E adesso STOP al multiculturalismo

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Il multiculturalismo è una scemata. Se è vero che gli uomini sotto tutti uguali, le civiltà no. Inutile insistere. Stupido e immorale è continuare a sostenere che la Commedia di Dante abbia lo stesso valore di un feticcio africano, e che il Codex di Giustiano sia interscambiabile con la legge del taglione.

multiculturalismoNon solo: è ignobile vergognarsi di quanto straordinario la cultura occidentale abbia prodotto in 2.500 anni, pur tra guerre e massacri, consapevoli che essa ha sempre avuto al proprio interno gli anticorpi per emendare gli errori; ed è incivile, nel nome dell’uguaglianza culturale, dismettere i nostri valori, quelli soprattutto che crediamo legati al diritto naturale, e prederminati rispetto alla religione, quelli  cioè che spettano a ogni persona in quanto essere, al di là del sesso, della religione, della razza, della confessione.

Non vogliamo fare la morale: ricordiamo da occidentali colpevoli un Novecento in cui le nostre  guerre e le nostre dittature hanno provocato centinaia di milioni di morti nel mondo. Ma ha prevalso alla fine la giustizia, la libertà, perfino la libertà di rinnegare noi stessi, di dileggiare con ironia i costumi delle nostre patrie e dei nostri padri.

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Detto questo, oggi dobbiamo diffidare innanzitutto dai cattivi maestri che ci svendono in nome della facile convivenza e di un buonismo di maniera,  che troppo impegnati a “rispettare” gli altri non rispettano sé stessi, e lo fanno senza l’indole del martire bensì con la pinguedine dell’ignavo. Poi dobbiamo diffidare da quelle culture, da quelle inciviltà, che calpestano i valori su cui fondiamo il nostro patto sociale, che non rispettano le norme su cui fondiamo i nostri rapporti civili.

Oggi come ieri, più di ieri, dobbiamo conoscere, preservare, diffondere quei valori che non sono solo “nostri”, bensì frutto di una ragione illuminata dalla grazia più che retta dalla cieca fede, di una ragione che preferisce la bellezza all’orrido, di una ragione che esprime le tensioni della mente senza scordare la finezza del cuore.

L’attentato a Parigi contro la sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, compiuto da fanatici integralisti islamici, è il segno della nostra sottimissione, il segnale che non possiamo permetterci più un colpevole silenzio su tanti temi: il martirio dei cristiani nei paesi islamici, per esempio, la sottomissione delle donne nella cultura inslamica, l’incapacità di distinguere lo stato laico da quello teocratico.

64 Commenti

  1. Non faccia il tragico e soprattutto la finisca di mettersi cerotti. Lei non sa discutere. Le mie idee le ho espresse molto chiaramente. Con questa mala genia di fondamentalisti islamici non si tratta né si discute. È lei che si illude di avere la verità in tasca e si mette sul seggiolone a criticare chi non la pensa come lei riproponendo un buonismo assurdo e fuori tempo. Dopo tutti i danni creati dall’eccessiva condiscendenza di voi trinariciuti, peraltro mirata soprattutto a catturare voti anche dall’islam, continuate a recitare la commediola dei progressisti che rispettano tutte le culture. L’islam non è una religione. È un sistema di governo che vuole scalzare il nostro. Lei ed i suoi compari mussulmani potete cianciare finché volete ma alla fine le vostre chiacchiere rimarranno solo chiacchiere. Ciò detto si prostri pure sul suo tappetino da preghiera. Buon pro le faccia.

  2. Egregio signor Crespi,
    magari non mi hanno istruito correttamente a scuola, perche’ mi risulta che dai popoli orientali e medio orientali deriviamo una discreta parte delle nostre arti, tradizioni e della nostra cultura, a partire dalla scrittura, per passare alla Bibbia, all’aritmetica, ed altre cose minori che dubito possano essere definite come “feticcio africano”.
    Una delle sette meraviglie del mondo antico, la biblioteca di Alessandria, mi risulta fosse appunto ad Alessandria che non e’ precisamente occidente; l’unica di tali meraviglie ad essere sopravvissuta, la grande piramide, ancora mi sembra non sia in occidente. E se vuole possiamo continuare, con le influenze di quella cultura che secondo lei non avrebbe prodotto nulla in Spagna, in Sicilia, etc etc

    Per quanto riguarda gli islamici tutti dipinti come fanatici e violenti, be’, gradirei sapere secondo lei a quale categoria appartiene Ahmed, il poliziotto freddato ieri dai terroristi mentre provava a fermarli.

    saluti

    • La questione Oriente Occidente è molto complessa. Alessandria come dovremmo pensarla? Frutto dell’ellenismo greco e per questo Occidente? Forse sì. E quando parla della scrittura si riferisce all’Oriente pre islamico? E quando lei cita la Bibbia pensa al popolo ebraico o a Israele e Israele oggi è Oriente o Occidente? E poi la matematica è preislamica, indo europea? E la geometria, greca? Quando nel 600 dopo Cristo, dicesi 600 dopo Cristo, Maometto fonda l’Islam, l’Occidente esiste già? E l’Oriente? E l’Impero Romano ha già espresso la sua civiltà per un 1.300 anni, o no? Giustiniano ha già raccolto il suo Codice? Ha già scritto la sua regola, Benedetto, San Benedetto?

      Ps Ho scritto che non tutte le civiltà sono uguali, mentre gli uomini tutti sono uguali

      • Proprio perché la questione è complessa che bisognerebbe evitare di semplificare e cavalcare l’onda dello sdegno in questa maniera. Ci vuole un minimo di senso di responsabilità. Fare il paragone tra la Commedia e un non meglio specificato “feticcio” africano è un’operazione profondamente disonesta (e lei lo sa benissimo).

        • Mi perdoni, ma il multiculturalismo mica l’ho inventato io. Umberto Eco e la schiatta dei sui seguaci semiologi amava comparare la Commedia e Topolino senza trovarne differenze valoriali, anzi prediligendo il secondo. Sono loro che ci hanno inculcato l’idea che tutte le culture sono uguali e intercambiabili poiché insieme di segni, e che non c’è differenza tra il Rinascimento e i prodotti simbolici delle tribù i cui maschi girano vestiti di solo astuccio porta pene.

