Diventare ricchi ritirandosi in campagna

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Federica Turillo e Cesare Fulvio

Esistono, non solo braccia rubate all’agricoltura, ma spiriti rubati dall’agricoltura: è il caso di Federica Turillo e Cesare Fulvio che hanno abbandonato le loro vite e le loro carriere per dedicarsi alla coltivazione di viti e ulivi ritrovando così la felicità e la ricchezza interiore.

Federica Turillo e Cesare Fulvio
Federica Turillo e Cesare Fulvio. (Foto Copyright Armando Rotoletti)

Cesare e Federica sono marito e moglie, due anime vagabonde che hanno girato il mondo: lui era pilota di linea per una compagnia aerea italiana, lei istruttrice di tiro con l’arco che a 18 anni ha preso il passaporto e ha cominciato a viaggiare. Dieci anni fa, per un richiamo interiore hanno deciso di cambiare vita. Si sono messi a tavolino, mappamondo alla mano, e hanno scelto un luogo dove la qualità della vita fosse ancora buona e dove potessero iniziare da capo. In lizza non c’era solo l’Italia, ma anche altre mete in Europa; alla fine l’ha spuntata Randazzo, in provincia di Catania, dove hanno dato vita alla Masseria del Pino: 7 ettari di terra sul versante nord dell’Etna, a 800 metri di altezza, che per metà ospitano un bosco e per metà sono coltivati con viti e ulivi.

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Un salto nel buio fatto senza calcoli e inizialmente senza conoscere la direzione da prendere. Li ha aiutati un massaro amico che ha spiegato loro le basi di questo antico mestiere, ma anche gli anziani del luogo, interrogati sulle lavorazioni e i segreti del passato. Quello che Cesare e Federica stanno cercando di fare è arricchire la terra piuttosto che impoverirla, coltivandola ma allo stesso tempo cercando di ripristinarla completamente. Dal 2011 realizzano questa missione completamente da soli: non hanno infatti più avuto la possibilità di prendere dei dipendenti perché – come ci dice Federica – in questo settore, il costo della manodopera è molto alto per chi lo deve pagare e molto basso per chi lo riceve rispetto all’impegno e alla fatica che ci mette. Nei periodi di maggiore lavoro, come durante la vendemmia, vengono aiutati da parenti e amici che si cimentano nel lavoro nei campi con il sorriso sulle labbra. “E’ una festa” ci dice Cesare.

Federica Turillo e Cesare Fulvio
Federica Turillo e Cesare Fulvio, Masseria del Pino (Foto Copyright Armando Rotoletti)

La storia di Federica e Cesare, della Masseria del Pino e della loro routine quotidiana, fatta di sveglie puntate alle 5:00 del mattino, di lavoro all’aria aperta tutto l’anno e di tanta fatica sarà raccontata, insieme ad altre vicende nate sull’Etna, nel prossimo libro del fotografo Armando Rotoletti. Vini e volti dell’Etna uscirà il 15 marzo e verrà presentato per la prima volta il 22 marzo in occasione del Vinitaly. Il progetto, oltre a presentare immagini suggestive del paesaggio etneo e testi scritti dalle personalità del territorio, si propone come punto di riferimento per chi voglia approfondire la conoscenza dei viticoltori e delle cantine della zona. Per chi fosse curioso, sul sito www.armandorotoletti.com è possibile sbirciare alcuni scatti in anteprima.  

 

 

13 Commenti

  1. Credo che ci sia stata qualche interpretazione fuori luogo. L’articolista parla di “ritrovando così la felicità e la ricchezza interiore” che è una cosa diversa dal “profitto”. Chi mastica un pò di agricoltura conviene certamente sul fatto che con pochi ettari coltivati ad ulivi e vigne si campa difficilmente, ma la felicità e la ricchezza interiore non hanno prezzo ed i due erano alla ricerca proprio questa ricchezza. E immagino che il senso dell’articolo sia proprio questo. Io che conosco personalmente Federica e Cesare vi garantisco che lavorano tutti i giorni, dall’alba al tramonto (ed oltre), forse non nuoteranno nell’oro ma sono felici così. E il valore della felicità non ha una quotazione di mercato.

    • OK, signor Del Campo, abbiamo travisato e sbagliato interpretazione. Quindi, sperando di non sbagliare, il messaggio è quello di dedicarsi ad attività non con lo scopo di trarne i mezzi materiali, anche minimi,per vivere, ma solo elevazione dello spirito, cioè praticare degli hobby. Quanto mi piacerebbe! Quando avrò vinto al superenalotto o avrò ricevutor un ‘eredità sarò felice di seguire questo consiglio, che per ora, con grande rammarico, mi vedo costretta a considerare aria fritta. Ossequiosi saluti.

