Un’ammaliante madrina a Venezia

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L’attrice toscana tra cinema, teatro e moda

di Domenico Marcella

 

Osservando Chiara Francini si viene presi dal dubbio: perché nessuno le abbia ancora offerto il ruolo da protagonista in un film sulla vita della marchesa Luisa Casati. Ciò che accomuna l’attrice toscana alla dama dannunziana non è soltanto il candore naturale della pelle e lo sguardo drammaticamente vivace, ma la leggerezza mai superficiale del pensiero.

Tutti pazzi per Chiara Francini? Sì, perché dopo i primissimi minuti d’incontro si viene travolti anche dalla sua colta simpatia. La si guarda, dunque, come si fa con un dipinto – magari quello che Boldini dedicò alla marchesa – per carpirne tutto ciò che vuol rappresentare. “Mi piacerebbe molto interpretare Luisa Casati. Ho già fatto un salto nel tempo nell’ultimo film di Alessandro Genovesi nel quale – se pur ambientato ai giorni nostri – sarò un’attrice di una soap opera che si svolge nel ‘700. Per buona parte del film indosserò gli abiti di ‘Marie Antoinette’ di Sofia Coppola”.

L’estetica non è una croce, ma una delizia: “Ho un rapporto proficuo e sereno con la moda, che va dal red carpet alla vita privata, perché è necessario portare avanti una coerenza stilistica dall’inizio alla fine”. Rafforzando l’antico connubio tra moda e cinema, Chiara Francini si dichiara soddisfatta del suo rapporto con Dolce&Gabbana “La loro visione di donna ha creato una mia identità» Un sodalizio nato per caso: «La prima sfilata alla quale ho assistito era loro. Mi avevano proposto di fare un cammeo in una foto, ma dopo il primo scatto hanno deciso di inserirmi in tutta la campagna pubblicitaria”.

Il made in Italy? “Siamo il Paese del bello. Ho un fidanzato straniero convinto di non aver visto la vera bellezza fino a quando non è venuto in Italia. Abbiamo un estro che, nonostante le situazioni in cui versiamo, è un motore sempre attivo. La moda è espressione massima delle creatività: è impregnata di storia, è un microcosmo che favorisce il benessere della nostra economia”.

Icona di stile? Monica Vitti “Un’attrice completa e versatile che va da Antonioni a Sordi. A novembre sarò per tre settimane al teatro San Babila di Milano con “Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg, diretta da Pietro Maccarinelli. Un ruolo difficile – scritto per Adriana Asti – portato sul grande schermo proprio dalla grande Monica Vitti”. Tutti pazzi per Chiara Francini? Non si può non esserlo.

04/09/2014