          • Mi perdoni,

            ma mi sembra che la sua risposta sia completamente off-topic. ( tra l’altro sarei curioso che lei mi citasse il passaggio in cui Umberto Eco dice che “il Rinascimento e le sculture africane tribali sono la stessa cosa”, in questi termini). Un conto è dire che le culture sono diverse (se fossero uguali, molte semplicemente non si utilizzerebbe il plurale, no?) un conto è esprimere giudizi tagliati con l’accetta. Torniamo sul suo commento, per favore. Il mio punto è questo: utilizzare il paragone tra la divina commedia e un “feticcio” (quanto disprezzo in questo vocabolo) africano per asserire la superiorità occidentale è un’operazione che non le fa onore, perché intellettualmente disonesta. E’ come se io paragonassi il palazzo di Granada, Alhambra, al Pirellone e usassi questo paragone per asserire che la cultura islamica è migliore. E’ ridicolo. In Italia c’è un’anti intellettualismo dilagante, e trovo la cosa molto pericolosa. Il mondo intorno a noi è complesso e bisognerebbe cercare di decriptarlo invece di cedere completamente ai bassi istinti che non ci rendono tanto diversi dagli stessi terroristi. Se dà un’occhiata ai commenti che il suo post ha generato si renderà conto che tantissime persone hanno soprattutto voglia di “menare le mani” (senza porsi troppe domande sulle conseguenze) e che post come il suo conferiscono rispettabilità e strumenti ideologici a chi ha soltanto una gran voglia di scendere per strada e malmenare il primo marocchino che passa. Ci vorrebbe maggiore senso di responsabilità, specialmente un una situazione di grande tensione come questa. Cordialmente, g

          • Facciamo il possibile per essere colti e usare l’intelligenza. Picasso e Modigliani replicarono feticci africani credendo in questo modo di bypassare la storia dell’arte occidentale e tornare ai primordi. Non ho nulla contro il feticcio essendo oggetto caricato di valori simbolici e religiosi. Altra cosa è il Rinascimento. Paragonare il Pirellone all’Alhambra non è sbagliato, essendo prodotti entrambi (belli) di una civiltà. Diverso (e sbagliato) è dire che tutte le civiltà sono uguali. Alcune, talora, assumono i caratteri dell’inciviltà. Compresa la nostra civiltà che ebbe momenti esaltanti e recenti di inciviltà. D’altronde, mi perdoni l’esempio più stupido, ma anche nell’Occidente l’idea che la schiavitù fosse sbagliata ci ha messo un paio di millenni per emergere, ma una volta emersa la ritengo inoppugnabile, una conquista per noi tutti. Una civiltà antropofaga anche se l’antropofagia fa parte della cultura loro specifica, per me rimane insopportabilmente antopofaga e trovo giusto e sacro santo affermare che l’antropofagia è sbagliata e che in nome della mia “superiorità” che mi deriva da un’adesione piena col diritto naturale (che suggerisce di evitare l’omicidio per motivi alimentari) non ritengo opportuno mettere tutto sullo stesso piano, carnivori e no. Sarà gustoso cibarsi di carni umane, ma non a casa mia, non al mio desco. E l’affermazione della propria vera verità (frutto di lunghissimi errori e ripensamenti e anche di fortuna), non significa menar le mani. Così fuori da metafora, mi dica perché dovrei giustificare che in una cultura-civiltà, ancora oggi, la donna sia considerata inferiore all’uomo, perché la libertà di espressione sia negata, perché la separazione tra Stato e Chiesa sia inesistente… Il che, rispondo a una sua probabile futura replica, non significa esportare il nostro modello, semmai, almeno farne rispettare i valori in loco.
            Diverso è invece, come ho premesso nel mio articolo, sostenere giustamente che tutti gli uomini sono uguali e devono essere considerati uguali, ma non per forza le culture che si portano appresso.

          • Gentile signor Crespi,

            Certo che non tutte le culture sono uguali, e sono ovviamente d’accordo con lei quando dice che le leggi di casa nostra vanno rispettate, da tutti, anche se appartenenti a una cultura/civiltà/religione di origine diversa. Trovo soltanto pericoloso far coincidere completamente chi commette dei delitti atroci e brutali con i musulmani in generale, che sono nella loro totalità circa 1.5 miliardi. Giustamente si punta il dito sulla situazione della donna. Ma anche in questo caso ci si dimentica che la donna non è sottomessa all’uomo in tutti gli stati a maggioranza musulmana. L’Arabia saudita è certamente uno stato estremista dove le donne non possono neppure guidare. E anche in Iran sono violentemente discriminate. E’ giusto che si parli di questo, sacrosanto, ma diventa disonesto quando però si dimentica che in Malesia ed Indonesia le donne hanno gli stessi diritti degli uomini (l’Indonesia è lo stato con il maggior numero di musulmani al mondo), lo stesso dicasi per il Bangladesh e la Turchia. Si parla, per esempio, della mutilazione genitale femminile come di un problema che riguarda l’Islam (facendo soprattutto riferimento alla Somalia), ma si dimentica che è praticata solo in Africa Centrale, e anche da stati a stragrande maggioranza cristiana come l’Eritrea e l’Etiopia. Io non sono, a scanso di equivoci, un apologo dell’Islam, sono ateo, però ho spesso l’impressione che si pesassero di più le parole e non ci si limitasse a reazioni puramente istintive (la tanto deplorata legge del taglione) tanti problemi potrebbero essere affrontati in maniera più incisiva. Si dice che ogni libro sia diverso in base a chi lo legge, e credo che questo sia vero, anche (e soprattutto) per i testi sacri. Un violento leggerà la bibbia e si ricorderà solo delle parti truculente, la stessa cosa vale per il corano. Una persona colta e benevola di riflesso riuscirà a trovarci un messaggio di pace.

            (il fatto che a lei piaccia il Pirellone ha reso il mio esempio meno incisivo del previsto, e la cosa mi ha seccato, ma solo per un attimo)

            Cordialmente,

            g

          • La donna decapitata per strada l’altro giorno in Arabia avrebbe preferito uno Stato ateo. Ben quando anche negli Stati atei, vedi l’Unione Sovietica, non si andava per il sottile. All’epoca molti di noi deliziati dal comunismo, minimizzavano i gulag. Per dirla tutta non solo le culture e le civiltà possono essere incivili e brutali (e vanno combattute), ma noi stessi uomini siamo cattivi. Mi lasci dire però che è più facile migliorare un uomo che una cultura nata male.

