Bentornata TOCQUEVILLE.IT , la città dei liberi

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L’aggregatore di pensiero del Centrodestra rinasce per dare voce a tutte le culture: da quella liberare a quella conservatrice, passando per radicali, cattolici, turbo capitalisti… Per una nuova “città dei liberi”

tocquevilleGianPaoloRossiEra il 2005: internet entrava in una fase di seconda espansione, la politica non aveva capito la forza simbolica della rete e i social-media non erano ancora diventati il pane quotidiano dell’informazione; fu allora che un manipolo di giovani intellettuali fondò una città. Ma cosa c’entra una città col web? C’entra perché – spiegava Manuel Castells – “la rete non è una realtà virtuale ma una virtualità reale”; e poi perché fu fondata proprio una città (seppure online): si chiamò Tocque-ville, “la città dei liberi” e prendeva il nome da uno dei padri del pensiero liberale.

In breve, divenne uno degli spazi più straordinari di nuovo linguaggio della politica. In pochi anni raccolse oltre 3.000 blogger che macinavano contenuti, idee, visioni e progetti; la piattaforma arrivò ad avere un numero di lettori pari a quello dei grandi quotidiani; raccolse le più svariate culture politiche dell’allora Centrodestra: liberali, identitari, cattolici, laici riformisti, radicali ma anche jüngeriani alla ricerca del bosco, pensatori del conservatorismo più innovativo, futuristi e dannunziani, hobbit, anarco-capitalisti.

Provarono a copiarlo, ma con scarsi risultati perché l’anarchia creativa era generata da quel sano individualismo libertario che la sinistra non ha nel proprio Dna. Tocqueville fu un’esperienza politico-culturale così interessante da diventare una case history: fu emulato in Spagna e Francia. Poi la crisi. I partiti di Centrodestra e le loro ottuse classi dirigenti non si resero conto di quale strumento avevano tra le mani per provare a spostare l’immaginario di un paese ancorato alla muffa del cattocomunismo. La città dei liberi fu boicottata. Alla fine, lo spirito volontario si esaurì, la città venne abbandonata.

Oggi due dei pionieri di allora (Andrea Mancia e Simone Bressan) l’hanno riaperta come una città di frontiera in attesa della costruzione della ferrovia, come un villaggio di minatori che deve ritrovare la vena aurea perduta, la crisi del centrodestra riporta con sé nuove energie. Tocque-ville.it è tornata per raccoglierle.