Quando ambientalismo ed eco-sostenibilità uccidono

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Un film di fantascienza distopica su un futuro dominato dall’ideologia eco-sostenibile
 
Index_ArmocidaE’ arrivato un ufo. Un film di fantascienza italiano girato in Bulgaria, in inglese e con attori internazionali. Molto del merito di aver portato a termine il progetto si deve all’ambizione, all’ostinazione, alla caparbietà, tipicamente giovanili (in questi casi l’anagrafe conta), di Lorenzo Sportiello, classe ’78, nato a Bari e poi trasferitosi a Roma dove si è diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. “Index Zero” è il suo primo lungometraggio che definire ‘personale’ è un eufemismo. Il suo nome lo troviamo, oltre che naturalmente nella regia, nelle musiche, negli effetti visivi, nella produzione e nella sceneggiatura.

 
La storia racconta di un uomo (l’attore inglese Simon Merrells)  e una donna (l’interprete rumena Ana Ularu) che, in un mondo dispotico prossimo venturo reduce da una crisi economica globale, vogliono entrare illegalmente negli Stati Uniti d’Europa per dare un futuro al figlio che lei ha in grembo. Per superare la grande muraglia entrano nei buchi sotterranei come topi e riescono dall’altra parte dalla terra letteralmente come morti viventi. Ma la polizia dell’immigrazione li cattura e li rinchiude in un centro di detenzione temporanea costringendoli alla separazione e in attesa di assegnargli l’”indice di sostenibilità”. Se si raggiunge l’”indice zero” del titolo del film si può rimanere in Europa altrimenti c’è l’espulsione. Per le donne in stato di gravidanza naturale ci sono poche speranze perché non sono produttive come gli uteri artificiali in cui ormai avvengono le gestazioni per non far perdere giornate di lavoro.
 
“Index Zero”, in programmazione in questi giorni al festival romano “Arcipelago” che si chiude martedì, è un’opera sorprendente per la sua potenza visiva e interessante perché sfrutta al meglio il genere cinematografico, qui la fantascienza distopica grande sconosciuta in Italia, per mettere in scena il mondo di oggi in modo molto critico: “Attraverso lo sguardo di due immigrati – racconta il regista – si vogliono raccontare i temi più attuali legati al futuro dell’Unione Europea e alla sostenibilità delle economie e delle genti. Lo stesso concetto di sostenibilità, che è attualmente percepito dal pensiero comune come un valore necessario, lo abbiamo riconsiderato cercando di immaginare cosa succederebbe se fosse portato alle estreme conseguenze”.
 

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