          • Sul fatto che il comunismo abbia in moltissimi casi commesso dei crimini atroci contro l’umanità non ci sono dubbi, ma non sono sicuro che i crimini siano direttamente connessi al suo ateismo (non tutti i regimi comunisti sono, a ben vedere, atei: si pensi alla Corea del Nord, che per molti versi è una teocrazia nella quale il defunto “caro leader” è presidente ab eternum e la biografia ufficiale di Kim Jon Il narra di come sia nato “sotto un doppio arcobaleno” e, si allacci bene la cintura, in vita sua non abbia mai defecato). Forse devo chiarire la mia posizione: io sono ateo, ma non mi arrogo il diritto di fare proselitismi, e uno stato laico (che l’Italia è, imperfettamente) dovrebbe garantire la libertà di ciascuno di professare la propria fede, sempre in accordo con la legge della Repubblica. Per me uno stato dovrebbe essere laico (non ateo, se con “stato ateo” lei intende un regime che vieta la professione di qualsiasi religione). Sono contrario al crocifisso nelle aule scolastiche, e non perché insulta certi musulmani, ma perché rappresenta un paradosso e contribuisce allo stato di “imperfezione” della laicità del nostro stato. Allo stesso tempo sono contrario alla posizione della Francia, che vieta agli individui di portare simboli religiosi (kippah, crocifisso, velo anche non integrale) nelle scuole perché secondo me lede alla libertà degli individui. Come vede non sono un fanatico. Io credo che ci sia una guerra tra culture, ma non si tratta di una guerra tra Islam e le altre due religioni monoteiste. C’è una cultura della violenza e della sopraffazione che è presente nel mondo giudaico cristiano e in quello musulmano e per quanto queste due parti sembrino contrapposte sono in realtà alleate nel perpetrare lo stato di guerra e di paura, e ciascuna si nutre dell’odio dell’altra perché l’odio è il motore della propaganda. Io sono per esempio persuaso che i fanatici musulmani sarebbero ben felici di vedere montare la paura (appunto: il terrore) delle popolazioni autoctone d’Europa verso i loro correligionari, poiché questo creerebbe un terreno fertile nel quale fare proselitismo tra quelli che si sentono rigettati dalla società che li ha visti nascere. I musulmani moderati esistono (ho vissuto tempo sufficiente in Francia per saperlo con certezza) e lavorano incessantemente per distinguersi da chi commette dei delitti efferati come quelli appena perpetrati. E’ un fatto, per esempio, che in seguito alla strage appena accaduta imam attraverso la Francia abbiano esortato i fedeli non solo a non rispondere con la violenza, ma a partecipare alle varie manifestazioni di solidarietà, e la cosa si è puntualmente verificata. Questa è una notizia che ha preso pochissimo spazio sulla stampa italiana. Ho l’impressione (la prego di dirmi se sono in errore) che in Italia i musulmani siano estranei al dibattito pubblico, e le volte che vengono invitati ad esprimersi nei talk show ricoprono spessissimo il ruolo degli esagitati (che fanno audience) o quello della “vittima del razzismo diffuso”. Questo tipo di selezione avviene in base alle simpatie politiche di tale o tale trasmissione, e in entrambi i casi è strumentale. E’ diffusissimo in Italia il sistema di selezionare i fatti per corroborare la propria visione del mondo, ma è un sistema fallace che sovverte la logica (e la logica, che i nostri cari greci hanno faticato tanto a codificare, è proprio uno dei valori occidentali che andrebbe tanto rivalutato, specie in periodi di grande agitazione come questo).

            Concludo ringraziandola per la pacata conversazione, che penso non sia stata infruttuosa. Il tema è attuale, ma il post è vecchio e immagino lei abbia altro da fare quindi se lei mancasse di rispondermi non mi sentirei per nulla offeso.

            Ancora cordialmente,

            Gianmaria

  3. Appoggio Gian, che è l’unico che sta tentando pur a fatica di portare avanti un discorso che abbia una minima prospettiva futura. Chi crede di poter sovvertire il destino multiculturale che abbiamo davanti, si illude. La multiculturalità è sempre esistita, e la facilità di viaggiare, unita ad internet, la velocizzeranno a dismisura. O forse pensiamo che noi italiani siamo oggi simili a come eravamo 100 anni fa ? I nostri figli si sposeranno con donne e uomini di altre culture e colori, sempre di più e sempre in modo più disinvolto. I musulmani nel mondo sono 1,6 miliardi di persone, e pensare che siano tutti terroristi è patetico, perchè se lo fossero a quest’ora saremmo già tutti morti. Dobbiamo. La terra è un bene comune, e sta a noi dimostrare con i fatti (e non con le armi) che la nostra cultura è superiore e permette a tutti di vivere in benessere e libertà. E questo avrà un costo, in soldi, in vite ed in perdita di un po di identità. Ma è l’unica alternativa alla guerra totale, dalla quale nessuno si illuda di uscire vivo perchè ormai un uomo con un pulsante in mano è in grado di fare una strage. E’ facile con la gambe sotto al tavolino dare le ricette per la soluzione dei problemi, ma quando ci sono miliardi di persone che la pensano diversamente da te e vorrebbero prendere il tuo posto , o sei pronto ad integrarle o sei pronto ad ucciderle ed a farti uccidere . Per cosa poi ? Per mantenere i nostri pronipoti totalmente bianchi ? bianchi ma morti.

  4. Perchè vogliamo prenderci in giro?cacciare tutti i musulmani dall’europa?anzi dall’occidente?e come pensate sia possibile se quasi tutto il petrolio viene dai paesi arabi?se buona parte del gas viene dagli stessi?se i capitali di ethiad hanno salvato alitalia?se l’8% del patrimonio immobiliare statunitense è in mano alla famiglia reale saudita?se la city di londra è in mano agli sceicchi?se i principali acquirenti delle auto di lusso come ferrari o rolls royce sono gli emiri?Se la tecnologia per le centrali nucleari iraniane viene da russia e germania?se i paesi arabi sono tra i principali acquirenti delle nostre armi?se in sardegna gli arabi sono i turisti più generosi?se le nostre agenzie di viaggi campano grazie ai viaggi a sharm el sheik?Ci siamo permessi perfino di sanzionare la russia che era l’unica alternativa agli arabi per avere gas,in italia abbiamo rinunciato al nucleare,letta andò nei paesi arabi a elemosinare 500 milioni di euro da investire in italia,abbiamo rovesciato i governi di saddam hussein e gheddafi che tenevano lontano i fondamentalisti dal governo,nessun paese occidentale ha sostenuto mubarak,ma la cosa più indigeribile….i campionati del mondo di calcio del 2022 in quatar!!!!che storia calcistica ha il quatar?quali campioni vengono dal quatar?fenomeni recenti?manco per niente!qualcuno di voi ha mai visto il film La Ciociara?già 70 anni fa proprio i francesi portarono in italia orde di marocchini stupratori per risparmiare sangue francese durante l’ultimo confilitto mondiale?l’occidente sta facendo la fine dei pifferai di montagna:è convinto di avere dagli arabi energia,capitali,manodopera a basso prezzo,mercato,ma questi signori si riprenderanno con gli interessi tutto questo.L’occidente ha le palle per boiccattere i campionati del mondo del 2022 in quatar?o ci diranno la solita cazzata dello sport che vince sull’odio ecc ecc?

  5. Che non tutte le civiltà sono uguali è logicamente vero, ma detto così non vuol dir niente. Se poi alla terza proposizione si paragonano con supponenza la Commedia di Dante – che immagino il giornalista non abbia mai letto – e un feticcio africano (???), ecco che nella mia ipotetica civiltà scatterebbe l’interdizione dai lavori intellettuali per l’autore dell’articolo, il quale, di sicuro, non ha mai sentito parlare delle fonti islamiche della Divina Commedia.

    • Trovo veramente cinico il modo in cui questo giornale si approfitta della strage di ieri per portare avanti la propria agenda qualunquista. Questo articolo secondo me ce lo avevano in un cassetto da un bel po’ e aspettavano il momento giusto per tirarlo fuori. Oltretutto non è che il giornale si sia mai veramente distinto nella lotta per la libertà di stampa – le vignette sul Papa qui non hanno mai riscontrato troppi favori. E’ un’operazione cinica e profondamente disonesta.

  6. l’islam è una ideologia razzista e fascista e come tale va combattuta. Il Corano è come il Mein Kampf di Adolf Hitler.

