Il ministro Lanzetta vs Nino Spirlì, ultimo atto

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 Signora Lanzetta, 
 
sono felice di averle regalato, come lei stessa dice, la possibilità di essere più visibile. Sono favori fra conterranei, che non costano soldi e danno sollievo.
Delle sue preoccupazioni estive sul sito di Kaulon ho saputo. Mi ha fatto piacere apprendere che ne abbia chiesto conto. Uno sbaffo di penna, del resto, non si nega nemmeno ad un condannato a morte; figuriamoci una lettera dattiloscritta, che richiede solo la firma. 

Sono ancora convinto che la “mia amica Bonomi” sia l’unica sicuramente innocente. Concordo con lei, Lanzetta, che la burocrazia abbia causato più danni delle mareggiate. Ma non posso salvare lei, giasindaca, giarisindaca, della leggerezza nella mancata previsione di probabili futuri danni, guarda caso accaduti.
Quando si ha per le mani una ricchezza come quel meraviglioso sito, le si costruisce intorno un riparo. L’ho sempre pensato e non cambio idea al cospetto d’una ministra. Proprio mentre scrivo, ho ospiti nella televisione che ho fondato e dirigo, la SUD che l’aveva più volte invitata e inutilmente attesa, dei suoi concittadini che confermano ciò che già conoscevo: il suo flebile interesse verso il paese e le sue bellezze. Altre che proloco e convegni! 

Del resto, la collina su cui è costruito il tempio dorico non poteva certo indebolirsi in dieci mesi. Sembra che i primi cedimenti li abbia mostrati proprio durante il suo regno. A cosa rivolgeva, all’epoca, lo sguardo, signora? 

Non continuo, comunque, l’attacco, Lanzetta. E sa perché? Perché non ho la tessera del suo partito politico, né sono seduto vicino a lei al CdM. Tantomeno scrivo su uno dei giornali rossi che la stanno massacrando in queste settimane. Vede, signora, lei, i nemici, li ha in casa. Almeno in quella politica. Non la sopportano. Potessero, si libererebbero di lei prima che lei stessa abbia finito di leggere questa mia risposta. E non è detto che non lo facciano. Dunque, sa cosa le propongo? Venga da noi.
Prenda parte a questo che ci piace chiamare Partito della Cultura. Qui può esprimersi in piena libertà. Perché tutti gli uomini e tutte le donne di buona volontà sono ben accetti. L’importante è che abbiano a cuore le sorti dell’Arte e della Cultura. Lei le ha? Se crede di poter rispondere affermativamente, lasci il posto da Eccellenza (si fa per dire) a qualcuno dei pretendenti filofiorentini di partito e si unisca a noi. Magari saremo un po’ rompicoglioni, ma vedrà che con lei faremo ancora più rumore. E Arte e sua sorella Cultura ne gioveranno. A presto sentirla, Lanzetta. Intanto, ricambio i saluti cordiali. Perché, se le differenze separano, le intelligenze avvicinano. Eccome.
 
Nino Spirlì
 
 

CONTROREPLICA DEL MINISTRO MARIA CARMELA LANZETTA

 
Gentile Spirlì, 
 
Purtroppo  sono costretta a rispondere, scusandomi per il ritardo,  alla sua controreplica ( un “vizio” del giornalisti italiani che vogliono avere sempre l’ultima parola) per chiarire definitivamente, spero, la questione Kaulon; anche alla luce della trasmissione “Rinoceronte” andata in onda nella sua TVSUD, nella quale erano ospiti la Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria dott.ssa Bonomi e il presidente della Provincia Raffa.
 
