Irene Grandi: “Sono la cattiva ragazza del pop italiano”

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IreneGrandiIntervisteAllora, Irene, iniziamo subito con una domanda brandizzata: ti chiedo di raccontarci un episodio OFF dei tuoi inizi, un aneddoto particolare della tua carriera…

Vediamo… era la mia prima data, a Follonica, nel ’95. Dopo il concerto avevo già esaurito tutte le energie disponibili – perché sai, la prima data, del tuo primo tour, dei tuoi primi dischi… – andai a letto, e il giorno dopo ero completamente tutta scassata e quindi dissi: “Ma come fo io a farne 30, di date? Non ce la farò mai!”. E invece poi, una dietro l’altra, ce l’ho fatta.

“Ma come fo”… viene fuori la tua natura tipicamente toscana! E a proposito di Toscana, hai iniziato la tua carriera proprio esibendoti nei locali della tua terra, con delle band di sole donne…

Era abbastanza originale in effetti, all’epoca soprattutto, essere quattro donne. In realtà eravamo tutte cantanti, ci accompagnavano strimpellando un po’ pianoforte e chitarra due mie amiche, di cui una era Simona Bencini. Però diciamo che eravamo soprattutto un gruppo vocale più che una band. La band era più mista, c’erano anche dei ragazzi.

Com’era esibirsi con un gruppo così pieno di estrogeni? Mi immagino uomini impazziti sotto il palco, tipo “Le ragazze del Coyote Ugly”…

Beh sì, in effetti avevamo un bel pubblico… Abbiamo fatto pochissime date perché formammo questo gruppo abbastanza a ridosso delle nostre carriere rispettive, perché abbiamo cominciato da giovani anche a fare i nostri dischi, avremmo avuto ventuno o ventidue anni, e quindi non abbiamo avuto il tempo di fare molte date. Ne avremo fate quattro o cinque, un po’ breve, come carriera…

Una carriera che è iniziata subitissimo: tu eri giovanissima e avevi dei genitori che non erano molto contenti di questa scelta artistica. Ti danno quattro anni di tempo per riuscire a farcela, e tu nel ’92 – wow – inizi la tua carriera da solista…

Non posso dire che proprio non  mi appoggiassero, perché mi hanno lasciato anche abbastanza fare e poi si divertivano pure loro a venirmi a sentire. Però avevano paura che fosse solo un divertimento, un hobby… Temevano che perdessi anni preziosi di formazione. Ma quando videro che mi impegnavo veramente tanto con Telonio, il mio primo autore, che mi svegliava addirittura la mattina telefonando a casa dei miei genitori tipo alle nove e mezzo – io ero ancora a dormire – e faceva: “Signora, svegli sua figlia, bisogna andare a lavorare!”. Lui era di Modena, per cui era un lavoratore instancabile, come molti emiliani. Questo ragazzo è stato molto prezioso: i miei genitori, quando videro che c’era questo ragazzo più grande che ci credeva molto e che mi stimolava così, mi dettero tutto questo tempo.

E se ti dico 1995?

“In vacanza da una vita”.

Anno decisivo, perché è l’anno del famoso “Bum bum”… quindi l’anno del boom!

Esatto, l’anno del boom: il disco si chiamava “In vacanza da una vita”, perché lì sono iniziate le mie vacanze per una vita, diciamo.

Altro anno fortunato, il 1999, quando Vasco Rossi scrive per te “La tua ragazza sempre”…

Esatto, poi partecipo a Sanremo nel 2000 con quella canzone e arrivo seconda. È stato un bel successo, soprattutto perché quella canzone è diventata un mio must, diciamo un singolo in cui mi riconosco ancora, tutto sommato. È intramontabile.

So che Vasco ti ha dato anche dei consigli molto precisi per sedurre il pubblico…

Lui… Sì, era un amante della minigonna.

Però tu non l’hai messa tante volte la minigonna… Perché?

Beh, in quel periodo l’ho messa di più, quando frequentavo Vasco, perché mi divertiva compiacerlo e se si trattava di una minigonna in fondo non è poi così grave (ride, n. d. r.)

