L’arte si gode a tavolino…

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tavolini-557x262-spirlìNo, ma certo! Castighiamoli! Boicottiamoli! Rendiamogliela proprio difficile la visita alle piazze, ai monumenti, ai palazzi, ai musei. Sai quanto saranno contenti, i turisti. Quelli con l’argent. Quelli che due, tre pizzette e un’aranciata se le comprano pure. Certo, lo fanno se trovano un tavolino su cui poggiarle e due tre sedie su cui riposarsi. Magari all’ombra di una tendina tirata. Sotto alla tettoia di una verandina con qualche pianta rampicante che, pur dal vaso, rende quanto un giardino botanico. Insomma, quell’angolino di fresco in cui godere della bellezza della nostra architettura, della scultura, o anche solo (e non è poco) dei miracoli dell’urbanistica.

Eppure… Ordinanze e sentenze sono tutte contrarie ai tavolini di bar e locali che incorniciano le belle piazze d’Italia. I vigili multano, i giudici condannano, i proprietari si impermaliscono, le saracinesche si abbassano. I turisti si sfiancano, sudano, tornano a casa. E non ci vengono più. E, al posto loro, ci toccano quelli con le borracce e i sandwich in busta sottovuoto. O, peggio, con le lattine. E tante care cose alle visite intelligenti e informate. Per colpa di un metro quadrato. Chiaramente, miopia italiana. Perché, poi, vai a Capoverde o Parigi, Berlino o St Tropez, Londra o Vienna e li trovi tutti a naso in aria, alla ricerca del sole o del cornicione da fotografare, seduti comodi sulla poltroncina del cafè in attesa di un Kyr o di una birretta, delle palle di Mozart o di una fetta di Sacher e un latte caldo con cannella e zenzero… Felici di rimpinzarsi, considerata la scarsezza di stimoli architettonici rispetto al patrimonio artistico del Belpaese.

Ah, masochismo brevimirante italiota! Capisco che sia importante fargliele pagare, le tasse di occupazione di suolo pubblico, ma, santiddio, cum grano salis. Perché se cominciamo dai tavolini, poi passiamo alle edicole dei giornali e dei fiori, poi arriviamo a tassare le scarpe dei venditori di palloncini, alla fine ce le guardiamo da soli, le ricchezze del rinascimento. Dagli schermi delle televisioni. Ché tanto, noi, quando le alziamo le chiappe per girarci la penisola? E, allora, non sarebbe meglio desistere, ogni tanto? A me, piazza Navona coi tavolini piaceva tanto. E ce li metterei anche a piazza di Spagna, a piazza Farnese, e anche a Firenze, e a Venezia, sospesi sulla Laguna, e a Bologna e Milano. A Verona come a Palermo, Catania e sul lungomare di Reggio Calabria. Perché se non lo incentivi, il turismo, hai voglia ad avere palazzi e statue. Di solo Colosseo non si mangia. Lo sanno bene i furbacchioni stranieri che seminano seggiole come fossero chicchi di grano… E hanno solo la tour Eiffel…