D’estate ci tassano perfino l’ombra

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Sembra uno scioglilingua: Inps, Inail, Iva, Tosa, Cimp, Ires, Irap, Irpef. E poi? La tassa sui passi carrai, la tassa sui rifiuti, la tassa sulle bonifiche, la tassa sulla depurazione, sulle concessioni governative, sulle proprietà, sulla pubblicità, sulla concessione per le frequenze, le tasse sul contributo per riciclaggio, le tasse sul risanamento ambientale, le imposte sulle carte di credito, le imposte sulle donazioni, le imposte catastali, le imposte ipotecarie, le imposte di fabbricazione, le imposte sugli intrattenimenti, le imposte di registro, le imposte sulle successioni, le imposte di bollo, le imposte sulla camera di commercio, sugli oneri bancari passivi. L’elenco lo ha fatto Diego Lorenzon, presidente di un’azienda veronese di costruzioni metalmeccaniche. Ogni settore ha il suo specifico girone infernale di gabelle e tasse creative, come racconta Paolo Bracalini nel suo “La Repubblica dei mandarini”, appena uscito per Marsilio editore con la prefazione del politologo americano Edward Luttwak.

“Mille balzelli e tributi che raggiungono ogni pertugio dell’esistenza, ogni piega del mondo reale per poter aspirare nuovo gettito (quattrini) e alimentare la bulimica macchina statale italiana – racconta Bracalini nel libro -. L’elenco è lungo e non tende a diminu­ire con gli anni. Lavoro duro se si pensa che sono serviti 70 anni per abolire la tassa sullo zucchero e sul caffè, considerati beni di lusso, 30 anni per togliere quella sulle banane (nel 1994), considerate uno sfizio da ricchi e dunque tassate più di mele e pere”. Ma le altre tasse assurde restano, eccome se restano. Una per tutte: la tassa sull’ombra, balzello antico ma sempre in vigore, in base al quale se la tenda di un loca­le invade il marciapiede, il negoziante deve pagare l’imposta per occupazione di suolo pubblico (con lo stesso principio so­no stati tassati i balconi fino al ’ 94). Tra i cimeli che paghiamo c’è pure la tassa sulle paludi, che nel frattempo non ci sono più. La tassa però sì, sopravvive dal 1904 (un regio decreto) a oggi, come contributo per la bonifica delle paludi diventate terre coltivabili. Anche se è successo 50 anni fa? Sì, due recenti sentenze della Cassazione hanno chiarito che la tassa è dovuta nel caso in cui le opere di bonifica abbiano determinato un effettivo incremento di valore dell’immobile. Ma c’è anche la tassa sui gradini, riesumata da molti Comuni per far cassa, colpendo i proprietari di case che hanno i gradini d’ingresso sulla strada. Stesso discorso per i ballatoi, se invadono il suolo pubblico si paga. Vuoi andare per funghi? C’è la tassa, un’imposta di bollo sui permessi di raccolta di porcini e chiodini.

Ti piace cacciare? Pescare? Pagati la concessione governativa per usare il fucile o la canna da pesca ( rispettivamente eu­ro 115 e 173,16), ma solo dopo aver pagato una tassa regionale sulla licenza stessa. Se si ritiene di essere tassati ingiustamente si può far ricorso contro la pubblica amministrazione, valutando bene la cosa, perché il ricorso contro una tassa è tassato a sua volta. Non si scappa, del resto ci sono 1800 leggi fiscali, una giungla di imposte, tributi, bolli, tasse sommerse e nascoste che si scoprono una dopo l’altra nel libro di Bracalini. Eliminarle? Quando si prova, i mandarini pubblici che governano ministeri e poltrone chiave dello Stato bloccano tutto. Non si scappa, non si può si può scappare nella Repubblica dei mandarini: sennò l’esercito burocrati e i mandarini (molti di più dei numeri ufficiali, come si dimostra nel libro), chi li mantiene?

2 Commenti

  1. viviamo nel XXI secolo ma in realtà siamo al medioevo dove balzelli e obblighi facevano parte del potente di turno, quando se andava bene non ti trovavi impiccato nella pubblica piazza, mentre la casta alpotere era immune e poteva fare di tutto e di piu’, ma la rivolozione FRANCESE ha dimostaro che la pasienza di un popolo ha un limite e la bella REGINA con il RE è finite alla ghigliottina, ma quando questo qui da noi ??abbiamo la dittaura BIANC , vedi VATICANO, quella democratica , vedi PCI= PD e quella sommersa dei ruffian e conoscenti, moltitudine di persone che vivono parassitamente sulla pelle di poveri onesti cittadini, mascherandosi da persone intelligenti e furbe…è vergognoso che in uno STATO serio vi siano zone (regioni ) che attuano leggi e poteri per conto propio sotto il benestare di Mafiosi politici , come l’ attuale presidente e schiera di leccaculi, non eletti dal popolo ma dala casta Mafioso (/Napolitano -Monti-Letta-Renzi & Co)

  2. In Italia occorrerebbe un vera rivoluzione. Non quella dei trinariciuti che la paventano da anni e che è sfociata nelle ATROCITÀ DELLE BR. Una rivoluzione intellettuale che faccia piazza pulita di una visione ottocentesca del rapporto tra stato e cittadino. Dobbiamo liberarci di una concezione obsoleta della società CHE HA PRODOTTO L’OBBROBRIO DI UNA MAGISTRATURA POLITICIZZATA RESPONSABILE DI AVER ASSASSINATO LA GIUSTIZIA.

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