  7. Non abbiamo senso di appartenenza . La colpa è stata della guerra fredda e soprattutto del PCI che ci voleva sotto l’Urss speranza crollata il 1989. La bandiera del PCI era rossa con una piccola banda tricolore sotto. Il tricolore era la bandiera italiana e quella del MSI. Ma il MSI era erede del Fascismo per cui non era considerata. Sono stato iscrito al PCI dal 1970 al 1989 e al PDS nel 1990. So cosa dico.
    Non abbiamo senso nazionale . Ecco perchè non c’è una reazione collettiva anzi ricordate Nassirya? 10,100,1000 fossimo stati un Paese serio un magistrato anche il più scarso,ne avrebbe chiesto l’arresto. Ecco perchè l’Italia non reagisce all’invasione e abbiamo un PD erede del PCI che punta all’internazionalismo dell’Italia, nuova ideologia sostitutiva del comunismo fallito. Non gliene fregherebbe nulla a nessuno se come profetizza Huellebecq, salga al Colle un Presidente islamico. Più facile in Italia che in Francia.

  8. “diffidare da”? si dice “diffidare di”. Ma lei di chi e’ parente?

  9. Gentile Gian,

    posso condividere in gran parte le sue obiezioni: sono le stesse che avevo messo in bocca al liberal americano e dal punto di vista legale non erano affatto ingiustificate.

    In più, come giustamente osserva, si tratta di una situazione differente.
    Un conto è uno stato soveano. altro un network del terrore.

    Ma il punto non sono loro. Siamo noi.

    Nel 1941 sapevamo accettare l’idea di essere in guerra.
    Eravamo pronti a combattere, a morire e a uccidere, a fare cose eroiche e cose meno eroiche tipo internare un verduriere con tutta la sua famiglia, figlia minorenne compresa.
    La strategia era brutale e imperfetta, ma abbastanza efficace per portarci alla vittoria. E soprattutto pensavamo che volevamo e dovevamo vincere.

    Oggi non lo accettiamo più. Forse siamo più civili per questo. E siamo moralmete superiori rispetto al 1941.Ci illudiamo che basti.
    Ma questa nostra superiorità non ci garantisce di sopravvivere al nemico. Una buona causa non può surrogare una strategia vincente, e francamente non vedo nessuna strategia da parte nostra.
    E soprattutto niente, nepure una strategia efficace, se ci fosse, puo surrogare la volontà di reagire e di vincere -e di nuovo non vedo nessuna volontà-.

    Spero di sbagliarmi, ma per ora il manuale per vincere la guerra al terrorismo non è ancora stato scritto.

    • Il terrorismo, per come la vedo io, lo si combatte con l’intelligence e l’attiva collaborazione delle comunità islamiche (con le quali va assolutamente instaurato un dialogo). Il terrorismo invece si nutre di segregazione e senso di emarginazione. Reazioni ciecamente violente e discriminatorie non faranno che favorire i fanatici in cerca di reclute. Questa non è un’opinione mia, è quello che succede in queste situazioni. Non sono un buonista, credo solo che di fronte a problematiche complesse sia necessario adottare strategie un po’ più articolate che creare immensi (e costosissimi) campi di concentramento.

      • Combattere il terrorismo con l’intelligence e instaurare un dialogo con le comunità musulmane. Ma come abbiamo fatto a non pensarci?

        L’intelligence
        quanto all’intelligence, vorrei sapere cosa dovrebbe fare.
        – può usare mezzi di coercizione (ricatto, minacce, ecc) non solo contro i terroristi ma anche contro i suoi familiari?;
        – può uccidere all’occorrenza i propri nemici, solo perché è utile alla causa, senza timore di incriminazioni?
        -può usare un infiltrato, che magari collabora in uno o due piccoli attentati, per guadagnarsi la fiducia dei capi e arrivare al bersaglio grosso?
        – Può rapire per strada un terrorista e portarlo in un luogo segreta senza avvertire nessuno?
        – Può mettere uno straccio bagnato sulla faccia dei i prigionieri per estorcergli informazioni?
        – può intercettare le comunicazioni di migliaia o milioni di persone senza aspettare il permesso di un giudice?
        – Può eliminare i prigionieri e fare sparire i corpi nell’oceano perché tanto si sa che non si arrenderanno mai, e da una prigione potrebbero evadere o fare trapelare notizie utili alla propria organizzazione (“Sono stato preso perché Abdul ha tradito” )
        Se la vostra risposta è negativa, come immagino sarà, allora temo che l’intelligence non può fare praticamente nulla. Solo raccogliere dati su reti che i terroristi sanno essere controllate. O scattare foto da satelliti di cui è nota l’orbita.
        Se invece è positiva, allora può fare molto, ma allora la guerra aperta è un sistema più pulito e onesto, anche intellettualmente.

        Il dialogo
        Se mi regalassero un euro per tutte le volte che ho sentito i nostri politici (tutti,non solo quelli di sinistra) ripetere questa frase, sarei talmente ricco che potrei vivere senza lavorare.
        Sono anni che si predicano il dialogo con i “talebani buoni”, gli “islamici moderati” ecc.
        E il risultato è soddisfacente? Secondo me, no. E non credo di essere il solo a pensarla così.
        Eppure continuiamo sempre ad affidarci ai soliti manuali, a non vedere il mondo come è ma come vorremmo che fosse, in attesa del prossimo attentato.
        Abbiamo molto meno pazienza con gli allenatori di calcio, siamo capaci di cacciare Prandelli o Zeman perché hanno perso due partite di seguito.
        Ma forse per noi il calcio è più importante della lotta al terrorismo

  10. Concordo pienamente con l’autore dell’articolo. Alla mia età potrei anche fare a meno di preoccuparmi, ma non posso non preoccuparmi per il mio piccolo nipotino. L’unica consolazione è che è un maschietto, Fosse una femmina sarei ancor più preoccupato…

  11. Il problema in Italia è uno solo: abbiamo una classe di politicanti che non riuscirà mai a prendere una decisione, perché qualsiasi decisione avrebbe sempre un’opposizione ideologica … tanto ideologica da non riuscire nemmeno a distinguere il vero nemico. Se – speriamo di no – ci dovessero degli attentati terroristici in Italia non mi meraviglierei se ci fosse qualche “politico” pronto, in qualche modo, a giustificarli solo perché – il contrario – darebbe vantaggio al “suo” nemico politico. Bah! Forse – detta o non detta, vera o falsa – la famosa frase dell’austriaco Metternich – “ l’Italia è solo un’espressione geografica” è oggi … vera e da dire!

  12. Fondamentalmente d’accordo con l’articolo ma gradirei alcune precisazioni.
    ” ricordiamo da occidentali colpevoli”
    Cosa significa?
    Colpevoli di che cosa?
    La guerra e la supremazia erano la regola in tutto il mondo sia che fosse tra Stati in Europa o tra tribù in Africa. Piangiamo lacrime per i pellerossa americani, massacrati dai cattivi visi pallidi: peccato che a loro volta, i pellerossa, erano indomiti guerrieri che avevano massacrato i popoli originari del Nord America. Ci piace pensare ai Maya sterminati dai Conquistadires mentre in realtà era una civiltà prossima all’estinzione: si erano già massacrati tra di loro quando arrivammo noi europei. E si potrebbe andare avanti all’infinito.

