Il cinema italiano invade il London Film Festival

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hungry-hearts-557x262-maiuccaroDopo le migliaia di cervelli in fuga che ha accolto negli ultimi anni, Londra si prepara ad ospitare quest’anno a decine di cineasti italiani al London Film Festival (8-19 ottobre). Si tratta di uno degli eventi culturale più prestigiosi d’Europa che, giunto alla sua 58esima edizione, ha assunto nel corso degli anni un ruolo sempre più preminente nel mercato cinematografico internazionale. Direttamente dalla Mostra del Cinema di Venezia arriverà il trio italiano del concorso formato dalle Anime Nere di Francesco Munzi, gli Hungry Hearts di Saverio Costanzo e Il Giovane Favoloso di Mario Martone. Dalle Giornate degli Autori gli inglesi hanno scelto I Nostri Ragazzi di Ivano De Matteo, ispirato al romanzo La Cena di Herman Koch, con il cast formato dalle coppie Lo Cascio/Mezzogiorno e Gassman/Bobulova. Le ottime critiche ricevute dalla stampa estera (vedi la recensione sull’Hollywood Reporter), dopo l’anteprima del film a Venezia, hanno sicuramente giovato al regista romano.

Gli anglosassoni non sottovalutano neanche l’importanza dei cortometraggi, ai quali dedicano una corposa sezione. Saranno i corti del film collettivo 9×10 Novanta, che omaggia i novant’anni dell’Istituto Luce con immagini inedite spesso usate in relazione con i grandi temi d’attualità, a precedere la proiezione dei film italiani in rassegna. Inoltre, mentre Fabio Scacchioli e Vincenzo Core faranno vedere il loro corto sperimentale No More Lovely Nights, promette bene A New Family, esordio alla regia di Simone Manetti, montatore de La Prima Cosa Bella di Paolo Virzì, girato in Cambogia. Oltre alle novità veneziane, il London Film Festival rappresenterà un’ulteriore occasione di visibilità per Smetto quando voglio, opera prima di Sydney Sibilia, soprannominato il “Breaking Bad italiano”, che ha così tanto sorpreso ed entusiasmato in patria.

Gi inglesi stessi ci omaggeranno poi tramite le immagini del documentario di Mark Cousins 6 Desires: D.H. Lawrence and Sardinia, che ripercorrerà il viaggio dello scrittore de L’amante di Lady Chatterley in terra sarda. La City ha da sempre riservato grande attenzione al cinema del Belpaese, come dimostra la rassegna Made in Italy che si tiene ogni anno in primavera per promuovere i film italiani di richiamo e l’incontro tra il pubblico britannico e le star nostrane. Le numerose opere italiane che verranno presentate al London Film Festival quest’anno indicano un progressivo distacco da quella provincialità che da dieci anni a questa parte viene imputata al nostro cinema e una maggiore attenzione alla distribuzione internazionale da parte dei nostri produttori. Segnali di ripresa incoraggianti che fanno ben sperare per il futuro della nostra industria cinematografica, ancora troppo ancorata alla memoria di chi l’ha resa grande.