Auguri Sofia: se la bellezza e la classe non hanno età

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Oggi la Loren festeggia i suoi splendidi 80 anni. Icona sexy del cinema italiano, attrice raffinata, donna stupenda

Sofia LorenVenerdì 5 settembre 2014. Tutti a Forte dei Marmi nella villa di Andrea Bocelli per la Celebrity Fight Night, e per omaggiare lei, alla vigilia di una ricorrenza importante. Tutti: John Elkann, John Legend, Lionel Richie, Ronnie Dunn, David Foster, Reba McEntire. Ma, nun ce sta nient’a ‘ffa, Sophia è Sophia.

Quando è arrivata, per la cena organizzata in suo onore dal padrone di casa, è stato delirio. Ero al pianoforte accanto a Legend, e improvvisamente un interminabile applauso ha fermato quella magia musicale. «Sophia, Sophia!». Americani e italiani, tutti ad acclamarla. E lei, bellissima, vestita di bianco,  si è fatta largo fra gli invitati, alzando il braccio con quel suo piglio tutto napoletano.

Orgoglio e passione, film di S.Kramer che nel 1957 l’ha voluta accanto a Cary Grant e Frank Sinatra, ma anche sua sintesi perfetta.

Ne è passato di tempo da quando la madre della ragazza di Pozzuoli sognava di diventare Greta Garbo. Perché tutto parte da Romilda e dal sogno infranto di diventare attrice. Sogno per cui lotterà invece Sofia, per tanti anni soprannominata dalla fame e dalla guerra “stuzzicadenti”. Uno stuzzicadenti “bello da far resuscitare i morti” al punto da essere battezzato per il debutto sui fotoromanzi Sofia Lazzaro. 

Σοφία, una parola antica che significa saggezza, chiave di un successo fatto anche di incontri voluti dal destino.

Vittorio De Sica, il regista che più ha creduto nel suo istinto così lontano da ogni tecnica, e a cui è bastata una chiacchierata per dire: «Sofì, sarai la pizzaiola de L’oro di Napoli». Il regista che ha saputo tradurre in talento quell’infanzia difficile e senza padre.

Un padre trovato in Carlo Ponti. Non solo il produttore, ma soprattutto l’uomo “scelto” per la vita. E tutta la vita di Sophia è costellata di scelte, che l’hanno vista per 80 anni sempre fedele alla propria opera.

Ha incontrato sulla scena gli occhi degli attori più grandi del mondo. Fra i tanti premi, ha collezionato due Oscar e persino un tributo dell’Academy. Ha scontato una pena ingiusta per evasione fiscale con diciannove giorni nel carcere di Caserta, è volata in Somalia per attirare l’attenzione sul dramma della popolazione provata dalla carestia. Sophia non si è risparmiata nulla, mai.

Ha voluto con tutta sé stessa la carriera, Carlo – nonostante fosse già sposato e questo costò l’accusa di bigamia-, la maternità. Sophia è l’emblema della forza di volontà, della determinazione, della vita. Una madre universale, un modello, una filosofia.

È mezzanotte passata, siamo al dolce. Bocelli canta O’ sole mio. Sophia, “simbolo d’Italia”, è al tavolo, mani giunte, e ascolta commossa l’inno della sua Napoli, della sua storia. Chiude gli occhi, li strizza con la stessa classe vista in tanto cinema. E piange. Mi avvicino per darle la buonanotte, e salutarla. Le prendo le mani. I suoi occhi immensi e verdi hanno un velo di malinconia, dal sapore di una vita morsa con coraggio, vissuta. Ripensa di sicuro al suo mare, alla casa di Via Solfatara 5 a Pozzuoli, al trenino azzurro che l’ha portata al provino per Quo Vadis a Cinecittà, a Miss Italia, all’inizio di quella fiaba che deve a se stessa. Perché è così.

«Sono convinta che la determinazione sia la chiave per sognare anche la luna, con buone possibilità di arrivarci». È vero. E tu quella luna l’hai conquistata, Sophia, e oggi brilli più di lei. Tanti auguri, e grazie.