Diana Del Bufalo, elogio dell’autoerotismo

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Fa l’apologia delle donne avventuriere e biasima la ceretta intima. Chi è (e cosa fa) la cantante più politicamente scorretta, e cliccata su youtube

DianaDelBufaloCi sono le nonne “comuni” che ti insegnano a preparare le lasagne al forno, un evergreen per conquistare un uomo e trovare marito, poi c’è la nonna di Diana Del Bufalo, 85 anni, che invece dispensa consigli e tecniche tantriche sull’autoerotismo. A quanto pare nozioni così viziose da spingere sua nipote, voce “stonata” del web (non di certo per le sue capacità vocali, ma per i contenuti ironicamente scomodi delle sue canzoni) a scriverci un pezzo, “La notte”, vera celebrazione del sesso fai da te.
“La masturbazione è una cosa totalmente naturale, esiste anche nel mondo animale e quindi non bisogna imbarazzarsi – racconta Diana con un’enfasi coinvolgente, la stessa che traspare nei suoi video/perfromance – L’ispirazione me l’ha data mia nonna che è vedova da qualche anno e parla continuamente di questo argomento. Io ora non so cosa faccia quando è da sola, probabilmente ci dà dentro pesante, però è vero che a tutte le età si ha sempre voglia…”

DIRE QUELLO CHE LE DONNE (DI SOLITO) NON DICONO

Lei che è diventata una piccola star dando voce a ciò che le donne non dicono, urlando quello che per buon costume si preferisce mettere a tacere, mostrando quel lato inconfessato del fascino femminile “Nelle mie canzoni non c’è nessuna rabbia, è un modo per sdrammatizzare. Spesso vengo criticata da molte ragazze che mi definiscono vergognosa, non hanno capito invece che io voglio esaltare l’immagine della donna elevandola allo stesso piano degli uomini. Prendiamo ad esempio la mia canzone Delfina, ‘Delfina ha voglia di cazzo’… ma perché chi non ce l’ha? Noi come la controparte maschile abbiamo degli istinti sessuali”

Delfina stereotipo della ragazza che ritrova l’autostima, dopo aver detto addio ai carboidrati, e decide di lanciarsi nella giungla di “singlelandia” a caccia dell’uomo dei suoi sogni, o al massimo del diversivo post serata. Una storia che potrebbe sembrare autobiografica ma che invece non lo è “In verità non sono io la protagonista ma una mia amica. Naturalmente mi sono solo ispirata a lei, non si tratta di un’assatanata”.

“FACEVA CALDISSIMO, ERO A LETTO E MI SONO TOLTA LE MUTANDE”

Un irriverente esasperare, che celebra difetti ed imperfezioni, quella naturalezza che trascende i rigidi clichè che vogliono l’universo femminile omologato a canoni di bellezza troppo severi, spesso irraggiungibili, come succede ne La foresta “Era una notte d’estate faceva caldissimo, ero a letto e mi sono tolta le mutande. Mi sono guardata ed ho pensato che avrei dovuto sistemare il pelo, poi però mi sono detta ‘Perché devo essere uguale a tutte le altre? ’E mi è venuta di getto la canzone. Mia madre quando l’ha ascoltata mi ha suggerito ‘Tesoro non ti far crescere le ragnatele però’…”

E pensare che a far conoscere Diana al grande pubblico è stato in principio un format che più nazional popolare non si può, Amici di Maria De Filippi, un universo agli antipodi che le ha dato modo di riconoscersi e reinventarsi “Sono passati quattro anni dal programma e mi sono resa conto che non ero ancora matura per fare la cantante. Non avevo la tecnica vocale, sono migliorata tantissimo rispetto ad allora. La tv è totalmente diversa, il web mi ha permesso di esprimermi liberamente e mi ha dato una chance laddove la discografia mi ha voltato le spalle”

Una scelta coraggiosa che l’ha trasformata anche in un bersaglio facile per gli addetti ai lavori che non hanno condiviso il suo modo di fare musica “Molti mi hanno accusato di scrivere certe cose solo per rincorrere il successo, tipo quella stronza di Mara Maionchi che non ha capito nulla di me. Un giorno ha insinuato che io cantassi questo tipo di canzoni solo per farmi notare giudicando il mio lavoro in pubblico”
La stessa “Mamma Chioccia”, Maria De Filippi, pare essersi dileguata senza esprimere commenti sul percorso “radical beat” intrapreso da Diana dopo la sua scuola, ma poco importa.

Parlando infine di progetti discografici rivela che qualcosa in cantiere c’è “Stanno pensando di fare un album con dei miei pezzi seri. Vorrei far vedere anche un altro lato di me perché è possibile. Non confondo il pubblico. Il pubblico vuole tutto, io sono di sua proprietà. Ho delle canzoni bellissime e due musicisti che mi seguono, entrambi hanno suonato con i Take That, Steve Palmer alla chitarra e Phil Spalding al basso, sono fenomenali”
Di certo il talento non le manca (e già ce lo ha dimostrato con il brano BBee Beep ma il suo dissacrante strimpellare resta senza dubbio quel tratto distintivo che conquista e non delude, un girl power politicamente scorretto che detronizza il gentil sesso dal solito banalizzare, restituendogli dignità e carattere.

photo: Elle Carrano 

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