    La guerra era parte fondamentale di tutte (o quasi, escludendo le popolazioni di isolette sperdute che non avevano nessuno da attaccare) le civiltà e noi occidentali non siamo né più colpevoli né più innocenti di tutti gli altri. Noi occidentali siamo però i più meritevoli, essendo stati i primi a vederne l’inutilità e a perseguire la pace. La verità è che certi popoli, con le loro religioni, ancora simili alle bestie, non l’hanno capito e proseguono imperterriti con l’appoggio dei nostri buonisti radical-chic.

    Si vis pacem, para bellum

  13. Un polverone.
    Qualcuno riferisce di aver sentito urlare Allah.
    Pza Fontana era caccia all’anarchico.
    La strategia del terrore è nostra esclusiva e solo uno stupido organizzerebbe un raid punitivo come quello di Parigi.
    La bruta e disumana violenza ha senso solo se si ha l’intenzione di venir criminalizzati più di quanto uno non lo sia già. L’Isis ha dimostrato al mondo che le sue esecuzioni lo hanno isolato dal mondo islamico e l’unico risultato ottenuto è stato quello di armare il “nemico” a suo di aumenti al budget militare.
    Crespi legittimamente critichi il multiculturalismo ma non ne faccia un capro espiatorio.

    • Egr. Sig. Colzani, una semplice domanda: su quali testi si documenta?
      “La strategia del terrore è nostra esclusiva” dove l’ha letto? Esecuzioni pubbliche, teste dei nemici rimpicciolite e appese al collo, Mao che giustiziava un innocente per educarne 100, secondo Lei cosa sono: non strategia del terrore ma sana e proficua politica di pace e di distensione?
      La strategia del terrore è usata da sempre, da tutto il mondo, a qualsiasi latitudine.
      Cita l’Isis il quale, malgrado gli aumenti del budget militare del “nemico”, vanta un bilancio (pubblicato) con un attivo da paura, una banca e contiinua a raccogliere proseliti in tutto il mondo. E le possibili azioni militari non andranno da nessuna parte perché qualcuno a difenderli ci sarà sempre.
      Già oggi c’è qualcuno che, pur condannando l’eccidio, lascia intendere che in fondo se la sono pure cercata. gli stessi che, ai tempi della prima pubblicazione delle famose vignette, giustificò in toto tutte le manifestazioni violente che scoppiarono nel mondo. Fa parte anche Lei di questa eletta schiera?

      • Mi perdoni ma non possiamo mettere nel calderone la storia vicina e lontana e credere di non essere noi le vittime dello stesso nostro sistema. Giusta lei quando ricorda che la strategia del terrore è usata ad ogni latitudine ma andrebbe ricordato che è leva esclusiva del governo o del sistema regnante in cui questa viene esercitata: uno stato nemico non ha nessun interesse a seminare il terrore in casa altrui. Il terrore solidifica il supporto al sistema che subisce l’atto terroristico, rinforza lo spirito nazionalistico e patriottico. L’Isis sappiamo tutti bene da chi è stata finanziata e non mi azzardo a suggerirle da chi è sostenuta – se non pilotata. Nulla a che fare con l’Islam e a tal proposito la rimanderei ad un interessante articolo di Cardini su Il Giornale odierno. Non ritengo opportuno rispondere alla sua ultima offensiva domanda, credo che l’abbia formulata senza averla pesata, ignorando completamente la mia educazione e cultura. cordialità

        • Solo un appunto sulla domanda che Lei ritiene offensiva: era e resta una mera domanda per comprendere meglio il Suo pensiero. Ieri i filmati in cui si sentivano chiaramente le grida inneggianti ad Allah erano già in rete da un pezzo ma, qui e altrove, già si sosteneva che i poveri islamici non c’entravano e che, sicuramente, era colpa dei soliti servizi segreti. Che alla base dell’Isis ci sia il Nobel a priori e a prescindere, in versione anti Assad, si sa ancorché è evidente che il giochino gli è sfuggito di mano (sempre lui è stato il fautore delle Primavere Arabe nonché del putiferio Ucraino).
          In merito al nemico esterno, per rafforzare la coesione interna e il patriottismo, vale solo e soltanto quando uno spirito patriottico esiste: è inutile laddove il patriottismo è stato distrutto (tranne che per la Nazionale di Calcio) da coloro i quali oggi sono ancora i più accaniti sostenitori del relativismo culturale e che difendono, in Italia, una religione liberticida. Le attenuanti culturali sono ormai all’ordine del giorno in ogni Tribunale Italiano e le dichiarazioni di alcune cariche dello Stato di ieri confermano ampiamento quanto sopra.
          Affermare poi che l’Isis nulla a che vedere con l’Islam è, me lo consenta, una forzatura: applicano alla lettera il dettato del Corano, seppur nella sua interpretazione più rigida. Frequenti maggiormente i paesi islamici e scoprirà che non è necessario incontrare un moderno salafita per essere insultati, o peggio malmenati, solo per aver indossato simboli cristiani o semplicemente perché europeo.

          • Caro Cecco, io parto dal presupposto che simili azioni non hanno valenza politica, senz’ altro non pesano sulla scelta dell’indirizzo religioso e militarmente hanno gravità tattica pari a zero. Quando assistevo agli orrori compiuti da sedicenti predicatori biblici negli States mai e poi mai avrei pensato che citazioni prese alla lettera dal Deuteronomio avrebbero condotto milioni di cattolici ad imbracciare il fucile e sterminare gli infedeli. E così non è stato. Eppure il Corano nella sua interpretazione “alla lettera” non si diversifica dall’Antico Testamento o dal Talmud. Sventura vuole per l’Occidente che l’unica nazione ad avere ancora una sana struttura religiosa al pari del Vaticano in grado di impedire le libere interpretazioni delle sure sia l’Iran. Da parte nostra abbiamo fatto tutto quello che era possibile per alimentare l’errata lettura del Corano, dall’ instaurare e consolidare un vero califfato in Arabia sostenendo dittature teocratiche come l’Arabia Saudita e vicinato fino a promuovere la Jiahad nei campi mujaheddin in Afghanistan. Ma il meglio i nostri ministri agli esteri lo danno quando cercano l’appoggio dell’”Islam moderato” come se l’Islam includesse una ala estremista o terrorista. Lei mi invita a frequentare i paesi islamici e la invito io a riflettere sulle mie osservazioni nate e plasmate in anni di esperienza in quei paesi e per questo le posso anche dire che ho trovato più rispetto per i simboli rappresentanti il mio credo in alcuni paesi mediorientali che in molti occidentali. Ho trovato la più vasta comunità ebraica (seconda solo a quella di NY) proprio in Persia e luoghi di culto cristiani rispettati e sovvenzionati dal governo “islamico”. La storia poi ci racconta come prima degli accordi di Yalta le regioni con affaccio sul Mediterraneo fiorissero nella loro multietnicità dove gli affari e la vita quotidiana si moltiplicavano in un equilibratissimo mondo ebreo/cattolico/musulmano. Storia documentata. Ancora una volta la invito a riflettere, in quali paesi troverà maggiore intolleranza e ingiustizia, scoprirà che sono proprio quei territori dove la nostra ingerenza colonizzatrice ha snaturato cultura ed educazione. Pensi alla sola Palestina trasformatasi in un nazione governata da terroristi e ridotta in territorio del 2300%.
            Se poi si porta in casa persone di cultura, estrazione sociale, credo religioso diversi e non si è in grado di farli sedere allo stesso tavolo in cui mangiamo noi, mi scusi ma è matematico che qualcosa debba accadere. Pensi solo all’invasione subita dagli statunitensi da quell’orda di selvaggi indiani nel nome di Manitù.
            In ultimo, le rammento che il patriottismo e lo spirito nazionalistico si montano e si smontano in funzione della contingenza economica. Ricorda il terzo Reich?
            Il patriottismo non sorge naturalmente ma è sempre instillato da qualche mente illuminata.

