I cavalieri della laguna. Eroi eco-sostenibili.

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Il documentario di Walter Bencini: il racconto umano dei pescatori di Orbetello.

di Pierpaolo De Mejo

Uno specchio d’acqua immobile pronto per essere attraversato. Reti e martavelli sparsi al largo. I pochi e valorosi cavalieri rimasti salgono sulle loro piccole imbarcazioni alle prime luci del’alba. La sfida è quella eterna tra l’uomo e il mare. Tra un piccolo gruppo di pescatori e quello che riusciranno a portare a casa a fine giornata. Presentato in Italia il documentario “I cavalieri della laguna”, diretto da Walter Bencini. La pellicola, selezionata per la 64esima edizione della Berlinale, verrà proiettata a partire dal 19 marzo all’interno di eventi e manifestazioni della nostra penisola.

È un racconto umano e sincero della comunità di pescatori della laguna di Orbetello. Sono uomini burberi che amano fare battute, prendersi in giro, ma che mostrano una profonda malinconia nel vedere che il loro mondo rischia di sparire. Con la crisi, il loro numero si è drasticamente ridotto (sono circa 60), e per arrivare a fine mese si sono dovuti reinventare. Lavorano in cooperativa, possiedono un laboratorio per la lavorazione, gestiscono uno spaccio e un mercato del pesce, allevano avannotti di spigola e orata per il ripopolamento, producono bottarga (quella celebre del posto), filetti affumicati di cefalo e di anguilla, e la sera aprono un piccolo ristorante.

Sono piccoli eroi sospesi in un tramonto arancio, uomini decisi a tramandare quella storia che è appartenuta ai loro padri, ai loro nonni. Gabriele (il più giovane) si ricorda dei vecchi pescatori che, a ottant’anni, alzavano ancora sessanta chili di barile. Maurizio, detto “Il ricciolone”, si sente ancora un latin lover. Ghigo parla poco, legge Dostoevskji e Schopenhauer. Sergio, detto “Il topo”, sembra il portavoce della nostalgia di tutti. Francesco pesca talmente tanto che viene chiamato “Il moltiplicatore di pesci”.

L’idea del film – racconta il regista- è quella di rendere visibili modelli produttivi ed economici eco-sostenibili con basso impatto ambientale, unica via percorribile se si vuole ritrovare un rapporto armonico con la nostra madre terra. I pescatori di Orbetello sono anni luce avanti rispetto al mondo occidentale che ancora non comprende a fondo che il vero tesoro da scoprire e proteggere è il nostro pianeta”. Il messaggio è chiaro: osservare attentamente la logica delle realtà locali che offrono modelli produttivi alternativi, e trovare il coraggio e la voglia di partire nuovamente da zero per offrire alle future generazioni un mondo meno sbagliato.