Stefano Babini: il fumettista gentiluomo

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Nella battuta di spirito nasconde una lotta quotidiana a cui la sua salute lo costringe

StafanoBambini-557x262-cesariniUn artista con la gentilezza nello sguardo. Ironico, spiritoso, arguto. Nella battuta di spirito, nasconde una lotta quotidiana a cui la sua salute lo costringe. Una lotta a colpi di sorriso che invece di chiedere, infonde coraggio e forza in chi ha la fortuna di incrociare il suo tragitto. I suoi personaggi sono autorevoli, occupano la scena con sicurezza e sensualità: emblematiche a tal proposito le illustrazioni che dedica a Corto Maltese. Considerato, non a torto, il degno successore di Hugo Pratt.

Sono gli occhi il motore del suo pennarello. Opere che prendono vita dall’intensità di quello sguardo: un guerriero che si batte con linee, curve e sfumature. Babini è prima di tutto nei suoi fumetti. E’ nell’incontro e nella frequentazione con Hugo Pratt. Nella collaborazione con la rivista Aeronautica. E’ in Attilio Blasi, l’aviatore da lui creato. E’ nel percorso che lo porta a essere parte integrante del team di Diabolik. E’ nel suoi libri, “Cielo di fuoco” e nella sua autobiografia “Non è stato un picnic” per Dada Editore. E’ nella creazione di un manifesto per la Turandot e nella realizzazione di copertine per dischi. Ma è soprattutto il vincitore del XVI Romics d’oro: miglior disegnatore del 2014. Proprio durante il Festival del fumetto, il Romics, tra supereroi e marziani, ho l’occasione di incontrarlo. Un incontro fatto di umorismo, meraviglia, racconti di vita e piccole incursioni tra le sue opere. Folta capigliatura, occhi intensi e una gentilezza di altri tempi. L’ironia accompagna il nostro incontro: Babini gioca con motti e timide beffe per descrivere ogni personaggio con il quale veniamo in contatto. Una persona che quando la guardi riesci a sentirla, tutto è nelle sue illustrazioni: dal cuore agli occhi, dagli occhi al foglio.

La figura femminile è al centro della sua opera, ma Babini va oltre: le regala il podio. Il suo “Paper girls” – Grifo Editore – è un encomio alla bellezza femminile, linee sinuose che tracciano la seduzione di chiome folte e ciglia lunghe. Sono donne che seducono e incollano alla pagina. Babini non celebra la bellezza della porta accanto. Nel pianerottolo della sua pagina transita l’ideale erotico. Il desiderio si fa donna: bionde, rosse, mediterranee trionfano tra mascara e rossetto. L’ammiccamento avviene per trasparenze, il pennarello segue le curve di seni che sussurrano una femminilità tutta da guardare. Il tratto di Babini è incisivo e sensuale, fatto di estro e ironia: disegni che ricordi, ammiri e riconosci. “Ugh” per dirla come l’artista. I personaggi dei suoi fumetti, non chiedono allo sguardo, danzano per la visione. E dopo un “Ugh” e un paio di “Giggle”, Babini si allontana con un pensiero di R.L. Stevenson: “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”.