    • E’ vero e’ sbagliato parlare di multiculturalismo.
      La cultura islamica non esiste. Dopo 1400 anni di storia, cosa ha prodotto l’islam di utile al mondo?
      Niente! La loro cultura e’ quella della conquista del mondo (lo era anche quella del Gengis Kan, ma almeno lui non la giustificava con la religione) . Quel (poco) di civile che trovi nei loro paesi e’ di importazione. Le donne sono schiave e contano meno dei cammelli. E si potrebbe continuare all’infinito.
      Il mondo non sta vivendo un confronto di culture. E’ la civilta’ contro la barbarie.

  14. Purtroppo vi sono individui scriteriati con il Gian di cui è pieana anche l’Italia. Individui ignoranti che non hanno mai letto quella merda di libro che è il Corano. Altrimenti capirebbe che sono proprio i cosiddetti estremisti gli unici fedeli esecutori delle norme pazzesche del Corano. In ogni musulmano vi è un potenziale assassino altrimenti non è un vero musulmano. E non vi è mai stata una protesta di piazza dei cosidetti musulmani pacifici contri i cosiddetti estremisti. Questo significa che vi è connivenza in ossequio al dettato del Corano che ordimna la dissimulazione nei Paesi non islamici sino a che monti il numero dei musulmani per la presa del potere.

    • Gentile Pietro Melis, provi lei a seguire pedissequamente i dettami della Bibbia, e vediamo quanto tempo ci mette a finire in galera. Io non ho nessuna simpatia per i fanatici, di nessuna religione. Semplicemente penso non tutti i musulmani siano uguali – se tutti i musulmani fossero come gli attentatori di oggi saremmo già tutti morti. Mi sembra talmente ovvio. Che l’Islam non si sia mai pronunciato con i terroristi è ovviamente falso, basti vedere le dichiarazioni dei porta parola della comunità islamica di Parigi – ma anche in seguito all’11 settembre ci furono manifestazioni di solidarietà da parte dei musulmani nei paesi occidentali ma non solo. Il pericolo più grande è generato dalla stupidità e dal qualunquismo. Ripeto, se c’è un momento buono per tenere acceso il cervello è proprio questo.

      • Egregio sig. Gian, il suo pensiero mi sembra alquanto paradossale,eppure da come esprime il suo pensare non mi sembra persona sprovveduta, ma nella sua quotidiana razione informativa è possibile che non riesca a scorgere un filo relazionale di tutti questi accadimenti che si susseguono ormai a livello globale e che hanno come collettore lo stesso grido di battaglia “ALLAH AKHBAR”? Come è possibile considerare che non ci sia un nesso tra quel libro e gli orrendi crimini che vengono compiuti nel suo nome? Continuare a minimizzare e a considerare questi crimini come casi isolati è folle ! La nascita dello stato dei taglia teste dell’ISIS le sembra un caso isolato? Parliamo della stessa cosa mi creda e non riconoscerlo è pericoloso , anche per lei.

        • Io non nego e non ho mai negato che i terroristi islamici siano islamici (è tautologico). Quello che dico è che non tutti gli islamici sono terroristi. Tutti i brigasti rossi sono di sinistra: non tutte le persone di sinistra sono brigasti. I fascisti sono tutti di destra, non per questo giudico tutte le persone di destra dei fascisti. Non vedo il paradosso. Viviamo un momento storico di grandissima tensione. Bisogna combatter l’estremismo con forza, e cedere a derive irrazionali è sintomo di debolezza. Isolare l’estremismo, combatterlo includendo soprattutto il mondo islamico moderato (che esiste) per me è la strategia che ha più possibilità di risultare vincente. Lo ripeto: il fanatismo si nutre di spirito di rivalsa e frustrazione. Questo non è uno scontro militare, ma è uno scontro culturale. E non è uno scontro tra il mondo Islamico e quello giudeo cristiano (come questo giornale non manca mai di far intendere), ma uno scontro tra un’ideale umanista che attribuisce a tutti gli uomini gli stessi diritti (tra i quali quello alla vita e alla libertà di espressione) e una concezione che si basa sul feroce dominio e prevaricazione dell’altro. Per me sono questi i campi in contrapposizione. Faccio notare sommessamente che il poliziotto freddato nel video si chiamava Ahmed.

  15. concordo con l’articolo! il problema in italia è che esiste un partito come il PD che FAVORISCE l’islamismo e l’integralismo , e non sa distinguere! cosi come non sa distinguere nutella dalla cacca, o una lucciola da una lanterna, o un fucile da una canna da pesca…..dirò di piu: già negli anni 90 nelle università si studiava il multiculturalismo come una nuova frontiera del sociale, ma non dicevano queste cose, non dicevano mai quali solo gli effetti negativi! ovvio, le università italiane sono quasi tutte in mano alla sinistra, che orientano il modo di studiare e di sviluppare la filosofia…. con il risultato che siamo permissivi e tolleranti con gli islamici, e ci facciamo pure prendere per il culo dagli stessi islamici, grazie alla politica del PD!!!

  16. Ci vogliono stragi per far comprendere ai nostri governanti che non siamo tutti uguali.Se io emigro debbo accettare le usanze, la cultura, di dove vado a vivere.Altrimenti vado piu avanti.Alla faccia dei buonisti ad ogni costo.Se vado in Arabia non posso andare contro le loro regole so che come cristiano non sarei tollerato se metto in mostra una catenina d’ oro con relativo crocifisso..E se fossi donna dovrei votarmi a vestire casta e coperta. Cosi tutti a casa loro o si accettano i costumi del paese ospite.

  17. gian , una domanda semplice semplice : quante guance ha lei da porgere ? io solo 2 . siamo arrivati a questo per il finto buonismo, unilaterale, che predica lei , ribadisco : l’islam è solo fanatismo e integralismo e bisogna arginarlo con la forza

    • Il fanatismo va combattuto senza se e senza ma, e la mia posizione non è buonista, ma assolutamente pragmatica. Che l’Islam sia solo fanatismo e violenza è ovviamente falso. Il giorno in cui rinunciamo alla razionalità è il giorno in cui perdiamo la nostra cultura, ed è il giorno in cui l’estremismo vince. La sottomissione c’è quando neghiamo noi stessi e ci facciamo trascinare nella stessa barbarie che condanniamo.