Lei è molto abile con le parole e le faccio i miei complimenti, ma non l’ha aiutata ad evitare l’evidente arrampicarsi sugli specchi per  affermare sempre e comunque le accuse alla Lanzetta, la quale, per come le hanno maldestramente riferito, non avrebbe “vigilato” e lanciato allarmi sull’erosione, di cui  invece si parla e si conducono studi da molti  anni, perché investe tutta la Calabria, compresa Monasterace. Tanto è vero che la nostra spiaggia  era ridotta ai minimi termini. Ma, attenzione! Perché a dare man forte all’erosione naturale ci pensa anche la mano dell’uomo, soprattutto  dove le spiagge sono state cementificate con  i lungomare di vecchia generazione. Pertanto nel 2008 abbiamo realizzato una prima barriera, il cui progetto era stato avviato dalla precedente amministrazione,  per proteggere l’abitato e per il ripascimento della spiaggia che, a tutt’oggi, è pienamente riuscito. Da quel momento in poi abbiamo continuato a chiedere alla Regione altri finanziamenti per portare a  compimento la protezione di tutto l’abitato adiacente al lungomare fino Tempio, e la Regione ha stanziato 2.500.000€, purtroppo ancora fermi, come pare siano ancora fermi i 100 milioni di euro che la Comunità Europea ha stanziato per evitare la “caduta” di Pompei: tanto per affermare, purtroppo, che la questione archeologica italiana è un dramma.
 
Cosa ha detto la dott.ssa Bonomi nella sua TV? Ha detto semplicemente che la Soprintendenza da tempo monitorava la situazione del Tempio, ma ci sono degli adempimenti burocratici  che bisogna adottare per legge e che certamente non sono adeguati per intervenire in casi di emergenza, in quanto  allungano i tempi in modo spasmodico. 

Veda, Spirlì, accusando la Lanzetta, sicuramente perché mal consigliato (e vorrei escludere  motivi politico-partitici), lei sta in realtà accusando tutti gli archeologi  studenti e professori che hanno partecipato ad una campagna scavi durata 15 anni, ogni estate, senza soluzioni di continuità,  monitorando, fotografando e disegnando il sito archeologico in ogni dove, ri/scoprendo tutti i suoi segreti e i suoi tesori e pubblicandoli in bellissimi libri dalla Normale di Pisa e dall’Università di Firenze: magari, leggendoli, avrebbe l’occasione di approfondire l’argomento in modo scientifico e non per sentito dire, visto che lei è tornato in Calabria solo da qualche anno.
 
La ringrazio per l’invito che mi ha rivolto per entrare nel Partito della Cultura, ma io nella Cultura ci sono da sempre. Adesso ho scoperto con piacere il giornaleoff e lo ribadisco, ma  accetto  che venga chiamato “Partito” solo come provocazione;  ma se si tratta di utilizzarlo per scopi partitico-personalistici non mi trova d’accordo. La Cultura, infatti, non dovrebbe essere un Partito, ma dovrebbe essere soprattutto parte integrante della nostra Identità di Italiani, a destra, al centro e a sinistra.
 
Colgo l’occasione per ricordare di aver avuto il piacere e l’onore di assegnare la cittadinanza onoraria agli studenti della scuola media di Vibo, che, sensibilizzati dagli insegnanti,  hanno raccolto dei fondi per consentire la prosecuzione degli scavi della “stanza dei draghi e dei delfini”. Così come voglio ricordare che fra qualche mese ricorderemo e premieremo il professionista calabrese che ha finanziato il restauro del mosaico del Drago (III a.c.).
 
 
Esempi di volontariato scaturiti dalla sensibilità e dalla conoscenza dei Beni Culturali che la scuola dovrebbe porsi come obiettivo primario.
Per fare un esempio: se fosse per me la Storia dell’Arte dovrebbe essere studiata  in tutte le scuole, licei, tecnici e professionali, fin dalle  elementari: solo così avremo la possibilità di formare Cittadini coscienti del mondo culturale a cui appartengono, per rispettarlo e tramandarlo alla generazioni future.
 
Ps. I “nemici in casa” che “non mi sopportano” ce l’abbiamo tutti, sicuramente anche lei: ma non sono queste le problematiche  che mi preoccupano.
Mi preoccupano invece  tutti gli ostacoli burocratici e speculativi che si oppongono alla salvaguardia e alla valorizzazione del Beni Culturali, con l’aggravante delle  derive politico-personalistiche-corruttistiche che hanno ridotto l’Italia in una distesa di cemento “armato”. 
 
Cordiali saluti 

Maria C. Lanzetta
 

1 commento

  1. Devo segnalare il miracolo al futuro postulatore per la mia canonizzazione: la ministra Lanzetta ha ritrovato l’uso e il piacere della parola!
    Non replico, per evitare di stancare il lettore, ma… 😉

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