Quel suono meticcio e antico dei Finger Food Desperados

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Sono old fashion e un po’ gipsy. Suonano qualcosa che si avvicina pericolosamente al jazz, ma in versione bohémienne. Hanno l’ironia garbata di chi non si prende troppo sul serio. Si chiamano Finger Food Desperados, un nome curioso formato da tre parole, proprio come i componenti della band: Andrea Manenti, Fabrizio Gagliardi e Pierre Ley. Un pianista e due chitarristi che un anno fa hanno deciso di imparare insieme a fare serenate di strada.

I Finger Food Desperados suonano un genere meticcio, per metà swing e per metà manouche. Il trio classico manouche prevederebbe un contrabbasso al posto del pianoforte, mentre un trio swing non avrebbe mai due chitarre e un piano. Manenti, Gagliardi e Ley hanno semplicemente trovato un modo per poter suonare insieme i loro tre strumenti.

Finger Food Desperados

«La strada è una dimensione fantastica per chi fa questo genere di musica: lì hai immediatamente la percezione di cosa succede, di come la gente reagisce» dice il pianista della band, Andrea Manenti «e, con nostra immensa sorpresa, ci siamo accorti che le persone si divertono tantissimo, ballano e bevono. È quasi una reazione magica»

Nel sound 100% acoustic dei Finger Food Desperados le tastiere non sono contemplate e il pianoforte è indispensabile, anche quando si esibiscono all’aperto, nelle vie di qualche cittadina del Varesotto: c’è sempre qualcuno che lo porta, ogni volta.

I membri del trio hanno suonato rock in tutti i loro progetti precedenti e si dichiarano un po’ impacciati nel doversi misurare con il jazz, come spiega Manenti: «È un genere per gente seria, non come noi». Tuttavia, la tecnica del trio è solo volutamente e apparentemente approssimativa, perché il suo scopo finale non è cercare il virtuosismo ma il sentimento, l’improvvisazione e il divertimento, sia dei musicisti che del pubblico.

Finger Food Desperados

«Ci ispiriamo alle sonorità degli anni Quaranta, quando era normale suonare in maniera “maleducata”, al servizio della serata di chi ascoltava», continua Manenti, «Era musica fatta per ballare, per divertirsi, per bere». E infatti, fedeli alla linea, i Finger Food Desperados offrono un intrattenimento leggero e gustoso, da mangiare con le mani senza pensarci troppo, come uno stuzzichino.

Interrogati sui loro progetti futuri, i tre musicisti rispondono che quello principale  è di divertirsi con il loro pubblico, suonando ed imparando a farlo sempre meglio. E poi, magari, ancora più strade.