      • gian …
        legga il corano e poi potra predicare l’amore che non trovera mai in quel libro , no esiste la parola rispetto , non esiste la diversita esiste solo la SOTTOMISSIONE…… basta buonismo da quattro soldi

        • Non si può tacciare di buonismo chiunque si opponga all’idea di una rivoluzione di piazza a base di torce e forconi e deportazioni forzate di migliaia di individui, indiscriminatamente. Ripeto: chi ha compiuto quegli atti va preso e punito. Il verduraio sotto casa mia invece non c’entra nulla con quello che è successo a Parigi, e continuerò a giudicarlo una persona cordiale. Si chiama essere razionali, non buonisti. Poi, io personalmente sono ateo e credo che la religione in generale faccia più male che bene (molto più male che bene). Non sono un esperto di Islam, so però che ci sono numerosissime correnti con posizioni anche opposte, quindi cerco di evitare di parlare per dare aria alla bocca.

          • Veramente, dopo Pearl Harbour, gli americani presero tutti i giapponesi residenti in America, compresi i verdurai sotto casa, anche quelli che avevano ottenuto la cittadinanza americana e …..non li sterminarono, questo no. Si limitarono a internarli in campi di detenzione nel midwest, per impedire che gironzolassero per gli Usa spiare o fare sabotaggi per il Sol Levante. In questi campi i nippo-americani rimasero, nutriti e curati decorosamente, fino a quando il Giappone non firmò la resa incondizionata sulla tolda della corazzata Missouri.

            Dopo la guerra, i liberal americani comincarono a obiettare che era stato un abuso, che in fondo solo il 5% dei nippoamericani sostenevano la politica del Giappone (più o meno la stessa percentuale dei musulmani filo estremisti) e fecero tante scuse…… ma intanto gli amercani hanno vinto la guerra. quella volta. E oggi?

          • Veramente, dopo Pearl Harbour, gli americani presero tutti i giapponesi residenti in America, compresi i verdurai sotto casa, anche quelli che avevano ottenuto la cittadinanza americana e …..non li sterminarono, questo no. Si limitarono a internarli in campi di detenzione nel midwest, per impedire che gironzolassero per gli Usa a spiare o fare sabotaggi per il Sol Levante. In questi campi i nippo-americani rimasero, nutriti e curati decorosamente, fino a quando il Giappone non firmò la resa incondizionata sulla tolda della corazzata Missouri.

            Dopo la guerra, i liberal americani comincarono a obiettare che era stato un abuso, che in fondo solo il 5% dei nippoamericani sostenevano la politica del Giappone (più o meno la stessa percentuale dei musulmani filo estremisti) e fecero tante scuse…… ma intanto (magari anche grazie al fatto che nessun “turista” giapponese è potuto andare a fotografare Los Alamos) gli americani hanno vinto la guerra. Quella volta. E oggi?

          • Le situazioni sono profondamente differenti: il Giappone è uno stato e si era in una situazione di guerra classica. I giapponesi vennero rilasciati una volta la resa formale della loro madre patria. Questo invece non è un conflitto tra stati. Lasciando da parte le considerazioni sul fatto che fosse legittimo o meno creare dei campi di detenzione “preventiva” in quel contesto, non mi vorrà mica dire che secondo lei la creazione di campi di internamento dove “nutrire e curare decorosamente” i musulmani d’Italia (e di francia, germania, inghilterra etc etc) sia una politica sensata da attuare? Cioè, mi faccia capire, per quanto tempo il mio verduraio, per fare un esempio, dovrebbe stare nel campo? E la figlia del verduraio, che magari va alle elementari, mettiamo nel campo pure lei? E secondo lei quante di queste persone, rinchiuse in campi di prigionia per misure “preventive”, potrebbero diciamo nutrire un certo risentimento verso un paese che per difendere la propria sacrosanta democrazia adotta delle politiche liberticide che vanno contro proprio ai principi che dice di difendere? Secondo me tante. E secondo lei questo risentimento sarebbe completamente ingiustificato? Secondo me no. A me sembra il sistema più sicuro per creare il tipo di clima nel quale i fondamentalisti in cerca di adepti sguazzerebbero con grandissimo piacere (e per questo sarebbero felicissimi se politiche come questa fossero attuate).

      • Egregio Gian, il suo errore è continuare a predicare la responsabilità del singolo individuo. Il suo verduraio ISLAMICO, per quanto degna persona, sostiene una RELIGIONE/SOCIETA’ TOTALITARIA. Esattamente come il nazismo e il comunismo. Sicuramente a Dresda c’erano verdurai tedeschi buoni, nazisti e non, ma gli hanno bruciati tutti con le bombe. Siamo in guerra CON L’ISLAM, non con SINGOLI INDIVIDUI FANATICI.

        • Egregio Mario Galaverna,

          Si sta comentando un articolo nel quale si vanta la superiorità del codice Giustiniano sulla legge del taglione, articolo col quale lei mi sembra essere d’accordo, e allo stesso tempo lei propone di dichiarare tutti i musulmani colpevoli indiscriminatamente. E’ lo stesso ragionamento che ha portato gli ebrei ad essere accusati di deicidio. In guerra con l’islam ci vada lei, io sono in guerra contro l’estremismo fanatico.

    • E mi dica, Ahmed, il poliziotto freddato dai terroristi ieri, di quale fanatismo faceva parte?

  18. Io dico che in un momento del genere dovrebbe prevalere la pacatezza, soprattutto se non si vuole fare il gioco dell’Islam estremista (che ovviamente spera in reazioni inconsulte delle popolazioni, spronate in maniera neanche tanto sottile da articoli come questo ad adottare atteggiamenti similmente barbari). Non c’è un momento migliore di questo per ricordarci che i terroristi sono una minoranza tra gli islamici, e che possono essere sconfitti solo rifiutandoci di scendere al loro livello. Non mi faccio troppe illusioni su come il mio commento verrà ricevuto qui, ma pazienza.

    Vorrei inoltre ricordare all’autore dell’articolo che il rispetto degli altri è alla base della nostra cultura, e che mancando di rispetto agli altri manchiamo di rispetto a noi stessi e così facendo neghiamo la nostra stessa cultura. Chi commette un crimine deve essere punito, chi commette un crimine del genere deve essere punito severamente (ma la pena di morte come il linciaggio in piazza non devono fare parte della nostra cultura), ma la nostra cultura si dimostra di essere forte proprio quando reprime l’istinto di fare di tutta un’erba un fascio cedendo alla tentazione della vendetta cieca.

    • Quando gli islamici “buoni” che da noi lavorano, ai quali per il solito buonismo becero , abbiamo dato più diritti di quelli che abbiamo noi dicono: adesso puliamo la loro merda, tra qualche anno loro mangeranno la nostra merda! parole sentite da più di una persona tra il personale che lavora in ospedale ! bello vero!!!!!!!!!

