Lo zoo mitologico di Duilio Forte

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Animali estinti o mai esistiti ai giardini Indro Montanelli

di Angelo Crespi

Metà italiano, metà svedese, capelli da paggio, barba incolta, corporatura solida, gira per il laboratorio in zoccole. Lo studio-casa, ai bordi estremi di Milano, dentro una vecchia fabbrica riattata, è un labirinto di piani, scale, sale, salette, camere, e ancora terrazze, e altre scale che non portano da nessuna parte, zeppo di libri e sculture, fogli e colori, accatastati su più livelli: una sorta di strabiliante caos primordiale. Ma Duilio Forte non ha nulla di naif: laureato in architettura al politecnico di Milano (alle spalle una partecipazione alla Biennale Architettura di Venezia), conosce bene il mestiere dell’artista che al fine esplode nei suoi cavalli, alti venti metri, in legno organizzato, forme primordiali, memorie di archetipi nordici ma che giacciono simili e nascosti in tutte le culture antiche.

Cavalli che si stagliano esili come moderne gru meccaniche, seppur panciuti (certamente una citazione omerica), su paesaggi campestri e urbani, quasi in una forma di land-art in cui l’approccio ecologista si è tramutato in impegno civile riguardo l’arte e le sue possibilità di espressione nel mondo contemporaneo: una rivelazione di quello che di ancestrale conserva ancora il nostro inconscio. Nei prossimi giorni, in occasione della Design Week, Duilio sarà impegnato, oltre che in Triennale, in un progetto stravagante quanto il suo antro oscuro.

Ai giardini Indro Montanelli, in pieno centro (sostenuto da “Opera Art Solutions” di Guido Galimberti), ricostruirà lo storico zoo di Milano, anzi un Arkizoic Park con sculture che rappresentano animali mai esistiti, oppure definitivamente estinti, dando vita a una personale tassonomia del fantastico e dell’extra-ordinario: in particolare verrà rappresentato lo “sleipnir” (etimologicamente “colui che scivola rapidamente”), ovvero il cavallo di Odino, che secondo la mitologia norrena sarebbe stato frutto di un amore incestuoso tra un dio e un animale, dotato di 8 zampe, e in grado di correre per acqua e cielo. L’istallazione avrà una parte interattiva a cui il pubblico potrà accedere attraverso i social network (www.facebook.com/arkizoicparkmilano). Una prima tappa, secondo Forte, che potrà coinvolgere, nel resto del mondo, altre città e altri artisti nella creazione di un superzoo del mito.