“Amori elementari”: love stories ad altezza bambino

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Dal 20 febbraio il film di Sergio Basso, girato tra le Dolomiti e Mosca.

di Pedro Armocida

Cerca di catturare gli attimi, per loro eterni, dei bambini alle prese con i primi fuochi delle passioni: gli amici, lo sport e, naturalmente, l’amore. “Amori elementari”, primo lungometraggio di finzione di Sergio Basso, nei cinema dal 20 febbraio, lo fa ad altezza di bambino: un punto di vista recentemente poco utilizzato nel cinema italiano ma con una gloriosa storia alle spalle. “Avevamo voglia di raccontare – spiega il regista – proprio la comparsa dell’amore. Le prime avvisaglie sono alle elementari e tutti, credo, abbiamo dei ricordi al riguardo”.

Il film, scritto dal regista con Marianna Cappi e Marina Polla de Luca, di cui in libreria si può trovare il bel romanzo edito da Salani, racconta di un gruppo di ragazzini tra i dieci e gli undici anni, Aleksej (Maxym Bychkov), Katerina (Ania Potebnya), Matilde (Laura Gaia Piacentile), Tobia (Andrea Pittorino) e Ajit (Bonny Mappilamattel), che vengono da diversi paesi del mondo ma vivono ad Alleghe, un paesino incastonato tra le Dolomiti, e frequentano tutti la stessa polisportiva: chi gioca a hockey su ghiaccio con l’allenatore russo Ivan (Andrey Chernyshov), chi fa pattinaggio artistico seguendo gli insegnamenti di Sara (Cristiana Capotondi). La felice monotonia delle loro giornate verrà spezzata dall’arrivo della piccola “dark” Agata (Rachele Cremona), con in cuffia la musica dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che conquista subito le simpatie di Tobia e soprattutto dall’invito di una polisportiva moscovita a disputare un quadrangolare nella capitale russa.

“Quando è stato il momento di scrivere una storia sui primi sobbalzi del cuore, ci è parso naturale ambientarla un po’ anche in Russia, tra quelle cupole di chiese che sembrano marshmallows”, racconta Sergio Basso. “E’ una terra che dedica grande attenzione all’infanzia e che ha sempre sfornato fiabe ammalianti. Una terra magica”. E così, anche la compagine produttiva, già atipica, con in prima fila il Centro Sperimentale di Cinematografia, Sharoncinema e Rai Cinema, si è arricchita della russa Zori Film, ottenendo anche il sostegno del Ministero della Cultura, sia russo che italiano.