        • Gian. Mi spiace contraddirla ma è lei che non sa leggere il Corano. Gli dia una ripassatina.

          • Berrini, tutti i testi sacri sono zeppi di atrocità, e l’Islam è pieno di correnti interpretative contrapposte (non hanno una figura unificante come il papa, per esempio). Non si metta in imbarazzo, ha già fatto abbastanza.

    • Gian (Mohammed?) Si capisce benissimo che lei è già prono al becero imam che un giorno glielo ordinerà da un minareto con l’assordante ausilio di uno sguaiatissimo altoparlante. Oriana Fallaci aveva criticato proprio la melliflua invadenza dell’islam praticata ipocritamente da individui come lei. Il suo buonismo non incanta ma fa solo vomitare.

      • Sagacissimo Berrini,

        Lei non sa leggere. Non gliene faccio una colpa.

        Buona giornata

      • Gian: La contraddico di nuovo esortandola innanzitutto a scendere da quel seggiolone pretenzioso da cui impartisce lezioni non richieste sui testi sacri. Se lei ha sposato la linea della predicazione ha sbagliato luogo in cui esercitarla. È nota a tutti la ferocia espressa in certi versetti della Bibbia che peraltro non sono più praticati da centinaia d’anni. Si dà invece il caso che i fanatici del Corano stiano applicando i suoi dettami integralmente proprio oggi, nel 21° secolo. Se ne è accorto dall’alto del suo seggiolone?

        • In primo luogo è stato lei ad insultarmi e ad esortarmi (atteggiandosi da grande esperto) e leggere il Corano, dando a intendere che il Corano lei non solo lo ha letto, ma che praticamente lo sa a memoria – quindi forse la spocchia è la sua. Poi: l’unica cosa che predico io (anche se “predicare” non è una parola che faccia veramente parte del mio vocabolario abituale) è calma e razionalità. Se poi certe persone si sentono molto più a loro agio nell’isteria che nella riflessione sono fatti loro. Infine: le dice che mi sta contraddicendo, ma mi dispiace deluderla. Certo che “i fanatici del Corano stiano applicando i suoi dettami integralmente proprio oggi, nel 21° secolo” (o meglio, applicano alla lettera quello cha fa comodo a loro, perché il Corano è, come tutti i testi sacri, zeppo contraddizioni) perché applicare alla lettera è quello che da che mondo e mondo fanno i fanatici di tutte le religioni. E quindi? Ho mai detto che i killer di Charlie Hebdo non sono dei fanatici? Li ho mai giustificati? Visto che lei è in vena di esortazioni (per le quali le sono sommamente grato) mi lasci ricambiare il favore esortando lei, Esimio, Altissimo Berrini, a non farsi trascinare dalla piena di qualunquismo che imperversa ovviamente nel nostro paese in questo momento, ma a riflettere che la situazione è complessa e che una risposta che sia esclusivamente “di pancia” non farebbe che acuire il problema. La lascio anche riflettere sul fatto che in questo paese chiunque non si lasci andare a discorsi semplicistici da bar-sport venga immediatamente tacciato di pretenziosità. Non è un po’ triste?

          • Esortare una persona a leggere il Corano non è un insulto. Se lei vuole mettersi dei cerotti fingendo di essere stato ferito non saprei che dirle. Quanto alla calma ed alla razionalità di cui lei fa sfoggio non credo sia il caso di considerarla nella tragica situazione attuale. Se finge di non saperlo allora le dico che siamo in guerra. Una orrenda guerra dove vengono trucidate delle persone che hanno soltanto espresso il loro modo di pensare. Se a lei piacciono i salotti dove si disquisisce con calma e razionalità li frequenti pure. Io preferisco occuparmi dei problemi di “pancia” che colpiscono le libertà democratiche.

          • Bravo Berrini, ben detto. Scenda in strada con un fucile a pompa e la bava alla bocca e vada in giro a sparare il primo che passa. E’ così’ che si vincono le guerre di civiltà. Che lei preferisse i bar ai salotti era ben evidente. Si tenga in forma Berrini, si tenga in forma.

          • Si vede che lei è proprio un povero intellettualoide che non accetta la critica. Miglior carta d’identità del suo bieco sinistrismo non poteva darla. Quanto a bava alla bocca pare che ne abbia lei in eccesso. Visto che da bravo rosso mussulmaneggiante non accetta il dialogo sulle cose concrete e preferisce esercitarsi in sterili chiacchiere da salotto. Lei fa parte di un passato obsoleto. Quello dell’ipocrisia del culturame rosso che finalmente viene squalificato dalla reale barbarie dei suoi amici, falsi moderati come lei.

          • “radical-chic” “buonista” “intellettualoide” “culturame rosso” “bieco sinistrismo”. Lei dice che io rifiuto il dialogo, ma non fa che tirare fuori gli stessi triti luoghi comuni senza mai rispondere in merito a quello che scrivo (senza opporre nessuna argomentazione logica). Guardi che non è obbligatorio esprimere un’opinione se non se ne ha una. Si rilassi. Io intanto da lei non ho visto nessuna proposta concreta, ma solo una voglia generale di sfogare la propria rabbia sul primo che passa. Guardi che lei è infinitamente meno concreto di me. Quanto poi l’ovvio disprezzo che lei ha per l’intellettuale come figura in generale (nel suo mondo esistono solo gli “intellettualoidi”, qualunque discorso minimamente ragionato è “aria fritta da salotto”, chiunque non è particolarmente propenso alle deportazioni di massa è invece “mussulmaneggiante”) non mi stupisce per nulla, ma mi rattrista sinceramente. Adesso vada a dormire, e la smetta di sbrodolarsi di insulti.

  19. Vivere in un paese dove regna la democrazia e morire per essere un democratico,preferisco vivere da razzista.

  20. egregio crespi ,tutti gli islamici sono fanatici e integralisti (oriana falleci docet) sa perché ? vogliono esattamente tutto quello che abbiamo noi non musulmani (in termini terreni) , compreso i peccati e i peccatori , con i nostri “peccati” si sollazzerebbero e con i ” peccatori” infedeli si purificherebbero. poi farebbero un poco di ramadan per digerire i peccati e i peccatori e ricomincerebbe il ciclo, mi creda siamo gia fuori tempo massimo. per arginarli

  21. Ma no, è ancora presto, aspettiamo ancora di accogliere qualche milione di africani e arabi, diamogli il tempo di ambientarsi, integrarsi. Poi vediamo. Calma, c’è tempo…per crepare ammazzati al grido di Allah è grande. E poi il Papa dice che sono nostri fratelli. Mica vorremo dare un dispiacere a Francesco?

    • Grazie ai compagni cattocomunisti ed a um clero ruffiano e masochista, stiamo perendo le nostre antiche realta´, quando saremo in grado di capire gli errori sara´troppo tardi, in nome di uma pseudo religione , bonista , basta sul terrore e la prepotenza, molto cara ai maschietti e non solo,

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