L’ombra di MafiaCapitale sui musei italiani. Ps. Anna Maria Buzzi non è sorella di Salvatore

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Non sappiamo se davvero Anna Maria Buzzi sia la sorella di Salvatore Buzzi, il ras della coop 29 giugno, uno degli animatori di MafiaCapitale. Lei lo smentisce. Fonti del Mibac confermano la smentita. Sottovoce aggiungono che “è grottesco”, smentire. Ma prendiamo per buona la smentita. Cioè che Anna Maria Buzzi, direttore per la valorizzazione del Ministero dei Beni Culturali, non sia sorella di Buzzi, non sia la stessa persona che – dicono le cronache – raccomanda la figlia a un concorsone pubblico e che poi per ringraziare, parole del non-fratello, si prodighi in un regalo (un orologio Bulgari) al funzionario compiacente. Queste cose, se vere o no, e se saranno tema di indagine o no, verranno stabilite dalla magistratura, compresa l’ipotetica parentela.

Anna Maria Buzzi, direttore generale della direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale
Anna Maria Buzzi, direttore
generale della Direzione per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

Quello che però ci interessa è la funzione (direttore per la valorizzazione) ricoperta dalla dottoressa Buzzi, che è tanto per dire il funzionario di carriera di più alto grado di un ministero allo sbando, dopo una serie di ministri anonimi, e nonostante l’impegno odierno di Dario Franceschini. Anna Maria Buzzi ha sostituito nel ruolo, Mario Resca, manager dal curriculum prestigioso nel mondo dell’impresa, per cui era stata ideata la direzione (governo Berlusconi). Resca subì una campagna diffamatoria senza precedenti, organizzata dall’intellighenzia italiana più sinistra con scontata raccolta di firme, che rimbalzò sui media in tutto il mondo. Resca ha onorato con impegno il proprio incarico per tre difficili anni, malgrado la sua direzione fosse stata svuotata di budget e competenze dal potere della burocrazia e dall’inanità della politica.

Resca – bisogna ammetterlo – ha fatto un grande lavoro con pochi mezzi e pochi uomini, avendo contro lo stagnante universo degli addetti ai lavori. E questo va detto con buona pace di quelli che criticavano la contaminazione dei beni culturali con le moderne tecniche del marketing. Resca è riuscito ad attrarre interessi e aziende, a dare stimoli nuovi. Poi (ministro Ornaghi) è venuta la Buzzi che ha trascorsi con Rocco Buttiglione (era suo vice capo di gabinetto): la direzione è pressoché sparita. A parte qualche scontata attività (la notte dei musei, la festa della donna…), la valorizzazione sta a zero. E siamo pronti a sostenerlo anche davanti ai dati ottimistici che il Mibac offre in pasto ai giornalisti. In pubblica conferenza (Amiex, Torino 2014), la dottoressa Buzzi, davanti a un uditorio internazionale, aveva presentato monocorde alcuni progetti, futuri o in essere, di una pochezza disarmante se confrontati con l’immensità del patrimonio italiano, tanto da suscitare varie perplessità tra gli astanti.

Il sindacato UILBACT ha chiesto al ministro Franceschini che la Buzzi venga sollevata dalla direzione (vedi comunicato). Ovviamente non sappiamo se la UILBACT abbia accertato che la stessa sia o meno la sorella di Buzzi.

Noi intanto aspettiamo sviluppi.