Quei pesci – spaghetti “in the water”

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Un piccolo miracolo nel cinema d’animazione italiano

di Andrea Piersanti

Curandera la maga, Cortez il cattivo, Lupita la bella e, soprattutto, Red l’eroe della storia. Sono alcuni dei protagonisti del cartone animato di qualità andato in onda la scorsa domenica su Raidue. Un western in piena regola se non fosse che si svolge in fondo al mare e che i protagonisti della storia, adatta al pubblico familiare, sono solo pesci.:

Il film, di 90 minuti, si intitola “Spaghetti Western in the water” ed è già pronta la serie tv che sarà trasmessa sul web, come VOD, in Russia su “X Media digital”, e negli Usa su “Battery Pop”. Il film è il debutto di una giovane promessa del cinema d’animazione italiano. Si chiama Caterina De Mata e ha solo 28 anni. Ha messo in piedi, con un sorriso ma anche con carattere, un progetto dal carattere fortemente innovativo. La sua strategia imprenditoriale non ha nulla da invidiare alle produzioni indipendenti più agguerrite di Hollywood. Proviene dall’Università La Sapienza di Roma e ha coinvolto un gruppo di coetanei in gran parte italiani: Luca Di Cecca, 28 anni, art director, Umberto Salerni, 28 e Sun Meizhi, 26 (dalla Cina) supervisor animazione; e poi Allegra Neri, 27; Martina Gismondo, 28, Agnese Berardi, 26, Marta Fava, 26, Raffaella Cropanese, 29, Francesca di Flauro, 28, Patrick Espinosa Escobar, 29 (dal Messico); Diane Miller, 29 (da Israele); Cristian Furci 39 anni, Giovanna Silvestri, 30, Razan Erqsous, 27, (dall’Arabia Saudita).

Con un’operazione di crowdfunding ha raccolto il budget necessario alla produzione del film, ha viaggiato da sola nei più importanti festival del mondo (da Cannes a Los Angeles) per promuovere il prodotto e, adesso, oltre allo spin off tv di “Spaghetti Western in the water”, ha già pronti almeno un paio di progetti nuovi di zecca: “Ballamondo” con api, pipistrelli, simpatici ragni e rane ballerine e “Shoe stories”, ambientato nella bottega di un calzolaio. Tratta con il Qatar e con gli Usa, ma parla anche con gli amici per capire in quali altri mercati internazionali vendere le proprie storie.

Il cinema d’animazione è un mistero in Italia. Siamo la patria di artisti eccezionali come Bruno Bozzetto che però ha ormai 76 anni. Da anni siamo fermi al palo. Si vede in giro molta autorialità fine a se stessa e pochi progetti competitivi. Le cose però cambiano, per fortuna. Una giovane regista di talento, invece di emigrare all’estero, ha deciso di restare in Italia. E’ una buona notizia.

 

02.06.2014