Un bel rapporto, però un rapporto anche fatto di scontri. Perché poi molte scelte le hai fatte seguendo quella che era Irene Grandi e non magari un prodotto figlio di Vasco…

Per forza, perché ognuno deve avere la sua storia. Questi incontri di collaborazione, tra l’altro, sono durati anche a lungo con Vasco, perché poi nel 2003 scrisse per me anche “Prima di partire per un lungo viaggio”, che è stata un’altra delle mie canzoni più importanti e anche un po’ una mia crescita, perché il testo è veramente bello e piace anche ai grandi, piace anche agli adulti.

Ho letto il tuo libro, “Diario di una cattiva ragazza”, che è davvero  molto divertente. C’è una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso: molti giornali hanno ripreso la notizia di questo libro e hanno scritto timidamente “Irene Grandi ammette di aver fumato uno spinello”. Ora, sfatiamo il buonismo tipicamente italiano: se tu beccassi tuo figlio che a 17 anni si fa una canna, che faresti? Te la fumi con lui?

Eh, probabile!

Oh, finalmente! Settimana scorsa eravamo al telefono con Patty Pravo e anche lei parlava della sua vita rockettara, da rock girl in piena regola. Quindi basta col buonismo italiano!

Sì, dai, ci sta! Insomma, è una cosa in fondo naturale, non è come delle altre droghe pesanti. Io faccio differenza tra le due cose.

Invece, quella passione per gli uomini borderline c’è ancora?

Eh, quella è una malattia! Purtroppo non so a che età si contrae… In generale, mi piacciono le persone stravaganti, non troppo convenzionali. Poi sai, spesso gli artisti hanno qualche lato zingaro, piuttosto che un po’ a volte rigido o integralista. Per questo a volte si trovano un po’ ai bordi della società. Spesso i borderline sono persone che hanno tanto da dare, con una ricchezza interiore che quindi bisogna scoprire. Magari ci sono dei lati che non sono effettivamente facili, poi…

Adesso c’è un uomo borderline nella tua vita?

No, a dire la verità non c’è.

Nel senso che ce n’è uno sano di mente completamente o sei single?

Sono un po’ indecisa su questa risposta perché è un momento un po’ difficile…

Allora perdona la domanda indiscreta… Pochi giorni fa, leggevo su una rivista dell’amore scoppiato tra la Celentano e Simona Borioni, che non so se sai, è un’attrice italiana, ed è una relazione con tanto di benedizione di Adriano Celentano. Tu ti innamoreresti mai di una donna?

Non mi è mai capitato. Però quasi le invidio, le donne che si innamorano fra di loro. Penso che sia un’ulteriore ricchezza che puoi  sperimentare nella vita, quella di avere un rapporto più profondo con qualcuno del tuo sesso. Che poi appunto magari ho avuto delle carissime amiche, delle donne con cui fra donne ci si intende magari su delle cose e ci si capisce su delle cose che magari gli uomini fanno più fatica a capire. Il rapporto fra donne penso sia molto intenso e molto profondo.

E se ragionassimo per assurdo, c’è una donna famosa di cui potresti innamorarti? Qualcuno che potrebbe attrarti anche a livello intellettivo…

Mah… non mi è proprio mai capitato di avere  un’attrazione… forse Sade. Perché in qualche modo è stata la mia maestra di quando ero piccola e ho sempre ammirato la sua classe e il suo modo di stare nello show business senza  mai esagerare, tenendo anche molto la sua vita privata, non facendo troppa pubblicità, troppe interviste e troppe cose, ma sempre lavorando sulla sua linea e non essendo proprio la persona più commerciale tra le artiste ad avere così tanto successo. Insomma, per me è una outsider, ed è una cosa bellissima, secondo me.

Siamo d’accordo su troppe cose, Irene… senti, invece credo da Barbara D’Urso una volta hai detto: “Mi è sempre piaciuto fare sesso, anche senza amore. Non ho pudori, non ho ipocrisie, non ho freni”. Allora, a questo punto ti chiedo: qual è la trasgressione più spinta che hai avuto o che avresti?

Non lo so… niente di particolare poi alla fine, ma può capitare che magari in un giorno può anche succedere tutto con una persona se c’è la situazione giusta, l’atmosfera e il momento in cui siamo liberi tutti e due… Insomma, per me è già abbastanza spinta l’idea di concedersi in pochissimo tempo, ecco. Questa potrebbe essere la cosa che mi è capitata.

