Oltre 3 milioni di utenti. Con la cultura dunque si mangia

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Ilgiornaleoff.it è andato on line nel dicembre 2013 con l’ambizione di parlare degli “artisti italiani che nessuno vi racconta”. Un anno dopo i risultati in termini di diffusione sono ragguardevoli: tra gli otto e i diecimila utenti unici al giorno. Quasi due milioni e settecentomila utenti.

manifesto russoSono numeri che segnalano un vero interesse per un mondo che i media spesso snobbano: da questo punto di vista ilgiornaleoff è un caso unico in Italia. Parlare di artisti off significa innanzitutto evidenziare un settore in cui dinamismo, ottimismo, potente vitalità sono presenti anche in tempi non facili. Uno spirito imprenditoriale che, nel mondo dello spettacolo e della cultura,  non si rassegna.

Le eccellenze esistono, e operano all’interno del paese e all’estero, con grinta, progettualità e un pizzico di irriverenza. E spesso hanno successo. Una potenzialità creativa e commerciale da non ignorare.

Ma ilgiornaleoff non è solo questo. Sempre più sarà una presenza nel dibattito culturale italiano. Durante questi mesi abbiamo notato e raccontato un fenomeno che merita una riflessione. Tramontate le ideologie e col ridursi delle sovvenzioni statali, il monopolio di sinistra sull’industria della cultura e dell’immaginario, dal cinema, al teatro, alla gestione dei beni artistici e architettonici, all’editoria, si sta rivelando sempre più un gioco di poltrone inconcludente.

In tutt’Italia la gestione del potere culturale sembra muoversi su coordinate sempre più instabili, e lo segnalano diversi paradossi e incertezze istituzionali a riguardo. Siamo davanti a una crisi. E questo significa, naturalmente, un’opportunità. Lo scopo de ilgiornaleoff.it è  di rispondere a quest’occasione, di diventare un punto di aggregazione per chi ha proposte, progetti, idee. Per chi, piuttosto che sproloquiare sui massimi sistemi, conosce da vicino il territorio e ha progetti per valorizzare strutture, creatività, beni culturali. Anche per chi è convinto della vitalità della tradizione culturale italiana: dall’antico, al cristianesimo, alle avanguardie storiche si tratta di un portato immenso, uno straordinario bene immateriale di cui non si parla mai abbastanza.

 

 

1 commento

  1. Sto leggendo il suo Ars attack. Concordo in pieno sulla sua tesi, anche perché è esattamente ciò che dico da decenni. Sarebbe ora che qualcuno cominci a smascherare le truffe artistiche e culturali. Il quanto al mangiare con la cultura, ripeto quanto ho già scritto sul post di Sylos Labini: Con la cultura si mangia, ma, visto il menu, si corre il rischio di fare una brutta indigestione.

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