Il Faust in salsa Burlesque? Si può!

0
156

Massimo Di Michele porta in scena un rifacimento marlowiano di Carmelo Bene e Franco Branciaroli

di Maria Lucia Tangorra

Non è mai facile rapportarsi con i “grandi”. Tremano i polsi sia a chi cerca di mettere in scena uno spettacolo che è entrato nella Storia del Teatro sia a chi ne deve scrivere, eppure, quando il risultato è il Faust Marlowe Burlesque diretto da Massimo Di Michele ben venga!

Presentato in prima assoluta come inaugurazione della stagione Nuove Storie organizzata dall’Elfo Puccini di Milano, lo spettacolo è stato rappresentato soltanto nella stagione 1975-76 da due artisti illustri: Carmelo Bene e Franco Branciaroli. Il testo che Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti han scritto per loro è assolutamente rispettato, ma al contempo Di Michele (in veste anche di interprete) e Federica Rosellini lo adattano sui loro corpi e sulle proprie voci che ora si moltiplicano, ora si fondono, ora fan silenzio, ora echeggiano.

Con rispetto parlando nei confronti dell’originale, potremmo dire che l’opzione di attore/attrice rafforza ancora di più l’ambiguità insita nel testo: lui è il dottor Faust, spesso parla di sé in terza persona, ma diventa anche altro/altri; lei si confonde con Faust, per poi assumere diverse sembianze tra cui il diavolo Mefistofele o una donna quasi angelica come la Catherine di “Cime tempestose”. Il bianco e il nero non sono più solo appannaggio di un uno dei due personaggi, entrambi sono bene e male, sia l’attore che l’attrice sono maschile e femminile insieme, sfumature di un’anima.

Dal buio della sala emerge un’entità, deriva da storie già scritte che talvolta si riconoscono (vedi le parole dal romanzo di Emily Brontë o dal “Doctor Faustus” di Christopher Marlowe), in altri momenti sembrano riaffiorare a caso, chissà, forse da un immaginario collettivo inconscio. Man mano che la resa dei conti si avvicina per Faust – e non solo, attraversiamo i vari colori che intercorrono tra il bianco e il nero (merito anche delle luci di Alessandro Carletti e dei magnifici costumi di Alessandro Lai). Nel gioco di rimescolamento delle carte veniamo traghettati verso la fine tra leggerezza, soavità e tragedia.

In questa pièce la scena è minimalista, ci son alcuni elementi significativi come la terra, ma a creare immagini sono i corpi dei due interpreti, talvolta inseriti in un gioco del doppio grazie ai puntamenti delle luci. Faust Marlowe Burlesque diverte per il taglio, appunto, di burlesque e ci fa viaggiare, a passi di parole, in un’altra dimensione, in bilico tra terra e inferi, in quel “non-luogo” che è il palcoscenico, lì dove tutto può accadere.

 Dal 30 ottobre al 9 novembre 2014, al Teatro Elfo Puccini di Milano 
Faust Marlowe Burlesque, di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, regia di Massimo Di Michele