Festival di Terracina, Blues, Africa e Jazz

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di Francesco Sala

Se c’è un patrimonio culturale e artistico da valorizzare, se c’è qualcosa di bello da vedere, di buono da mangiare; se c’è un buon modo per far conoscere le qualità, i prodotti di un territorio, l’offerta culturale può essere la guida, la chiave di volta per attrarre, coinvolgere, conoscere.

Sono state cinque serate di grande musica Jazz in uno dei luoghi più suggestivi del Lazio: il centro storico di Terracina. Al centro del forum romano, pienamente conservato, che anticamente era proprio luogo di scambio, incontro, mercato, oggi piazza del Municipio, s’inaugura la prima edizione del Terracina Jazz Festival che arricchisce l’offerta culturale di quest’estate.

Si esibisce la Dinamitri Jazz Folklore con il concerto “la società delle maschere”; la loro musica restituisce suggestioni africane: si mescolano universo ed interiorità, uomo e animale, blues e Africa. In piazza vengono offerti una multicolore gamma di timbri, ritmi, suoni, coralità diffusa. Incontriamo Massimo Iudicone, direttore artistico del Terracina Jazz Festival: ” il pubblico gradisce sempre. Anche quando il taglio della proposta artistica è forte e radicale come la mia. Nel 2000 organizzai un concerto spettacolo con Arnoldo Foà che leggeva Leopardi. Non si è mai vista la piazza così piena. E così continuo con la musica, linguaggio universale che fa superare ogni barriera”. Così Terracina non offrirà solo mare, ma nello svago vacanziero ci sarà posto anche per l’arricchimento culturale. In piazza Porta Nuova, dove spiccano interessanti architetture romaniche dal fascino medeviale e moderno, dopo le 23, arrivano le sonorità “acide” di un sax alto del quartetto giudato dalla giovane contrabbassista Caterina Palazzi. Musica sperimentale, jazz, rock e tanta improvvisazione.

La cinta muraria di Terracina, le case medievali, il borgo, diventano in questa sera d’estate: psichedeliche. Ancora Iudicone: “in provincia c’è più passione. Molti musicisti iniziano con la banda di paese e poi continuano con le sperimentazioni originali e intense del jazz più radicale, magari andando a studiare fuori come ho fatto io”. Insomma tutto è frutto di grande fatica, studio e sacrifici. L’improvvisazione dice:” non si improvvisa”.

Qui trovate la programmazione completa del festival: www.terracinajazzfest.it

01/08/14