Ba Film Festival: la nuova Cinecittà? È a Busto Arsizio.

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Dal 29 marzo al 5 aprile, un festival educativo, non competitivo e interamente gratuito.

di Marta Calcagno Baldini

“Abbiamo sfidato il nostro anonimato” dice Gigi Farioli, Sindaco di Busto Arsizio, un comune di poco più di 80mila anime nella provincia di Varese. Ottimo inizio per introdurre il BA Film Festival, ovvero la XII edizione della non-competizione cinematografica che si svolge prevalentemente a Busto Arsizio, oltre che a Castellanza, Olgiate Olona, Solbiate Olona, Legnano e Varese, dal 29 marzo al 5 aprile: nota ai più come centro industriale, ma che, a dire il vero, porta avanti da anni una passione per il cinema e per la musica che sono in pochi a conoscere e raccontare, la città di Busto Arsizio e i dintorni si aprono per accogliere cinefili e non da tutt’Italia in occasione del Festival che vede come direttore artistico per il 2014 Stefano Della Casa, conduttore da vent’anni di “Holliwood Party” su Radio3 e che l’anno prossimo ha già identificato come futura direttrice Elisabetta Sgarbi: “Non si vive di solo pane” –dice Della Casa citando quello che è lo slogan del Festival per il 2014-. Scegliere questa frase, che appartiene alle nostre radici cristiane, come sintesi dei significati che il B.A.F.F. vuole trasmettere, significa sottolineare che la cultura ha un ruolo importante nella società e che per trasmetterla ci si rivolge a tutti”. Fin da subito dev’essere chiaro insomma che “Il B.A Film Festival obbedisce a due intenti fondamentali –continua Della Casa-: è una manifestazione di cinema che non si rivolge solo ad appassionati, ma ad un pubblico vasto, e poi coinvolge e include anche esperti di altre forme d’arte come la musica, che si troveranno a dialogare con il pubblico in diverse occasioni”.

Inaugurazione sabato 29 alle 17.30 alla Galleria Boragno di Busto Arsizio con la mostra “Una terra da Oscar tra saperi e sapori”, per poi proseguire, alle 21, al Cinema Sociale Busto Arsizio, con un incontro diretto con Ferzan Ozpetek, il regista di “Allacciate le cinture”, film che dopo verrà proiettato in sala. Da segnalare, riguardo la presenza di ospiti anche non necessariamente cinefili, l’intervento di Francesco De Gregori che lunedì 31 marzo (ore 20.45, Cinema Sociale di Busto Arsizio) non verrà a cantare “Generale”, ma a raccontare il film di Roman Polanski “Rosemary’s Baby”, che ama. Nella sezione “La memoria del cinema”, che vede, come appunto De Gregori, personaggi dello spettacolo che a vario titolo vi hanno lavorato e che racconteranno il loro film preferito, partecipano anche l’attore, regista, sceneggiatore, produttore e autore Marcello Cesena o il filmaker e sceneggiatore Giorgio Arlorio. Di grande interesse, il 2 aprile , ore 21 al Cinema Manzoni di Busto Arsizio, il documentario “Tutte le storie di Piera”, in cui la straordinaria attrice Piera Degli Esposti si racconta alternandosi a testimonianze di Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino e altri. Questo, e “1964-il tuo anno”, tra gli altri, film realizzato con materiali d’archivio dell’Istituto Luce e che racconta in una sequenza i fatti più significativi della storia italiana e non solo (mercoledì 2, Spazio festival a Busto Arsizio, ore 17), fanno parte della sezione “Effetto Cinema”, dedicata al’universo e il racconto del “fare cinema” (ritratti, backstage, interviste speciali…).

Presenti a varie riprese durante il Festival anche i cartoons, ovvero incontri e proiezioni di cinema d’animazione, e la proiezione di pellicole dal valore educativo per la sezione “Made in Italy-Scuole” (tra cui non poteva mancare “La grande bellezza” di Sorrentino, mercoledì 2 marzo alle 9 al Cinema Manzoni di Busto Arsizio, o “Il capitale umano” di Paolo Virzì, venerdì 4 alle 9 al Cinema Sociale sempre a Busto Arsizio). Novità di quest’anno che diverrà consolidata nelle prossime edizioni è la sezione “Gli eroi della carta stampata”, un omaggio alle grandi personalità del mondo del giornalismo e della critica cinematografica. Il primo intellettuale ricordato è Tullio Kezich: venerdì 4 aprile, dalle 16 allo Spazio Festival di Busto Arsizio, saranno proiettati “I recuperanti” di Ermanno Olmi sceneggiato appunto da Kezich e Mario Rigoni Stern, e “Noi che abbiamo fatto la dolce vita”, diario su uomini e donne che fecero “La dolce vita”. Interverranno anche Alessandra Levantesi e Maurizio Porro.

Tornando allo slogan “evangelico” del Festival, è interessante sottolineare anche che si tratta di giornate non competitive: “esistono già in Italia molte manifestazioni dedicate al cinema che prevedono l’assegnazione di un premio finale –dice ancora Della Casa-. Noi daremo dei riconoscimenti, certo, ma non ci interessa creare una vera competizione”. La sola sezione a premi è quella dei film che rientrano nella categoria “Made in Italy-Scuole”: i giudici saranno gli studenti, che voteranno e premieranno il film che hanno preferito.

Un festival educativo, rivolto a tutti, quasi non competitivo e, peraltro, interamente gratuito. Infondo, a ben guardare, non è un caso che nasca proprio a Busto Arsizio e dintorni una rassegna così formativa, aperta e dal sapore meno incentrato sul gossip e più sulla qualità: nel 2008 è nato a Busto Arsizio l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, ente privato che propone due percorsi di riferimento principali: la regia e la recitazione, entrambe di stampo dichiaratamente cinematografico (corsi di tre anni ciascuno). La struttura è in grado di fornire agli studenti un alto profilo curriculare, oltre a creare possibilità di collaborazioni e stage agli studenti una volta usciti dalla Scuola. Stiamo assistendo alla lenta nascita di una cittadella del cinema con sede a Busto Arsizio e dintorni?

Info. www.baff2014.it, tel. 0331-323104

www.istitutoantonioni.it, tel. 0331-070847