Quindi la classica sveltina…

No, non sveltina, magari anche una vera… Cosa seria, però fatta magari una volta in un giorno e poi non ci siamo più visti.

Ah, ok, quindi la classica botta e via.

Sì, ecco, la classica botta e via.

Ma tu andresti agli Eurovision con gli hot pants di Emma Marrone?

No. Direi di no, visto che son finiti su tutti i giornali gli hot pants invece che magari la tua musica!

Erano abbastanza… abbastanza audaci. Quindi insomma… hanno destato abbastanza scandalo.

Beh, devo dire che ultimamente le cantanti si spogliano parecchio volentieri, specialmente quelle internazionali. Insomma, non è neanche giusto guardare troppo con scandalo Emma Marrone, perché sinceramente allora che dire di… Adesso mi sfugge il nome… “Umbrella”, no?

Ah, Rihanna?

Rihanna. Fa dei video che praticamente se non è nuda… Non lo fa il video. Ecco, eviterei questa emulazione, se fossi una giovane cantante bella. Lascerei stare.

Ultimamente anche Anna Tatangelo sta strizzando un po’ troppo l’occhio a certi miti americani… Si sta un po’ snaturando anche lei, forse?

Non lo so, perché lei la seguo meno. Ho visto che ha fatto per dire una pubblicità di vestiti e che comunque è molto bella e tutto quanto, però insomma… Osare proprio troppo, visto che per noi donne la bellezza e l’immagine è molto importante…Non lo so, a me non piace tanto l’idea che per una donna debba essere necessario spogliarsi per essere bella, per essere attraente e per fare in qualche modo successo. Cioè, insomma, è un po’ triste.

Dimmi una cosa che non rifaresti, se potessi tornare indietro… Tipo la corista in “Brutta” di Canino la rifaresti ancora?

(Ride, n. d. r.) beh, ai tempi dell’epoca sì, perché era l’unico posto dove mi pagavano! Si facevano le serate, si prendevano 30 o 40 mila lire… e si ricordava con Saverio, che è il mio musicista di adesso, con cui sto facendo la tournée e con cui suonavamo negli stessi locali, e  ci dicevamo: “Ma a te quanto ti pagavano? A me trenta, a te quaranta…  ma pagavano di più? Bastardi, non lo sapevamo! A noi sempre quaranta!”

Ma, riprendendo parole tue, se Enrico Letta è pop, Renzi e Grillo come sono?

Non lo so,  Grillo… direi più punk.

E Renzi come lo vediamo? Visto che sei anche toscana…

Renzi è il cantante di Sanremo!

Ma parlando invece di progetti attuali e futuri, che cosa ci puoi anticipare?

Sto partendo per questa bella tournée acustica che debutta al bioparco ZOOM Torino ad agosto: infatti, quest’anno ci presenteremo in posti un po’ diversi dal solito e dalle grandi piazze, più piccolini e raccolti, proprio per fare una scelta musicale diversa e incontrare un pubblico meno sull’onda del grande successo, un pochino più affezionato, e dargli la possibilità di vedermi un più da vicino con una formazione un po’ particolare. Dopo, per l’anno nuovo ho intenzione, se tutto va bene, di uscire con l’album. Che dire, è bellissimo quello che stiamo facendo. Mi piace tanto perché ho anche lavorato abbastanza alle idee musicali e ai testi e quindi mi sento molto coinvolta in questo nuovo lavoro, curato forse un po’ più del solito a livello di composizione. E poi, avendo una nuova squadra veramente ci sarà un’evoluzione: sempre tenendo conto del mio passato, ma un’Irene nuova. Come sempre tento di fare quando faccio un nuovo lavoro.

L’ennesima svolta… allora aspettiamo questo album e prima di salutarti ti do la possibilità di rimediare a un tuo rimpianto: so che se tu potessi tornare indietro incideresti la cover che poi invece fece Elisa e quindi ti chiedo per tutti gli amici del giornaleOFF se ti va di intonare a cappella “Almeno tu nell’universo” della grande Mimì…

Tu… tu che sei diverso, almeno tu nell’universo… non cambierai e per me per sempre sarai sincero e mi amerai davvero di più, di più, di più…

Grazie mille, Irene Grandi!