il paese delle Madonne abbandonate

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Madonna-557x262-spirlìSono tante. Nella mia Calabria, poi, troppe. E tutte colme di opere d’arte di grande prestigio, le chiese. In queste ultime settimane, giro per città e paesi con la redazione e la troupe di ASSUD, il programma che su SUD, la tv senza bavaglio, si preoccupa di presentare #solocosebelle di questa terra, e le visito tutte. A Seminara, per esempio. Il piccolo centro della Piana di Gioia Tauro ospita nel cuore dei palazzi e delle chiese alcune fra le opere più significative del cinquecento calabrese e le più belle Madonne della diocesi e del Meridione. L’urgenza è tutta negli aiuti che dovrebbero arrivare e stentano a valicare l’Aspromonte. Nella Chiesa di San Marco, un gioiello colmo di gioielli, impera una Madonna del Gagini, statua marmorea cinquecentesca di pregevolissimo valore artistico e storico. Oltre che di bellezza assoluta. Ma chi la conosce? Chi la visita? Chi può estasiarsi al suo cospetto?

E di quella Vergine dei Miracoli, probabilmente del carrarese Mazzolo, anch’Ella di fattura cinquecentesca, altrettanto bella e timidamente imperiosa che riposa nella piccolissima chiesa dedicata a Sant’Antonio al Borgo Pignatari, ne vogliamo parlare? Io sono riuscito solo a commuovermi e a farmi scendere un piccolo fiume di lacrime, affascinato dal divino distacco e dalla calda accogliente maternità.

Due sacre effigi, due esempi dell’omaggio che l’arte e la cultura occidentale hanno dagli albori fatto alla donna, santificandola. Divinizzandola. Giustamente.
Altera, imperante e imponente, la Madonna dei Poveri, regina più antica fra tutte le regine di Calabria, siede sul trono della basilica a Lei dedicata. La statua lignea è la più antica del Meridione, ma il culto e l’ammirazione si rinnovano giorno dopo giorno. Già solo la visita vale il viaggio.

Come per la Madonna del Carmine, di sete vestita e dai capelli veri, donati dalle fedeli di chissà quale tempo…
Sì, vale il viaggio, la visita alle Madonne di Seminara. Ma, soprattutto, varrebbe l’attenzione delle istituzioni e dei benefattori privati.
Perché la Fede e la Bellezza sono sorelle gemelle che non vivono mai separate. E a Seminara hanno casa e famiglia devota.