nel volgare. In alcuni personaggi vedi la rabbia quando prendono di mira sempre lo stesso personaggio o i vizi di una certa categoria.
    Di ridere per svagarci ne avremmo veramente bisogno per indignarci ci basta leggere i giornali!

  2. Cosa c’entra la guzzantina con la satira. Questa prende per il culo le aragoste.

  3. Dite quello che volete … ma i sedicenti comunisti – con il Suv parcheggiato sotto casa – hanno capito da tempo che recitando la parte dei “poveri” in un paese di poveri … si guadagna.

  4. Il fatto è che molti comunistazzi in ogni ambito hanno fatto molti soldi proprio attraverso la pseudo satira,grazie anche agli imbecilli che ridono a comando senza aver capito un emerito piffero.

  5. Sono Luca. Faccio dei nomi: Dandini, Vergassola, Luzzatti, Fazio e Littizzetto, Bertolino, Sabina Guzzanti, Dario Fo, escluso l’ultimo che hanno vissuto sulle spalle di BERLUSCONI e che a conti fatti non sono serviti a nulla; attori in RAITRE. GRAZIE

  6. io ho una certezza , in italia non esiste la satira ne tanto meno dei “satiri” nel nostro paese esistono dei guardaspalle sotto forma di “satiri ,comici, cantanti , giornalisti , scrittori , poeti e imbonitori vari” che parteggiano e guardano le spalle ai politici e ai partiti di sinistra , se questi guardaspalle agirebbero per fede o dottrina politica , non avrei nulla da dire , ma miserabili fanno i guardaspalle per soldi

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