Lucciole sul tappeto volante

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L’immaginario collettivo, che delinquente. Tra i suoi crimini peggiori: aver dipinto l’uomo che paga una prostituta per fare l’amore come un bavoso serial killer in potenza. Dove nulla ha potuto la tenerezza di quando, in C’era una volta in America, tutta la cricca di Noodles va a perdere la verginità a pagamento, confidiamo riesca a smuovere qualcosa Marco Pietracupa, fuoriclasse dell’obbiettivo spartano, immolatosi alla causa degli arcani.

Qualche anno fa questo signore, che fa molta ricerca sul caso e sull’antiqualità, ha vestito i panni del cliente di lucciole, pagandole e appartandosi con loro per poi confessare che era lì non per consumare, ma per fotografare. Ha ricevuto parecchi no. Incredibile beccarsi un “non mi metto in posa per te” dalle donne di malaffare, che – come dicono le femministe – svendono il proprio corpo. E invece.

Quelle che hanno detto di sì sono state le più belle. Marco lo racconta per sottolineare la cosa più importante che ha imparato: le prostitute sono donne come le altre, con le stesse insicurezze, lo stesso terrore di risultare troppo grasse o troppo magre, addirittura con lo stesso moralismo (alcune di loro, mentre posavano, guardavano scandalizzate le proprie colleghe a lavoro: un paradosso pazzesco e umanissimo, forse pure drammatico).

Sbagliate se credete che si tratti di scatti pornografici: le ragazze sono nude, sì, ma in pose da ninfette, adagiate su drappi del colore scelto da loro stesse. Una decostruzione dell’amore mercenario? Neppure. Più semplicemente, attraverso lo sguardo di uno che di mestiere fa quello che estrapola il monaco dall’abito, spesso con la brutalità divertita del punk, un tentativo di tirar fuori le donne che si prostituiscono dal cliché che le vuole tutte serve della distorsione maschile. Un tentativo di mettere in luce la bellezza anche dove si crede che ci siano sporcizia e scandalo. E’ anche per questo che ogni scatto è stato realizzato in pieno giorno, in spazi aperti e a misura di bambino, smentendo ancora quel delinquente dell’immaginario collettivo, che accosta solo slums e alberghi malfamati allo spazio entro cui una prostituta muove i suoi passi.

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E la donna-oggetto? E la legge Merlin? E il fallocentrismo? E la reificazione? A Marco scivola tutto addosso. “Io sono un ignorante: è il modo migliore per mantenermi puro”. Ciao ciao, poseur dell’alta formazione e degli alti principi: Pietracupa è uno dei vostri migliori smentitori. E non perché sia un provocatore, anzi: è egocentrico ma normale. Pur lavorando spesso con brand di alta moda, quelli con la puzza sotto al naso e photoshop nel cervello, scatta ancora con macchinette semiprofessionali, niente Reflex; flash; luci; ombrelli riflettenti. Merce rara in un momento in cui persino le foto delle cene in famiglia vengono modificate con i filtri di Instagram.

Da questa spontaneità sfattona è nato il suo progetto, che non ha intenti sociologici, ma sarebbe un ottimo spunto nelle discussioni politico-intellettuali in cui ancora ci si interroga su quanti zeri apporre davanti alla percentuale di libertà che esiste nel mettere il proprio corpo sul mercato. Dopo una serie di mostre, “Flying Carpet” (il nome del lavoro del nostro) è ancora in giro: alcune foto stanno per essere pubblicate sulla fanzine francese Irene, ideata da tre jeunes filles appassionate di erotismo. Chi volesse demolire qualche altro cliché, non può perdersi il prossimo numero di Vice Italia, dove a firma di Pietracupa usciranno 10 ritratti di pornostar.

6 Commenti

  1. Sapete perchè Mattarella non è andato alle fosse Ardeatine la settimana precedente le elezioni? Unicamente perchè nessuno se ne sarebbe accorto, perchè nessuno avrebbe potuto adularlo/osannarlo.
    Inoltre la sua preoccupazione per gli Italiani è solo di facciata. Facile una presa di posizione “buonista” peccato che non abbia fattpo alcun cenno su come operare.
    Mia nonna diceva che con acqua e chiacchiere non si impastano frittelle, cosa invece di prerogativa dei politici.

  2. ““Io sono un ignorante: è il modo migliore per mantenermi puro” – Magari fosse così facile , ma rimanere puro è assai più difficile che esser ignorante.
    Effettivamente sei un “ignorante” , nel senso che ignori le tecniche fotografiche basiche , le tue foto sono una denuncia chiara di incompetenza fotografica(oggi và molto di moda fare foto a cazzo di cane) , si evice ,osservandole, l incapacita di saper delimitare l’ inquadratura , sono foto sciatte , sovraesposte , non sai usare il flash, ecc.
    Mi chiedo come costui possa lavorare con “Brand con la puzza sotto il naso” ??? ed infine consiglio un corso basico , non di Photoshop(che è difficile) , ma di Photoshop elements.

  3. Possibile che nel 2014 ancora c’è qualcuno che scrive “C’è ne” invece di “ce n’è”…ANALFY la nuova repubblica marinara.

  4. non c’è che dire , qualunque nazione razza, colore ecc.
    la gnocca è sempre la gnocca!!!!!
    che c’è ne sia tanta per tutti quelli a cui ci piace!!!!!!

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