Come sono tirchie (e snob) le celebrità nostrane

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littizzetto-557x262-sambrunaAl povero manca il pane, all’avaro manca tutto. Tranne la fama, in molti casi. Più si è vip, più si è ricchi e, com’è noto, più si è ricchi più mettere mano al portafogli comporta quasi dolore fisico. O forse no. Ma perché provarci, o peggio perseverare, rischiando magari di schiattare di crepacuore? Ultimamente la tirchieria delle celebrità nostrane riempie le prime pagine dei quotidiani e le vostre bacheche Facebook, in quest’ultimo caso con un diluvio di link corredati dall’esplicita didascalia “Vergogna!”. Nessuno o quasi ha perdonato a Luciana Littizzetto i miseri cento euro sventolati nel video della sua doccia ghiacciata, la viralissima Ice Bucket Challenge. Vista l’esiguità della cifra devoluta alla ricerca contro la Sla, dopo i cubetti di ghiaccio sulla sua testa sono caduti improperi di ogni tipo. Hai voglia poi a dire: “Non sono tirchia, ho solo seguito il regolamento americano della sfida” come se nessuno avesse una connessione internet per verificare quanto non ci siano limiti monetari alle donazioni, nemmeno nella patria d’origine delle secchiate ghiacciate.

STING, “SIMPATICO COME LA SABBIA NEL LETTO”.

Dalla tv al mondo delle sette note, la musica non cambia. Spostiamoci in Toscana dove, è notizia di questi giorni, troviamo un vero e proprio agonista del braccino corto. Ce l’abbiamo con Sting che, mostrando una faccia di bronzo da vendere (a caro prezzo, d’intende), è riuscito a chiedere ai fan 262 euro sonanti per passare un’intera giornata a raccogliere olive nei campi del suo regal casale, il Palagio. Al tramonto, però, la degna ricompensa a tanto sforzo: un bicchiere di vino a testa per ogni operaio pagante. Pregiatissimo vino da discount, per giunta, al modico prezzi (pure!) di 12 euro e fischia a calice. Non va certo meglio ai suoi figli che, come annunciato da cotanto paparino, non vedranno nemmeno un centesimo di eredità. “Simpatico come la sabbia nel letto”, lo aveva definito Linus al termine di un’intervista radiofonica in tempi non sospetti.

BALOTELLI REGALA RICARICHE TELEFONICHE

L’importanza di essere tirchio l’ha riscoperta pure la testa calda vip più controversa del calcio italiano: Mario Balotelli. Una sua ex fiamma lo definì taccagno perché, dopo mesi e mesi di relazione, SuperMario non si era degnato di farle nemmeno un regalino: “Solo ricariche telefoniche, ma molto di rado”. In compenso di corna gliene metteva molte, pare. Ognuno ha il proprio modo di dimostrare affetto ma anche generosità: lo testimonia lo scandalo dell’abito da sposa che ha travolto qualche tempo fa Belen Rodriguez. Il vestito indossato per il suo giorno più bello, quello delle sacre nozze vip col sempre fido marituccio Stefano De Martino, non sarebbe mai stato pagato in quanto, sibillina lo staff della showgirl argentina: “La sartoria ha già avuto abbastanza riscontro pubblicitario dalla portata mediatica dell’evento, perché pagare?”.

 IL MISTERIOSO EDITORE DAL BRACCINO CORTO

Raggiunge quasi picchi di puro lirismo poetico l’innocenza con cui, lo scorso anno, Marina Ripa di Meana si domandò costernata in diretta tv: “Ma come posso fare beneficenza? Prendo solo dodicimila euro al mese di pensione!”. E pensare che nemmeno queste parole riuscirono a smuovere il cuore da Scrooge dell’editore del canale televisivo che la ospitò quella sera: niente soldi per gli opinionisti da talk, al massimo due (e due soltanto) caffè alla macchinetta. E a questa regola non si transige. Nel dicembre del 2013 si diceva addirittura che imponesse ai dipendenti di mandargli foto dei buffet alle conferenze stampa per assicurarsi che nessuno facesse la cresta sulla cifra pattuita o mettesse in tavola più dello stretto necessario. In compenso noi non siamo stati certo avari di indizi sulla sua identità, tirate fuori lo Sherlock Holmes che è in voi e provate a indovinare di chi si tratta. Tanto è gratis.

GRILLO: SPILORCERIA A CINQUE STELLE

Un nome e un cognome, però, ce l’ha il prossimo personaggio in esame. E anche una carriera politica al centro dell’attenzione mediatica da parecchio tempo: l’ex comico Beppe Grillo, oltre a rifiutare qualsiasi tipo di elemosina ai senzatetto che incontra per la via, sarebbe incredibilmente taccagno al ristorante. È rimasta negli annali la cena per festeggiare con addetti ai lavori e simpatizzanti l’ottimo risultato del Movimento Cinque Stelle alle elezioni regionali e amministrative del 2013: ognuno ha pagato per sé “alla romana”, polemica alla cassa per ottenere uno sconticino sul conto e ammonimento ai giornalisti: “La prossima volta venite già mangiati o col pranzo al sacco”. Vero atto dimostrativo o tirchieria malcelata? Il confine, in questo caso, è davvero labile.

TACCAGNI STORICI, DA LUCIO DALLA AD ALBERTO SORDI

Quello del braccino corto è vizio storico nostrano. È risaputa l’avarizia di Alberto Sordi, da lui stesso ammessa senza troppi giri di parole, come quella dell’altrettanto compianto Lucio Dalla, definito “ragno” dagli amici più stretti proprio per la sua ritrosia a far fuoriuscire denaro dalle tasche. Vero e proprio antesignano di tale tendenza fu addirittura Michelangelo con il suo patrimonio da riccone e una vita condotta sotto la soglia di povertà. Ieri come oggi, cosa trovino i personaggi famosi di ogni tempo nella tirchieria è una di quelle domande che difficilmente troveranno mai risposta. Senza dubbio, tra i sette vizi capitali ce ne sarebbero di più divertenti…

1 commento

  1. Prendiamo la Litizzetto la sua comicità se si può dire, è solamente farcita di parolacce e
    improperi verso S.B. Non trovo altre amenità. Non parliamo del Santo Benigni che ora legge la Bibbia, è diventato religioso con un portafoglio gonfio ecc. Sono tutti uguali.
    Ma beneficienze ai poveri !!!!!!!!

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