  2. Tratto dal profilo dell’autrice: “E’ guidata dalla curiosità di scoprire ciò che non conosce”.
    Imparare ad usare le virgole potrebbe rivelarsi un nuova sfida.

    LS

    • Caro Lorenzo,
      non vedo errori gravi di virgole, tenendo anche conto che – come lei sa – in Italiano l’uso della virgola è alquanto aleatorio, così spiega la Crusca, così ci tramanda Totò nella celeberrima lettera,,,;.:::, però sono disposto a fare ammenda.

  3. “Never argue with a fool, onlookers may not be able to tell the difference .” (Mark TWAIN)
    Greetings from Nairobi – KENYA – AFRICA .
    A.R.

    • Rollo, ma perché si sottovaluta tanto? Suvvìa, accrescere la sua autostima non potrebbe farle che bene.

    • Caro Rollo, si offende comunque anche citando Mark Twain in inglese. Può darsi che in Kenia sia possibile vivere con la campagna in Italia è molto improbabile. Ora anche alcuni paesi nordafricani hanno facilitazioni per importare in Europa e – te lo dico per esperienza – quando vai a vendere i pomodori e te li pagano all’ingrosso 20 cent al Kilo ti girano ma veramente tanto. Non parliamo del vino poi che richiede una presenza e una spesa per contrastare le varie malattie della vite che a conti fatti ti vien da pensare che forse forse non ci stai dentro con le spese. In molte zone d’Italia stanno spiantando le viti ma non sanno cosa fare dei terreni rimasti spogli inoltre il governo Renzi pretende l’Imu anche se i terreni agricoli sono abbandonati. Vuoi un consiglio? Resta in Africa e commenta i fatti di lì e non tornare però quando hai bisogno dell’ospedale o di cure mediche per favore sii coerente.

      • Gentile signor Lisi, dal suo commento deduco che lei conosca i reali problemi inerenti all’agricoltura. L”IMU sui terreni è passata senza che i media ne dessero notizia, in sordina, eppure è una delle tasse più bieche e deleterie che si potessero immaginare. e darà un duro colpo al settore, già in ginocchio . Anch’io sono del parere che le citazioni in lingua straniera , senza la traduzione, sia una forma di irrisione per coloro che non conoscono le lingue, fortunatamente non è il mio caso, mancanza di rispetto per chi legge, oltre che esibizione forse di una pseudocultura ‘googoliana’. Per gli ignoranti presuntuosi adesso è di moda non argomentare, ma limitarsi a rispondere scopiazzando qualche aforisma, non per amore di significativa sintesi, ma per incapacità a fare altrimenti. Cordialità.

    • Siamo capaci tutti di trovare una frase ad effetto, grazie.
      C’è chi, come mio padre, agricoltore in pensione si è fatto un mazzo tanto per tutta la vita. Non esistono sabato, domenica e festivo e nemmeno malattie ed affini.
      C’è molta nobiltà nel lavorare la terra e attività affini, tipo allevamento, apicoltura e quant’altro… ma riuscirci a campare dignitosamente è difficile.
      Tralasciando i casi di grandi aziende agricole che si sono sviluppate anni fa e che ora riescono ad andare avanti con il prestigio e i meccanismi acquisiti in anni “buoni” oggi in Italia l’agricoltura è un mestiere con cui i conti non quadrano.
      Per cui, per quanto sia “figo” e “renziano” fare citazioni, rimane molto fuori luogo commentare la realtà italiana con la visione keniota.

    • Rollo, lei somiglia proprio alla nobiltà francese prerivoluzionaria. Mi fate arrabbiare voi con la pancia piena che vi permettete il lusso di fare le anime belle. A pranzo e cena le farei trovare il piatto vuoto e poi pagherebbe Equitalia con le belle frasi su amore e amicizia. Primum vivere, deinde philosophari.

  4. Non alimentate speranze vane. Oggi come oggi con 7 ettari di terra si fa la fame, considerando che ora anche i terreni agricoli sono sottoposti all’IMU. Bisognerebbe avere prodotti di altissima qualità, ma sapete quanti anni devono passare, quanti investimenti bisogna fare per commercializzarli traendone guadagno? Voi parlate dell’agricoltura da persone che non hanno mai visto la terra , non conoscono i problemi inerenti ad essa, vi comportate come l’aristocrazia francese che credeva che la vita dei contadini fosse quella raffigurata nelle ‘pastorellerie, infatti Maria Antonietta di Francia amava vestirsi da contadinella. Fate invece servizi d’informazione sulla realtà dell’agricoltura in Italia, oggi.

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