Riccardo Guasco, tratto morbido e anima vintage

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Guasco Il disegnatore piemontese innamorato di balene e biciclette

Ci sono case altissime, grandi cetacei e cappelli anni Quaranta. Si cerca Lucio Fontana dietro i suoi tagli e il caffè si beve macchiato Calder, nei lavori di Riccardo Guasco: piemontese, classe 1975, tratto morbido e anima vintage. Innamorato delle biciclette e delle balene, che disegna senza averne mai vista una.

Tra Picasso e Charlie Chaplin, tra Dudovich e Bruno Munari, i segni particolari di Riccardo Guasco – in arte Rik – sono le linee semplici e il calore cromatico: «Mi piace prendere spunto da tutto quello che mi circonda, basta guardare qualcosa in maniera diversa e subito ti dà idee che non avresti mai immaginato».

Art director, scultore e insegnate, dopo la scuola d’arte e l’accademia Rik ha disegnato soprattutto per passione, sperimentando in libertà tecniche e forme. Solo da quest’anno ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al mestiere di illustratore.
Il supporto prediletto di Riccardo Guasco è il manifesto, con cui vorrebbe trasformare le strade in gallerie a cielo aperto che educhino i passanti alla cultura visiva: «È uno dei supporti più bistrattati e sottovalutati degli ultimi tempi. Con il manifesto, un artista ha la possibilità di esporre la propria opera a uno dei pubblici più vasti e disomogenei a cui possa mai aspirare: la gente che vive la città». Noi speriamo proprio che ci riesca.

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