Roma: tutti i disastri di Ignazio Marino

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 😛 La Prima palla è la più grande: la spesa globale. Le uscite del Campidoglio sono di 4 miliardi di euro all’anno, ora sopra, ora sotto. Beni e servizi costano 1,3 miliardi. Gestire i rifiuti 600 milioni, autobus e metro 500, le aziende partecipate 200 milioni, la rata per il debito storico, altri 200 milioni. Incomprimibili. Ogni anno il nuovo debito è di un miliardo. Allora giusto per rifare l’orlo si risparmia una ventina di milioni su scuola e cultura, cifra corrispondente ai mancati introiti per gli affitti non pagati dal vasto patrimonio immobiliare capitolino.

 🙂 La Seconda palla è grande, ma più leggera. Le amenità. Si comincia con la copertura dei Fori Imperiali, passo successivo alla pedonalizzazione. L’abbandonato mausoleo di Augusto da recuperare in un suntuoso rifacimento dell’area fino all’Ara Pacis. Il ripristino ad arena degli interni del Colosseo. Il successo dei musei ad entrata gratuita e il gelo per il conseguente calo degli incassi. L’arrivo del re degli sponsor, l’ex Telecom Bernabè e l’Enel che paga le università americane per portarsi i molti beni culturali capitolini finiti in cantina.

 😎 Terza palla. Greve. Il marito ministro della Cultura (Franceschini) e la moglie presidente della commissione cultura capitolina. Una Marinelli assessora (classe 1947) e un’altra (classe 1962), nel Cda dell’azienda culturale Zetema. Intanto padre e figlio portano allo sfascio un grande teatro privato. Perché dove c’è cultura c’è famiglia.

 😯 Quarta palla. L’alto peso specifico precipita nel fondo. Le occupazioni abusive permesse, promosse, coccolate e vezzeggiate, al punto da lambire anche il Nexus del Campidoglio. Come una sorta di patto infinito Stato-mafia, il balletto Comune-occupanti prosegue sul futuro del Valle (destinato alla chiusura effettiva per un lungo tempo) sulla prospettiva farneticante della consegna del foyer, di proprietà peraltro di terzi (di Aldo Pezzana Capranica Del Grillo) del teatro settecentesco. Mentre si inaugura il fronte bibliotecario delle occupazioni con la presa di Mediateca Rossellini, i Tg Rai riescono a lodare la creatività degli abusivi che ornano di dipinti giganteschi le facciate di palazzi di enti pubblici occupati.

 😮 Quinta palla. Che tutto riporta a galla. Il culo, nuova caratteristica politica e fisiognomica. Di tipo giudiziario. Il sindaco più strano, più marziano, più bislacco, l’unico capace di scatenare lo sciopero di 24mila dipendenti capitolini, ha un’incredibile fortuna. Il sindaco Marino fu inizialmente una mummia immobile che faceva nomine e subito le ritirava. Poi ha cominciato una guerra non ancora interrotta contro tutti che l’avrebbe fatto crollare, se non fosse giunto l’aiuto insperato di bufere giudiziarie il cui polverone ha riscoperto delitti di 40 anni fa. Gli tsunami hanno devastato città, coop, professionisti, Comune, dintorni, il partito di maggioranza.

ignazio marino
il sindaco, Ignazio Marino

Tutti tranne il primo cittadino che per le note caratteristiche aliene, non è ritenuto mai partecipe delle vicende della città; soprattutto nel male. La Roma mariniana, di fronte allo tsunami permanente degli arresti e dei licenziamenti, è invisibilmente arroccata dietro una prima linea sempre più numerosa di donne, presidentesse e assessoresse dai tratti tondi e latini la cui litania fa appello, a sua volta, ad altri inconoscibili poteri e potenti. Anche la ministra Madia, che non c’è nemmeno quando c’è, è scesa, dea ex machina, per assistere l’impalmabile marziano nel taglio del salario dei dipendenti. La filiera femminile capitolina guarda, più che al poco virile Campidoglio, al vertice delle tante ministre romane. Anche questo fa culo alla Roma odierna, cui la corona tradizionale sarebbe solo d’impaccio. Da Roma Capitale a Roma Capitona ginecea.

1 commento

  1. forse marino pensa di avere 5 palle e non 2 come tutti quanti… 🙂

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