Elio Germano troppo spesso alza il gomito

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Leopardi si rigirerà nella tomba. Non tanto Giacomo, quanto Monaldo, il padre conte di idee alquanto conservatrici.
Elio Germano nei panni svestiti di Giacomo, gloria nazionale, morto di “cacarella” (e per questa battuta, quando non si scherzava, fu chiuso Omnibus di Leo Longanesi)… Elio Germano che scende a Venezia e saluta i giornalisti col pugno chiuso nun se po’ vedè, a parte che alza a mo’ di martello il braccio sbagliato (quasi da massone), a parte questo, ma manco al Valle ex okkupato tra compagni ci si saluta più così. E non lo stiamo dicendo per i 16 milioni di morti appurati del comunismo sovietico, non solo per questo, che pur imporrebbe un minimo di buon gusto, non per tutte la menzogne scaricate nel Novecento da una ideologia che tutti volevamo buona, “peccato che sia stata applicata male” (in Cina una trentina di milioni di morti, in Cambogia, in Corea…), non solo perché oggi perfino Bertinotti riconosce l’errore e si professa “liberale”…

Leopardi in mano a Germano e un come affidare l’edizione critica di Heidegger a Fabio Volo. Vista l’ottima immedesimazione per cui a Venezia lo hanno applaudito, ne potrebbe uscire un poeta rivoluzionario che in carrozza vagheggia Che Guevara e al posto di “Silvia rimembri…”, urla “El pueblo unido”.

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Ma a parte le quisquilie, Elio Germano alza il gomito spesso, sempre il destro (lo fece già a Venezia, lo rifece a Cannes) e non va per questo biasimato, probabilmente si tratta di un suo modo di salutare, una sorta di tic, di riflesso pavloviano di un ragazzo appena trentacinquenne che dall’eta di dodici recita con successo e il successo come si sa, dà alla testa.

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3 Commenti

  1. Il comunismo non c’entra niente, il pugno chiuso con la mano destra è simbolo di vittoria. Vedete comunismo dappertutto, curatevi

    • Infatti come spiegavamo nel pezzo sembra più un tic ( o un gesto massonico) che una reale apologia di dittatura.

      • Giusto, ma in tal caso non vi sarebbe motivo di rispolverare dal dizionario parole quali ”compagni, comunismo sovietico, Cina, Corea, Bertinotti” ed infilarle a caso in un articolo di cinema, conosciamo benissimo i danni causati dal totalitarismo comunista.

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