L’arte primitiva, pagana e nomade di Marco Fioramanti

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Nelle performance dell’artista romano, schegge della Berlino degli anni Ottanta.

di Laura Coccoli

Trent’anni di carriera dedicati ad indagare i rituali e i processi ascendenti delle culture extraeuropee, per riportarli nel gesto artistico della pittura e della performance. Il lavoro del romano Marco Fioramanti, classe 1954, si è sviluppato lungo questo percorso che l’ha portato a viaggiare per il mondo alla ricerca della sua ispirazione. L’esperienza pittorica di Fioramanti matura negli anni Ottanta quando, a seguito della laurea in Ingegneria Civile, decide che è l’arte la sua attività principale. Fino a quel momento ha coltivato questa passione da autodidatta, ma nell’82 è già tra i fondatori del movimento trattista, che attraverso il tratto, gesto semplice ed astratto, esprime la solidarietà e “l’amore per ciò che è primitivo, pagano e nomade”.

Proprio una sorta di nomadismo caratterizza anche lo stesso Fioramanti, che si sposta prima a Berlino Ovest, poi a Barcellona e a New York. Negli anni Novanta s’impegna per ricercare i fondamenti della sua ispirazione proprio laddove essa nasce: in Thailandia, Cina, Tibet, Marocco e Nepal. Le performance di cui è regista e artista, sembrano riassumere proprio tutti questi viaggi in un unico momento: portano in Italia un’esperienza che ha avuto il suo periodo d’oro nella Berlino anni Ottanta e dove danza, musica, recitazione e pittura si fondono restituendo allo spettatore i risultati della lunga ricerca antropologica.

Con lo stesso spirito e con un visione generazionale nel 2007 si approccia al compito di curatore del padiglione italiano della XXIV Biennale di Alessandria d’Egitto e nella creazione, l’anno successivo della rivista Night Italia/the unpublished culture. La rivista nata come contraltare europeo e indipendente della pubblicazione newyorkese Night, curata da Anton Perich, amico e collaboratore di Andy Warhol. Night Italia, si presenta come una sorta di portfolio monografico che racconta gli artisti underground in chiave glamour.

Il 19 marzo, a Roma – nel ristorante Scoglio di Frisio in via Merulana 256 – l’evento “Guest’s House Artist” ha celebrato la sua carriera trentennale in una serata con live painting e accompagnamento di percussionisti elettronici dal titolo “L’artista come luogo liberato”. Carriera che di certo non può dirsi conclusa: è infatti prevista per il 30 marzo al Caffé Letterario Ostiense – in via Ostiense 95 a Roma – una nuova performance sviluppata con la scrittrice Ilaria Palomba, dal titolo “Nella mia ferita sgorga il tuo sangue”: a partire dalle 18:00 fino alle 3:00 di notte si succederanno momenti di reading di poeti, attori e scrittori e saranno esposte le opere di diversi artisti, tra cui appunto Fioramanti che sarà protagonista anche di un momento di pittura dal vivo.

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